Pubblicato il 26/07/21 da Carisma20

Red solstice 2 survivors

A caccia di STROLL
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Red Solstice 2 ci riporta su Marte, a respingere la minaccia aliena degli Stroll, e lo fa ripartendo esattamente da dove si chiudeva il primo capitolo. Nei panni di un soldato della task force andremo in giro per i pianeti alla ricerca di superstiti, che via via si uniranno al nostro team durante le missioni e ci daranno una mano a respingere le forze nemiche. Il tutto impiantato in un sistema sparatutto tattico con visuale dall’alto, che sfrutta la struttura dei MOBA: un solo personaggio, tante abilità in cui investire punti e alcuni slot equipaggiamento.

La schermata di selezione del nostro personaggio

Red solstice 2: Esperienza MOBA

L’esperienza ottenuta permette di aumentare le proprie abilità, ma ad ogni nuova missione ripartiremo con il nostro personaggio “vanilla”, andando a impattare sul gameplay: questa è infatti una precisa scelta di design, secondo cui, in ogni missione dovremo decidere su quali abilità sarà meglio investire per prime. All’avvio di ogni missione avremo infatti 3 punti iniziali da investire, e mano a mano che guadagneremo esperienza all’interno dello scenario potremo aggiungere o migliorare le abilità in nostro possesso.

Il gameplay si divide in due fasi, una tattica sul campo di battaglia, e l’altra strategica sulla mappa planetaria, andando a simulare il sistema di XCOM2. Il sistema appare in verità molto meno intuitivo e molto meno funzionale, lasciando l’amaro in bocca a chi ha già giocato la saga di Firaxis e nel buio più totale coloro che non l’hanno giocata. La mancanza di indicazioni e consigli vari piaga tutto il gioco infatti, rendendo inutilmente lungo il prendere confidenza con tutte le cose da fare per chi non è avvezzo al genere.

La parte tattica invece è piagata da una difficoltà tarata estremamente troppo il basso, rendendola di fatto non divertente e completabile praticamente tutta con il puntamento automatico della nostra unità. Sarà infatti possibile mirare automaticamente ai nemici o inserire la modalità overwatch, lasciando il nostro personaggio far fuoco automaticamente ai bersagli più vicini. L’unica difficoltà da prendere in considerazione per avere un po’ di divertimento è la più alta. La maggior parte dell’esperienza rimane, altrimenti, posizionare il nostro avatar dietro un riparo e guardarlo mentre falcia le unità per vari minuti, giusto interagendo ogni tanto nel caso volessimo usare qualche granata o altro equipaggiamento secondario.

Il gameplay in un’immagine

Le due facce del gameplay

La modalità campagna è piagata anche da un’intelligenza artificiale amica buggata, con i nostri compagni che a volte si dimenticheranno completamente che sono in una battaglia e smetteranno di sparare, e in alcuni casi non risponderanno neanche ai nostri comandi.

Le cose cambiano nella modalità cooperativa/skirmish, dove avremo accesso a più ruoli fin dall’inizio ed una totale personalizzazione dell’albero delle abilità, e saremo affiancati da giocatori reali fino a otto, probabilmente più utili rispetto ad un manipolo di soldati usati dal pc. Ovviamente, giocare con altri umani abbasserà ulteriormente la difficoltà dato che sarà possibile coordinarsi meglio, soprattutto con persone che sanno cosa fare. Le missioni inoltre risultano tutte uguali, con quelle della campagna che si distinguono per essere, semplicemente, più lunghe di quelle in cooperativa.

  • Ben ottimizzato
  • Impegnativo a livello strategico...

 

  • ... ma i nuovi giocatori potrebbero trovarsi spaesati
  • Missioni tutte uguali
  • Difficoltà tarate al ribasso

Carisma20 - Biografia

Videogiocatore critico fin dai 4 anni, che non è mai stato abbandonato dal metallo. \m/