Pubblicato il 10/09/26 da Andrea Borzì

Mobapad M12-S • Recensione

Un'alternativa comoda per la portatilità di Switch 2.

I Joy-Con 2 di sicuro non rientrano nel mio olimpo dei controller…

Certo sono funzionali, ma rimangono piccoli per le mani, hanno stick dalla corsa troppo corta e diventano scomodi durante l’uso prolungato, costringendomi a riporre costantemente la Switch 2 lasciandola nel dock.

Ho quindi cercato una soluzione che rendesse più piacevoli le sessioni in portabilità. Tra le poche alternative disponibili c’è il protagonista di questa recensione, il Mobapad M12-S, una coppia di controller progettata per offrire un’impugnatura più profonda, stick TMR e comandi meccanici senza rinunciare alle funzioni native più importanti di Switch 2.

Ma la domanda è: Mobapad offre davvero un’alternativa valida e un’esperienza migliore dei Joy-Con?

Confezione e prime impressioni: la qualità costruttiva regge?

La confezione ricevuta comprende i due controller, una custodia rigida, un D-pad a croce intercambiabile e la guida rapida.

Al primo contatto, l’M12-S non restituisce la stessa sensazione dei controller Nintendo. La finitura e il peso sono differenti, ma il risultato non appare scadente o fragile. I due moduli sono leggeri, si collegano senza difficoltà e, una volta montati, restano saldi alla console.

Il collegamento avviene attraverso i contatti dei binari magnetici; quando i controller vengono rimossi, la comunicazione passa al Bluetooth.

Ergonomia e comfort: il vero motivo per sceglierlo

L’ergonomia è l’aspetto che mi ha convinto di più. L’impugnatura è sensibilmente più profonda rispetto a quella dei Joy-Con 2 e permette alla mano di chiudersi in modo naturale intorno al controller, invece di rimanere sospesa a metà. Nelle sessioni lunghe in modalità portatile la differenza si sente, soprattutto per chi ha mani medio-grandi.

La maggiore profondità modifica anche il rapporto con gli stick. La corsa più ampia, che cercavo fin dall’inizio, qui non crea affaticamento e rende il controllo più vicino a quello di un gamepad tradizionale. Dopo alcuni giorni di prova con Monster Hunter Stories, Hollow Knight: Silksong e The Exit 8 non ho riscontrato ritardi evidenti o problemi di responsività.

Il rovescio della medaglia riguarda l’ingombro: con M12-S montato, Switch 2 diventa molto più larga e si avvicina alle dimensioni di uno Steam Deck. Questo incide sulla trasportabilità e sugli accessori: la custodia abituale potrebbe non essere più sufficiente e il grip ufficiale per Joy-Con 2 non è compatibile con la forma più spessa dei controller Mobapad. Per utilizzarli come controller unico quando sono staccati dalla console serve quindi un grip adatto, acquistabile anche da Mobapad.

Mobapad M12-S switch

Stick TMR anti-drift, pulsanti meccanici e D-pad

Gli stick usano sensori TMR, una tecnologia magnetica senza contatto meccanico tra sensore e potenziometro. Mobapad dichiara 4096 livelli di risoluzione e abbina agli stick un anello in silicone Glide, pensato per ridurre l’attrito contro il bordo della scocca.

La corsa mi è sembrata adeguata e il movimento scorrevole. Nei giochi utilizzati gli stick sono risultati precisi e non ho notato comportamenti problematici legati alla dead zone. La tecnologia TMR dovrebbe ridurre alcune delle cause più comuni di usura e deriva, anche se nessun produttore può garantire l’assenza di drift per tutta la vita del controller.

I pulsanti utilizzano microswitch e restituiscono un feedback clicky molto evidente. La pressione è netta e immediata, ma i tasti ABXY sono anche particolarmente rumorosi, caratteristica da tenere in considerazione se giocate spesso accanto ad altre persone o siete sensibili a rumori forti.

Il D-pad intercambiabile è preciso e piacevole da usare. La confezione include anche una croce tradizionale da installare al posto del disco direzionale, ma personalmente continuo a preferire quest’ultimo, che trovo più comodo sotto il pollice.

Compatibilità con Switch 2: protocollo, tasto C e funzioni native

La differenza più importante rispetto a M12-HD non si vede dall’esterno, ma nel protocollo: M12-S dialoga nativamente con Switch 2, e la console lo gestisce come una coppia di Joy-Con veri e propri invece che come un Pro Controller adattato all’uso portatile. In pratica integra un tasto C dedicato a GameChat e dichiara un sistema di movimento a 9 assi. L’HD utilizza invece il protocollo della prima Switch, dispone di un sistema a 6 assi e sostituisce C con un pulsante M dedicato a macro, turbo e rimappatura.

Durante la prova il riconoscimento non mi ha dato problemi. Anche il wake dalla sospensione è rapido: dopo l’accensione, i controller tornano operativi senza attese particolarmente fastidiose.

La gestione della ricarica richiede invece attenzione. Secondo le indicazioni di Mobapad, M12-S non si ricarica attraverso Switch 2 quando la console è in sospensione e necessita di una fonte esterna o del charging grip. L’interruttore posteriore permette inoltre di interrompere l’alimentazione proveniente dalla console per limitarne il consumo.

Anche il motion control si è comportato molto bene durante la prova: il giroscopio è preciso e non ha mostrato problemi evidenti. Complice l’ingombro maggiore già visto, il controllo risulta più naturale usando i controller staccati dalla console piuttosto che agganciati.

M12-S non supporta la modalità mouse dei Joy-Con 2 né integra NFC per gli amiibo.

Vibrazione e HD Rumble: cosa manca rispetto ai Joy-Con

La vibrazione è uno dei compromessi più chiari dell’M12-S. Al posto dell’HD Rumble troviamo un rumble standard. Il feedback è presente, ma resta lontano dalla precisione e dalle sfumature dei controller Nintendo e dell’M12-HD, che conserva l’HD Rumble della prima Switch.

Nel mio caso il limite pesa poco, perché tendo a disattivare la vibrazione nella maggior parte dei giochi. Chi considera il feedback aptico parte integrante dell’esperienza dovrebbe però tenerne conto.

App Mobapad, personalizzazione e autonomia della batteria

Un elemento da non sottovalutare è l’app Mobapad per smartphone. Il collegamento con i controller ha funzionato senza problemi e permette di aggiornare il firmware senza passare dalla console. Durante la prova non ho avuto occasione di installare un aggiornamento, ma ho potuto modificare colore ed effetti dell’illuminazione.

Dalla stessa applicazione si possono rimappare i comandi, configurare i due pulsanti posteriori e impostare la modalità turbo. Mobapad la presenta come una funzione rapid-fire regolabile tramite l’app, pensata soprattutto per i giochi che richiedono pressioni rapide e ripetute. Dai riscontri condivisi dagli utenti emerge che il comportamento può dipendere dalla versione del firmware e dalla configurazione scelta: rimane quindi una possibilità accessoria, più interessante per alcuni generi che per altri.

Ogni controller integra una batteria da 800 mAh e il produttore dichiara indicativamente tra 15 e 20 ore di utilizzo. Non ho effettuato una misurazione controllata dell’autonomia, quindi questo dato resta quello dichiarato da Mobapad e non un risultato della prova.

M12-S contro M12-HD: quale scegliere?

M12-S e M12-HD condividono scocca, ergonomia, stick TMR, pulsanti meccanici e D-pad intercambiabile. Le differenze sono quelle già viste lungo la recensione: protocollo Switch 2 e tasto C da un lato, NFC e HD Rumble dall’altro. La scelta tra i due dipende quindi dalle funzioni a cui non volete rinunciare, più che da quale modello sia oggettivamente superiore.

Chi utilizza spesso gli amiibo o non vuole rinunciare a una vibrazione più precisa troverà in M12-HD la scelta più sensata; chi vuole restare allineato con il protocollo nativo della nuova console troverà invece nell’M12-S la variante più coerente.

Mobapad M12-S vale i suoi 70 euro? Il verdetto finale

Mobapad M12-S costa circa 70 euro al momento della prova. Non è una cifra trascurabile, ma si rivolge a chi vuole utilizzare Switch 2 in portabilità senza accettare l’ergonomia dei Joy-Con originali.

Nel mio caso centra il problema principale: l’impugnatura più profonda e gli stick dalla corsa più ampia rendono le sessioni portatili molto più piacevoli, senza rinunce sul fronte della precisione.

Non è perfetto: l’ingombro aggiuntivo, il rumble poco sofisticato e l’assenza di NFC restano delle mancanze, ma quanto pesano dipende dalle abitudini di chi gioca. Per chi, come me, non da grande peso alla vibrazione quando gioca in portatilità e usa raramente gli amiibo ( che poi basta ricollegare i joycon in nostro possesso), il guadagno in comodità conta molto di più.

Se i Joy-Con 2 vi stanno stretti, in senso letterale e figurato, vale la pena dare una possibilità a M12-S. Amiibo e HD Rumble restano invece un buon motivo per orientarsi su M12-HD.

  • Impugnatura più profonda e comoda nelle sessioni portatili
  • Stick TMR scorrevoli e dalla corsa più ampia, con minor rischio di drift
  • Buona responsività nei giochi provati
  • Protocollo Switch 2 con tasto C
  • Pulsanti meccanici e D-pad intercambiabile
  • Custodia rigida inclusa nella confezione ricevuta

 

  • Aumenta sensibilmente larghezza e ingombro della console
  • Non compatibile con il grip ufficiale dei Joy-Con 2
  • Rumble meno preciso di M12-HD e Joy-Con 2
  • Microswitch ABXY particolarmente rumorosi
  • Nessun NFC per gli amiibo
  • Nessuna modalità mouse

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...

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