Pubblicato il 22/07/21 da Luca Dedei

Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin

Monster Hunter si reinventa in questo JRPG in stile anime
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Sono passati mesi da quel doppio annuncio del Monster Hunter Direct che prese il controllo di un video di Nintendo; quel giorno furono annunciati sia Monster Hunter Rise, l’ultimo capitolo della serie portatile, che Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin, sequel dello spin-off a turni.

Monster Hunter Stories 2 – Una seconda opportunità

Purtroppo, la serie di Stories ha un passato alquanto travagliato, soprattutto in occidente.

Il primo capitolo ha avuto pochissimo riscontro da parte dei fan. Uscito su 3DS (e smartphone) in un periodo dove tutti erano rivolti verso la Switch, Monster Hunter come serie non aveva ancora l’impatto post Monster Hunter World. Inoltre lo stile, molto indirizzato ai giovani, non è piaciuto ai “veterani”, facendo addirittura interrompere il supporto e gli aggiornamenti in occidente.

Quindi Capcom ha deciso di puntare tantissimo su questo secondo capitolo, presentandolo come uno spin-off per tutti, con grafica molto più proporzionata e meno chibi e “congelando” gli aggiornamenti di Monster Hunter Rise per tutta l’estate, in modo tale da tenere i riflettori puntati su Stories 2.

Monster Hunter Stories 2 – Non più cacciatori, ma rider

Il gioco si presenta subito mostrando l’evoluzione grafica rispetto al primo capitolo.

Una grafica in perfetto stile Anime-MonHun.

Dopo aver creato il personaggio, con una selezione molto creativa (sebbene limitata), ricca di espressività e personalizzazione (che nel corso del gioco si amplierà con capigliature sbloccabili), ma che ci spinge a volere più opzioni, assisteremo ad alcuni filmati introduttivi che ci faranno subito immergere nel clima delle ambientazioni che fondono in modo delizioso l’estetica anime all’inconfondibile stile della serie di Monster Hunter.

La possibilità di personalizzazione del personaggio è molto ampia, ma comunque viene voglia di avere ancora più opzioni.

Un overworld povero, ma comunque pesante

Se però questa bellezza grafica ed estetica si può notare nei personaggi, nei mostri e nei villaggi, purtroppo non si può dire lo stesso per l’overworld. Già usciti dal primo villaggio si può notare come il mondo esplorabile sia composto da enormi distese vuote, con i materiali raccoglibili tutti concentrati negli angoli e ai bordi della mappa, ma soprattutto molti cali di frame rate. Considerando la bassa quantità di elementi a schermo (sì, ci sono diversi mostri, ma gli oggetti sono quasi invisibili e oltre a questo non c’è assolutamente nulla) e la qualità grafica abbassata per queste sezioni, non è giustificabile in alcun modo un frame rate così basso, anche se si presenta in sezioni non fondamentali per quanto riguarda il gameplay.

Questa recensione, sottolineo, è stata scritta provando la versione per Nintendo Switch; ignoro quindi se questi problemi siano presenti o meno nella versione pc del gioco.

Monster Hunter Stories 2- Il combattimento

Per quanto riguarda invece il fulcro del gameplay di Monster Hunter Stories 2, si ha a disposizione una squadra di 6 monstie (termine che deriva da monster + bestie), 5 a scelta tra quelli allevabili e il Rathalos protagonista, il vostro personaggio e un NPC con il suo monstie. La formazione sarà quindi un party di 4 membri: il vostro PG, uno dei vostri monstie, l’NPC, e il suo compagno; ci saranno comunque sezioni in cui sarete senza partner. I combattimenti si svolgeranno a turni seguendo diverse meccaniche, che sulla carta sembrano difficili da comprende, ma che in realtà sono molto semplici da memorizzare e imparare, e che verranno approfondite con una apposita guida.

In breve: in ogni turno bisognerà decidere il proprio tipo di attacco. Ci sarà un testa a testa (ovvero il personaggio e l’avversario si colpiranno a vicenda) dove vincerà (e di conseguenza arrecherà più danno) chi sceglierà il tipo di attacco migliore rispetto all’altro, in una sorta di carta-forbice-sasso (meccanica che a quanto pare mi sta perseguitando dalla recensione di Alex Kidd). Nel caso in cui sia il rider che il monstie scelgano la stessa tipologia di attacco (voi avrete totale controllo sul personaggio ma non sul mostro, il quale deciderà a seconda della propria natura e/o dei propri attacchi cosa fare se non impartirete abilità tramite ordini), chi vincerà il testa a testa potrà infliggere un attacco doppio, molto potente, che blocca completamente il turno dell’avversario.

Invece per la quantità di danno inflitto è presente un sistema di debolezze elementali semplificato, che tiene anche conto della tipologia di arma: ogni mostro avrà un elemento a cui è resistente e a cui è debole, e ogni parte di questo è più o meno debole al danno dell’arma del rider, che può essere da taglio, perforante o da impatto. Man mano che si prosegue nel combattimento si caricherà la Barra Legame, con la quale è possibile utilizzare abilità, oppure, una volta raggiunto il limite, si potrà salire in sella al proprio monstie e fare attacchi più potenti come un’unica entità, oppure compiere un’Abilità Legame (potenziabile vincendo testa a testa mentre si è in sella, fino a un massimo di 3), ovvero una speciale mossa con un’animazione unica molto simpatica, che infliggerà molti danni.

Molto gradite inoltre sono la possibilità di velocizzare le animazioni di combattimento fino a x3 e soprattutto la meccanica di Fine Rapida, ovvero “oneshottare” i nemici qualora il gioco li ritenga troppo deboli rispetto al giocatore. Entrambi gli elementi riducono di molto il tempo di gioco qualora si volesse andare spediti o si volesse farmare.

Il gameplay di Stories 2 è una perfetta reinterpretazione con uno stile a turni delle meccaniche che hanno contraddistinto la serie di Monster Hunter.

Le uova e i geni

Come detto precedentemente, il giocatore avrà con sé una squadra di 6 monstie. Per poterli inserire nella nostra squadra dovremo esplorare i nidi e raccogliere le uova al loro intero, per poi farle schiudere alla scuderia e poter così avere i mostri e usarli in combattimento, oppure usare le abilità per l’esplorazione come il nuoto o l’abilità che consente di spaccare le rocce. Questo porta alla meccanica che rende unico questo gioco: la genetica.

Ogni mostro ha i propri geni, i quali andranno a decidere le sue mosse e il variare delle sue statistiche, e questi possono essere più o meno rari; per capire se un monstie avrà geni rari basterà cercare uova dorate o arcobaleno di quel mostro. La peculiarità però è la possibilità di trasferire i geni di un mostro a un altro, indipendentemente da quali essi siano, permettendo così una varietà di combinazioni infinitamente divertente (pensate solo a un Gran Jaggi con i poteri di un drago anziano). Parleremo in modo più approfondito di queste meccaniche e di come combinarle in una guida a riguardo.

Monster Hunter Stories 2 – Conclusioni

Il primo impulso dopo aver visto un po’ di Monster Hunter Stories 2 è sicuramente quello di paragonarlo a un Pokémon-like come Nexomon, ma non commettete l’errore di sottovalutarlo solo per questa comparazione: il gioco non solo ha una sua propria identità (data anche dall’originalità delle creature che già sono conosciute ai più) ma alcune delle meccaniche sono una versione svecchiata e migliorata di quelle di Pokémon. L’online inoltre ha la possibilità di accompagnare i giocatori  anche dopo aver terminato la storia (che già dura molto), grazie alla struttura a missioni in stile Monster Hunter e all’arrivo di futuri aggiornamenti che amplieranno i contenuti. Per quanto riguarda i giocatori a cui piace sperimentare, la meccanica dei geni li terrà impegnati per molto tempo.

Quindi, nonostante occorra tenere a mente come il gioco ha delle serie carenze tecniche, Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin è un titolo validissimo, che vale la pena essere recuperato se si è appassionati di JRPG e/o di Monster Hunter. Si spera che con un eventuale terzo capitolo (se questo titolo avrà successo, dato che sembra davvero un’ultima opportunità per la serie) possa avere un supporto più degno.

  • Gameplay semplice ma ampio
  • Meccanica dei geni
  • Baby mostri adorabili e buffi
  • Design dei personaggi delizioso
  • Farming semplificato
  • C'è il Gran Jaggi
  • Online cooperativo

 

  • Frame rate troppo altalenante
  • Mappe vuote con molti vicoli ciechi inutili
  • Caricamenti online lunghissimi

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.