Pubblicato il 11/05/20 da Ruka

Persona 5 Royal

L'ideale e il reale
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Quando all’epoca scrissi di Persona 5, trattai quest’ultimo come un vero capolavoro, un titolo che a tutto tondo non ostentava criticità: con Persona 5 Royal la storia si ripete, ma lo fa in modo migliore, espanso e rivisto laddove l’originale poteva, in alcuni casi, mostrare il fianco.
Per chi non lo sapesse, Persona 5 Royal non è né un seguito, né un remake, ma una versione aggiornata che ripropone i medesimi contenuti del suo predecessore, riuscendo nell’ardua impresa di giustificare la release di un gioco a sé stante piuttosto che di un DLC: si parla infatti di circa 30 ore di gioco aggiuntive che vanno a sommarsi alla già longeva campagna principale, oltre che a numerosi miglioramenti alla QoL sparsi qua e là.

I vicoli di Yongen-Jaya in Persona 5 Royal
Aggirarsi nuovamente per i vicoli di Yongen-Jaya rievoca bei ricordi.

Trama di Persona 5 Royal

La storia ripercorre quanto già visto nel Persona 5 originale, seguendo le vicende dei Ladri Fantasma di Cuori: studenti giapponesi dai trascorsi particolarmente dolorosi che scoprono di poter entrare nel Metaverso, una dimensione parallela generata dalla cognizione collettiva che permette loro di intrufolarsi nei Palazzi, ovvero enormi edifici nati dai desideri distorti degli individui più corrotti.
Rubando il tesoro custodito nelle profondità di questi dungeon, il cattivone di turno subirà un cambio di personalità che lo porterà a pentirsi e confessare i propri misfatti: un’impresa da portare a termine tramite l’impiego delle Personae, esseri che nascono dal subconscio dei protagonisti e che in questa dimensione assumono forma concreta, permettendo l’impiego di svariate abilità in combattimento.

La trama non presenta cambiamenti sostanziali fin quando non si raggiungono le fasi finali dell’avventura, in quanto i due elementi di novità quali la giovincella Kasumi Yoshizawa e il consulente scolastico Takuto Maruki non interferiscono con gli eventi principali fino a quel momento.
L’accesso al nuovo semestre sbloccabile portando al massimo un determinato Confidentevi lascio indovinare quale – garantisce l’accesso a un dungeon tutto nuovo e al mese di gennaio in cui è possibile completare nuove missioni secondarie, incrementando una longevità già di per sé ottima.
Inutile dire che il comparto narrativo del titolo si dimostra sempre godibilissimo, risultando qui approfondito e migliorato in quei frangenti che nel gioco originale non rendevano giustizia a determinati personaggi; ciliegina sulla torta poi è la localizzazione in italiano, novità assoluta per la serie che farà la gioia sia dei vecchi fan, che dei novizi.

La Stanza di Velluto in Persona 5 Royal
E si riparte col tran-tran…

Gameplay

La formula alla base del gameplay è rimasta pressoché invariata, focalizzandosi sull’alternanza tra sessioni dedicate alla vita quotidiana dello studente giapponese e quelle in cui tocca menar le mani nel Metaverso.
Ciò che spicca in mezzo a tutto questo, sono sicuramente gli innumerevoli ritocchi che Atlus ha voluto apportare all’esperienza per migliorarne la fruibilità: ad esempio ora la sera si avrà più tempo da impiegare liberamente, laddove nel P5 originale l’unica opzione era quella di andare a letto per passare alla giornata successiva. Alcune attività non consumano più tempo, dando più respiro al giocatore intento a destreggiarsi tra il miglioramento delle statistiche sociali e lo sviluppo dei Confidenti, gli NPC con cui è possibile relazionarsi al fine di ottenere bonus e esperienza aggiuntiva per le fusioni tra Personae.
Menzione d’onore per la nuova area urbana di Kichijoji, in cui dedicarsi a svariate attività come il Jazz Club necessario a migliorare le Personae dei compagni o il Penguin Sniper, locale in cui è possibile giocare a freccette e biliardo, entrambi utili a portare avanti il rango Staffetta o quello dedicato al danno tecnico.

Anche nei dungeon le novità non mancano: si parte da un parziale re-design degli stessi atto a introdurre la meccanica del rampino, grazie al quale raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili e spesso location dedicate ai Semi della Bramosia, collezionabili la cui raccolta garantisce l’ottenimento di particolari accessori.
Il già ottimo combat system poi qui risulta perfezionato ulteriormente, grazie al rework della Staffetta, meccanica precedentemente relegata a perk di rango Confidente.
Il funzionamento è identico a quanto visto in passato: sfruttando le debolezze avversarie o infliggendo colpi critici è possibile passare il turno a un alleato e far sì che questi prosegua la mattanza. A differenza del vecchio sistema però, il membro del party attivo guadagnerà bonus in attacco, punti salute e punti magia, aggiungendo un ulteriore livello di strategia al tutto. Contribuiscono poi i miglioramenti apportati al danno tecnico, ovvero quella situazione in cui si sfruttano determinati elementi su nemici dallo status alterato: rispetto al gioco originale, ora è molto più comune trovare avversari privi di debolezze, rendendo tale meccanica di vitale importanza.

La negoziazione con Pyro Jack in Persona 5 Royal
Il “self-hee” meritava uno screenshot.

Comparto tecnico di Persona 5 Royal

Sul piano prettamente visivo, Persona 5 Royal è una gioia per gli occhi: siano ambienti urbani, siano dungeon ogni location è ricca di dettagli e piccoli tocchi di classe, una cura certosina che si riscontra anche quando non è possibile spostarsi in tre dimensioni e il gioco si affida a fondali pre-renderizzati in alta risoluzione.
Il lavoro di svecchiamento da parte di Atlus si è concentrato principalmente sulle texture, ora ben più nitide e dettagliate (nonostante qualche strafalcione ingiustificato sia ancora presente), lasciando perlopiù invariati i modelli poligonali che mostrano ancora il fianco se comparati col tripla A del momento, ma che nel loro contesto funzionano come devono.

Stilisticamente parlando vi basta osservare gli screenshot per comprendere che gran parte del lavoro si è riversato nell’interfaccia che ora può vantare disegni maggiormente curati e nei menù, sempre splendidi alla vista e capaci di scorrere tra loro senza soluzione di continuità. Nulla da dire sul comparto audio che rasenta la perfezione tra un doppiaggio di eccellente fattura e una colonna sonora acid jazz ora ulteriormente arricchita da 30 nuove tracce.

La trappola per topi nel dungeon di Masayoshi Shido in Persona 5 Royal
I dungeon vi riserveranno diverse sorprese…

Conclusioni

A costo di sembrare un fanboy, ribadisco quanto scritto in precedenza: Persona 5 Royal è uno dei migliori JRPG sulla piazza, se non addirittura il migliore. Gameplay, longevità e componente audiovisiva sono il picco finora raggiunto da Atlus, asticella che – si spera – verrà alzata solo da un fantomatico Persona 6.
Per gli aficionados del titolo originale, il Royal può rappresentare una scusa per rigiocarsi un capolavoro l’ennesima volta, per tutti gli altri invece è l’occasione per approcciarsi a una serie fantastica e godersi un’avventura che personalmente preferirei dimenticare solo per poterne godere “come la prima volta”.

Le nostre guide

Persona 5 Royal: Guida al danno tecnico

Guida alla manipolazione delle statistiche

Perché sì:
Perché no:
  • È Persona 5 ma meglio

 

  • ...difetti?

Ruka - Biografia

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Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate?

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