Introduzione – Smettete di vivere di ricordi
Inizio questa recensione affermando il fatto che… sono stupido
Sì, sono stupido: mi ostino a voler provare delle cose che so già mi faranno alterare nel profondo, ma siamo umani e siamo fatti di sbagli (il buon Ipah ne sa qualcosa).
Detto questo, perché sono stupido in questo specifico caso? Perché, non contento di aver recensito Crash Bandicoot e Spyro nelle loro nuove versioni HD Remastered, ho deciso di infognarmi anche con MediEvil, perché tanto ormai…non può andar peggio di così?
A riconferma della mia stupidità, mi sbagliavo.

Storia – Sir Daniele Fortesque
Il nobile dell’esclusiva Sony è morto durante la prima carica del suo esercito, colpito da una freccia, ma torna in vita, tempo dopo, per avere una seconda possibilità è sconfiggere il temibile mago Zarok e liberare cosi Gallowmere dalla tirannia del mago cattivo…
Sì, la trama è stata scritta nel ’98 e nessuna delle esclusive Sony che il mondo ha richiesto nuovamente a gran voce ne aveva di particolarmente ispirate.
Lo so che nelle mie parole percepite insoddisfazione, tranquilli, è proprio cosi.

Gameplay – davvero ve lo state chiedendo?
Un gameplay semplice quello di MediEvil, che vi chiedeva di tritare tutto quello che si muoveva, mentre risolvevate elementari puzzle ambientali e ricerche varie di chiavi, il tutto impreziosito da armi variegate e da qualche boss ogni tanto dovrebbe funzionare anche al giorno d’oggi, no?
Concordo: niente di male, ma i problemi si manifestano quando la cosa diventa ripetitiva fino allo stremo e morite perché vi ha colpito un qualcosa di non bene identificato, che badate bene, non vuol dire Soulslike ma solo frustrazione; un altra cosa che davvero non si può sopportare nel 2019 sono le telecamere: sono le stesse del 1998 e ,dunque, problematiche, spesso vanno a farsi gli affari loro e non agevolano un gameplay che non brilla per varietà come già detto.

Grafica – Un armatura tirata a lucido.
Al contrario, comparto grafico e audio sono stati tirati a lucido e rappresentano quanto di meglio si poteva fare con i poligoni grezzi che animavano la creatura per l’originale PlayStation, sottolineando molto bene i colori brillanti e l’ambientazione “spooky” che contraddistingue il titolo di Sony, con i brani del gioco nuovamente registrati dall’Orchestra Sinfonica di Praga e il doppiaggio originale (nella versione in inglese, per l’italia si è comunque fatto un buon lavoro) siamo davanti all’ennesimo remastered richiesto a gran voce dai giocatori di tutto il mondo che vogliono vivere nuovamente i bei ricordi del loro periodo d’oro davanti alla scatoletta grigia di Sony.

Conclusioni – non basta la grafica.
Other Ocean Emeryville è lo studio che si è impegnato a donare questa ennesima remastered.
Il lavoro eseguito non è brutto ma è sicuramente lontano da quello fatto con la trilogia di Spyro, avrei preferito vedere un poco di innovazione in più rispetto alla zuppa riscaldata (o cadavere rianimato?) di Sir Daniel come è fondamentalmente successo.
Nella speranza non venga annunciato un Croc: Legend of the Gobbos remake vi consiglio di smettere nel voler rivivere i ricordi in 3D, perché i giochi, sopratutto di quegli anni. tendono a invecchiare molto male, e per scottarsi ci vuole un attimo.Consigliato ai nostalgici ma con riserva, sapete a cosa andate incontro.
Dunque, dicevamo di quella remastered di Command&Conquer?
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