Pubblicato il 23/07/21 da Carisma20

Disgaea 6: Defiance of Destiny

L'elevazione esponenziale dei numeri
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Disgaea 6 è il nuovo episodio della saga, mancante di un nuovo episodio da ben sei anni ormai, complice anche una non ben chiara direzione da dare al brand che ne ha fatto addirittura rischiare la cancellazione. Ma dopo l’ottimo quinto episodio eccoci qui a tenere tra le nostre manacce il sesto capitolo, questa volta in esclusiva sulla consolina ibrida di Nintendo.

Disgaea 6 – Zombie desu ka

La storia di Disgaea 6 si apre con il protagonista che si vanta, fondamentalmente, di aver sconfitto il Dio della Distruzione… dopo essere morto un casino di volte, espediente narrativo che giustifica la nuova meccanica della Super Reincarnazione, a cui arriveremo dopo. Il resto della storia, almeno per i primi dieci capitoli, si svolge in un flashback che spiega come Zed, il nostro protagonista zombificato, sia riuscito nella sua impresa.

Nulla di originale, la trama non è mai stato il punto principale dei Disgaea, ma è piuttosto una giustificazione ai numerosi mondi in cui viaggeremo (reincarneremo in questo caso) durante tutto l’arco narrativo; e si fa anche seguire volentieri, complice una ironia di fondo che mette il giocatore di fronte a numerose scenette comiche e situazioni grottesche, il tutto limitato però alla lingua anglosassone: il gioco infatti non è stato tradotto in italiano, e a meno che non conosciate l’inglese non potrete godere del simpatico sarcasmo che caratterizza la serie… però seriamente, a livello di narrativa non vi perdete davvero nulla.

Disgaea 6 mantiene la classica struttura Light Novel per la gestione dei dialoghi

Cosa è cambiato nel nuovo Netherworld

La prima novità a cui andiamo incontro è davvero difficile non notarla, probabilmente per il sentimento di stranezza che chiunque ha provato dopo aver visto i trailer o messo le mani sul gioco: il 3D. Addio quindi sprite bidimensionali e benvenuti modelli in 3D, accompagnato dalla classica frase del “si stava meglio quando si stava peggio”. Infatti la software house ha indubbiamente pensato di optare per uno svecchiamento del suo comparto grafico, impreziosendolo con animazioni tridimensionali per ogni special attivata, che vanno ad aggiungere però davvero molto poco, con fondali e terreni più che spogli. Tutto questo inoltre ha un prezzo: la software house ha deciso di inserire tre diversi set di prestazioni, uno puntato alla grafica che rende tutto più bello ma rende sostanzialmente il gioco ingiocabile grazie ai suoi 15 fps, uno puntato alle prestazioni che invece gira benissimo ma ci regala anche dei pixel grandi come un gameboy, e infine una bilanciata, l’unica che abbia davvero senso di esistere e che è comunque un palese compromesso…

 

Si stava meglio quando si stava peggio!

 

L’altra novità è la Super Reincarnation, non in senso stretto essendo fondamentalmente la vecchia reincarnazione che andava ad aumentare le caratteristiche del personaggio riportandolo  però al livello uno, ma più per una questione di elemento di storia legato al personaggio principale ed essendo la diretta sostituzione del Chara World che nel quinto capitolo proponeva delle meccaniche slegate a tutto il resto per potenziare i singoli personaggi. In questo caso è esattamente una fusione tra il vecchio Chara World e la semplice reincarnazione, ma Zed ne beneficia ulteriormente grazie alla sua Evility che gli fornisce ulteriori aumenti di caratteristiche. Le Evility rimangono ciò che erano in passato, ossia delle abilità passive che ogni personaggio può imparare.

 

Ultima novità la Demonic Intelligence, un sistema di programmazione di intelligenza artificiale che prende a piene mani dal Gambit già visto in Final Fantasy XII, che se ben settato permette di attivare l’auto-battle e lasciare il gioco a fare il “lavoro sporco” al posto nostro: il grinding.

Tornano inoltre i grandi classici che ormai conosciamo bene, come la Dark Assembly, un parlamento dove potremo avanzare proposte per farle approvare, ricorrendo a metodi più o meno “puliti”, e l’Item World, una meccanica che permette di entrare all’interno degli oggetti e potenziarli, superando livelli generati casualmente e aggiungendo alcune novità rispetto agli scenari della storia.

Gli elementi storici della serie sono tutti presenti

Com’è andata con Disgaea 6?

Non benissimo in verità: oltre al mio non apprezzare l’introduzione di meccaniche volte a far autogiocare il gioco, l’intero sistema ha subito un ribilanciamento, passando dal livello massimo di 9.999 a quello di 99.999.999, ma aumentando la facilità di aumento di livello e donando punti esperienza a tutti i personaggi che hanno partecipato alla battaglia. L’aumento di livello è una meccanica che crea gratificazione nel giocatore e lo spinge a continuare a giocare. Ecco, Disgaea 6 riesce ad annullare completamente questa soddisfazione, facendo salire tutti i personaggi che partecipano alla battaglia ogni volta di svariati livelli: livellare troppo spesso è esattamente come non farlo mai.

Gli enormi numeroni che si vedono a schermo, infine, servono solo a farmi chiedere: “Perchè?”. Il tutto si dimostra soltanto un ribilanciamento dei numeri al rialzo che si porta dietro delle conseguenze negative, mancando completamente l’obbiettivo di far sentire il giocatore più potente grazie al semplice mostrare più cifre per ogni colpo o combo. Il tutto unito alle meccaniche della Demonic Intelligence: se ci si è sentiti in dovere di snellire il grinding, perché farlo in questo modo?

Infine, come già accennato, stendiamo un velo pietoso sul comparto tecnico.

Il cuore del gameplay rimane ad ogni modo quello dei classici Disgaea, facendolo rimanere un prodotto decente con cui intrattenersi per svariate ore; questo però non è assolutamente sufficiente ad innalzarlo sul podio dei migliori giochi della saga, minato da scelte di design che si dimostrano dei clamorosi passi falsi.

  • Totale libertà nella costruzione del proprio party
  • Gameplay caciarone

 

  • Tentativo di modernizzazione andato male
  • Ribilanciamento della matematica che non ha sortito gli effetti desiderati

Carisma20 - Biografia

Videogiocatore critico fin dai 4 anni, che non è mai stato abbandonato dal metallo. \m/