Pubblicato il 27/11/19 da Michael Maneia

Knights and Bikes

Salvando l'isola di Penfurzy
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Amate biciclette – Introduzione

Per chi è cresciuto a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, la bicicletta era ben più di un veicolo: era uno status symbol, il nostro destriero, la nostra compagna di mille avventure. Anche per noi piccoli nerd, nel periodo in cui i coin-op andavano alla grande, la bicicletta era quella che ci portava al baretto più vicino, dove passavamo il pomeriggio a giocare a Street Fighter II con gli amichetti. Lo stesso vale per Nessa e Demelza, le bambine protagoniste di Knights and Bikes, particolare hack and slash sviluppato da Foam Sword e pubblicato da Double Fine ambientato, per l’appunto, negli anni ’80, su un’isola immaginaria chiamata Penfurzy.

Cavalleresche avventure – Trama

Una maledizione (starà al giocatore decidere se reale o immaginaria) rischia di abbattersi sull’isola di Penfurzy e Demelza, una ragazzina dai capelli rossi che vive in una roulotte, è intenzionata a partire all’avventura per scongiurare questa “minaccia”.

Assieme a lei si unirà Nessa, altra bambina giunta clandestinamente sull’isola intrufolandosi su una chiatta, la quale legherà quasi istantaneamente con l’autoctona e con Captain Honkers, l’oca di Demelza che aiuterà le ragazze a scovare tesori. Inizia così un’avventura senza troppe pretese dal sapore che ricorda molto i Goonies, nella quale molto presto la fantasia delle due bambine inizierà ad intersecarsi con la realtà creando situazioni surreali e sfide contro i mostri più disparati (gran parte non sono altro che oggetti animati), cementando sempre di più l’amicizia tra le due. La leggerezza della trama, il rapporto d’amicizia tra le ragazze e le continue strizzate d’occhio, mai dirette, agli anni ’80 sono gli ingredienti che mi hanno fatto godere i sei capitoli di questa breve ma interessante avventura, con l’unica pecca, per l’appunto, insita nella sua durata di appena 6 ore circa.

Immaginazione delle bambine
A volte vi chiederete se quello che state vedendo sia davvero immaginario.

Galosce e Fresbee – Gameplay

Come già detto, il gioco è un’avventura hack and slash ed ogni giornata (la quale equivale a un capitolo del gioco) si divide in due sezioni: la prima si tratta di una fase esplorativa, nella quale le ragazze, a cavallo delle biciclette del titolo, esploreranno l’isola di Penfurzy in cerca del loro prossimo obiettivo, mentre la seconda è la vera e propria sezione hack and slash, dove sarà necessario combattere e risolvere enigmi spaziali.

Partiamo da una piccola “pecca”: il gioco da il suo meglio in multiplayer; nonostante sia possibilissimo giocarsi in solitaria saltando da un personaggio all’altro, è palese che l’avventura è stata sviluppata con il coop (locale o con amici online) in mente: in singolo non solo dovremo cambiare spesso personaggio per sfruttare a pieno le abilità delle ragazze (ad esempio, Nessa potrebbe spegnere un incendio con le sue bombe d’acqua e, in seguito, Demelza potrebbe schiantarsi a terra con le galosce per creare letteralmente uno “splash damage”), ma il gioco in sé risulta anche molto più facile, in quanto in caso di enigmi, il personaggio non controllato da noi andrà a risolvere in automatico la sua parte di enigma, il che ci dimostra che sì, l’IA è ben programmata, ma avrei preferito un pelo di controllo in più. In ogni caso, il level design risulta interessante e mai noioso e nel caso decidiate di affrontare l’avventura in coppia, non rimarrete delusi.

Enigmi
In certe sezioni l’IA del compagno risolverà gli enigmi per voi

I bellissimi anni ’80 – Comparto Tecnico

Ci troviamo di fronte a una piccola perla, dallo stile artistico molto particolare, colorato e carico di personalità, accompagnato da effetti ed animazioni molto curati. Ma questi effetti hanno un loro prezzo, in certe sezioni più concitate infatti ho notato dei cali di framerate, almeno sulla versione per PlayStation 4 del gioco.

A controbilanciare i problemi del lato grafico troviamo una colonna sonora ottima, tra punk-rock e synthwave. Vi avverto però che il comparto sonoro generale è abbastanza cacofonico: controlliamo comunque due bambine, cariche di adrenalina, e quindi urla, schiamazzi (e lo starnazzare delle oche) vi accompagneranno lungo tutta la durata del gioco.

Combat system
Troppi effetti e nemici a schermo rischiano di far calare gli FPS

Of Knights and Bikes – Conclusione

Knights and Bikes è un’avventura leggera, che parla di amicizia, crescita, collaborazione e perdita, un salto negli anni ’80 perfetto da giocare in compagnia, magari con il vostro/a migliore amico/a. Al netto di alcuni problemini, come i cali di FPS e la breve durata, consiglio caldamente il gioco a chi sta cercando un modo per tornare indietro nel tempo, farsi meravigliare dalla semplicità dell’esser ragazzini e, magari, saltare in qualche pozzanghera, perché no?

Perché sì:
Perché no:
  • Trama leggera ma coinvolgente
  • Stile grafico delizioso
  • IA ben programmata...

 

  • ...TROPPO ben programmata!
  • Rende meglio in multiplayer

Cap. Honkers

Penfurzy

Cooperazione

Immaginazione

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.