Pubblicato il 30/10/19 da Cathoderay

MediEvil

Certe cose dovrebbero restare morte.
Piattaforma: /
Genere: /
PEGI:

Introduzione – Smettete di vivere di ricordi

Inizio questa recensione affermando il fatto che… sono stupido

Sì, sono stupido: mi ostino a voler provare delle cose che so già mi faranno alterare nel profondo, ma siamo umani e siamo fatti di sbagli (il buon Ipah ne sa qualcosa).

Detto questo, perché sono stupido in questo specifico caso? Perché, non contento di aver recensito Crash Bandicoot e Spyro nelle loro nuove versioni HD Remastered, ho deciso di infognarmi anche con MediEvil, perché tanto ormai…non può andar peggio di così?

A riconferma della mia stupidità, mi sbagliavo.

Era meglio volare via.

Storia – Sir Daniele Fortesque

Il nobile dell’esclusiva Sony è morto durante la prima carica del suo esercito, colpito da una freccia, ma torna in vita, tempo dopo, per avere una seconda possibilità è sconfiggere il temibile mago Zarok e liberare cosi Gallowmere dalla tirannia del mago cattivo…

Sì, la trama è stata scritta nel ’98 e nessuna delle esclusive Sony che il mondo ha richiesto nuovamente a gran voce ne aveva di particolarmente ispirate.

Lo so che nelle mie parole percepite insoddisfazione, tranquilli, è proprio cosi.

Il temibile mago Memino.

Gameplay – davvero ve lo state chiedendo?

Un gameplay semplice quello di MediEvil, che vi chiedeva di tritare tutto quello che si muoveva, mentre risolvevate elementari puzzle ambientali e ricerche varie di chiavi, il tutto impreziosito da  armi variegate e da qualche boss ogni tanto dovrebbe funzionare anche al giorno d’oggi, no?

Concordo: niente di male, ma i problemi si manifestano quando la cosa diventa ripetitiva fino allo stremo e morite perché vi ha colpito un qualcosa di non bene identificato, che badate bene, non vuol dire Soulslike ma solo frustrazione; un altra cosa che davvero non si può sopportare nel 2019 sono le telecamere: sono le stesse del 1998 e ,dunque, problematiche, spesso vanno a farsi gli affari loro e non agevolano un gameplay che non brilla per varietà come già detto.

Uno dei temibili nemici del nostro eroe.

Grafica – Un armatura tirata a lucido.

Al contrario, comparto grafico e audio sono stati tirati a lucido e rappresentano quanto di meglio si poteva fare con i poligoni grezzi che animavano la creatura per l’originale PlayStation, sottolineando molto bene i colori brillanti e l’ambientazione “spooky” che contraddistingue il titolo di Sony, con i brani del gioco nuovamente registrati dall’Orchestra Sinfonica di Praga e il doppiaggio originale (nella versione in inglese, per l’italia si è comunque fatto un buon lavoro) siamo davanti all’ennesimo remastered richiesto a gran voce dai giocatori di tutto il mondo che vogliono vivere nuovamente i bei ricordi del loro periodo d’oro davanti alla scatoletta grigia di Sony.

Il comparto grafico è ottimo, niente a che vedere con la grafica originale.

Conclusioni – non basta la grafica.

Other Ocean Emeryville è lo studio che si è impegnato a donare questa ennesima remastered.

Il lavoro eseguito non è brutto ma è sicuramente lontano da quello fatto con la trilogia di Spyro, avrei preferito vedere un poco di innovazione in più rispetto alla zuppa riscaldata (o cadavere rianimato?) di Sir Daniel come è fondamentalmente successo.

Nella speranza non venga annunciato un Croc: Legend of the Gobbos remake vi consiglio di smettere nel voler rivivere i ricordi in 3D, perché i giochi, sopratutto di quegli anni. tendono a invecchiare molto male, e per scottarsi ci vuole un attimo.Consigliato ai nostalgici ma con riserva, sapete a cosa andate incontro.

Dunque, dicevamo di quella remastered di Command&Conquer?

Perché sì:
Perché no:
  • Graficamente ben realizzato
  • Musiche suonate dall'orchestra

 

  • Gameplay inchiodato nel 98
  • Le telecamere non aiutano

 

 

 

 

Musiche

Doppiaggio inglese

Grafica

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Pare che io sia l'entropia videoludica.