Spyro Reignited Trilogy

Fiamme nostalgiche avvolgono PS4 e Xbox One

Pubblicato il 14/11/18 da Cathoderay
recensione
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Spyro Reignited Trilogy

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Lo so, sarete lì che vi  starete chiedendo perché sono proprio io a scrivere questa recensione.
Potrei dirvi che è tutta colpa della famigerata roulette russa redazionale di Pixel Flood e che per me il drago ideale nei videogiochi è Midir, boss segreto di Dark Souls 3 che per abbatterlo è necessaria una serie di santi che cantano le lodi del giocatore. La realtà invece è che ero curioso, dopo aver recensito Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy l’anno scorso volevo davvero vedere che tipo di remake sarebbe stato sviluppato per una delle icone dell’epoca d’oro PlayStation, dove tutto ci sembrava bellissimo mentre era di cartongesso, ma facevamo finta di niente.

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Drago infame per te solo le lame!

Spyro: Reignited Trilogy riporta in vita i primi tre capitoli, programmati da Insomniac Games, lo studio dell’ultimo Spider Man, che abbiamo recensito qui), rimodellando per l’occasione il drago viola, rendendolo sicuramente più “morbido” sia nei movimenti che nelle fattezze, in un buon mix di quello che era stato negli anni ’90 e di quello che invece era diventato nella sua epoca Skylanders, con conseguente rimodernamento di nemici e comprimari.
Il risultato dona all’aria generale del gioco un look nostalgico ma assolutamente gradevole per tutti, non solo per quelli che si sono lamentati dell’assenza di Spyro dalla PlayStation Classic di prossima uscita.

In tutti e tre i capitoli sono state adottate scelte stilistiche al passo con i tempi, che all’epoca degli originali magari non erano possibili a causa di evidenti limiti tecnici. Un esempio perfetto è Rypto, che mostra occhi decisamente più da rettile e in generale uno stile da malvagio di serie B molto più marcato, cosa che i vecchi poligoni facevano fatica a trasmettere.
Lo stesso discorso è valido per quanto riguarda le ambientazioni, che sono state migliorate tantissimo, complici i bellissimi colori ultrasaturi presenti, decisamente un lavoro più curato rispetto a quello svolto precedentemente con Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy.

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L’ottimo lavoro di restyling risulta evidente, in particolare per quanto rigiarda Rypto, villain dei primi due episodi di questa trilogia.

Si sarebbe potuto fare qualcosa in più, specialmente dal lato comandi, che presentano alcune piccole imperfezioni, lascito delle versioni originali, ma niente che comprometta l’esperienza.
La cosa più importante quando si approccia una collection di classici come questa Spyro Reignited Trilogy è essere consci di quello che stiamo per giocare, ovvero un ottimo remake di un plattform discreto e dalle meccaniche semplici, soprattutto nel primo capitolo.
Con questo concetto bene a mente il lavoro svolto da Toys for Bob, grazie anche agli ingenti mezzi economici messi a disposizione da Activision, risulta ancora più apprezzabile, dato che ci accompagna lungo un viale dei ricordi molto più bello di quel che ricordassimo, ma senza l’amarezza di fondo che il ritorno del peramele ci aveva lasciato.
L’importante è non cercare meccaniche complesse o una trama profonda, per quello ci sono altri giochi con i draghi, o Croc: Legend of the Gobbos, altro leggendario titolo dell’era PS1.

Perché sì:
Perché no:
  • Grafica deliziosa
  • Doppiaggio di alto livello
  • Restyling perfetto
  • Sempre divertente

 

  • Percorso il viale dei ricordi potrebbe stancare molto presto
  • Il download dei giochi nonostante il disco fisico è tremendo

 

Spyro

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Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.