Pubblicato il 25/11/19 da Samuel Castagnetti

Need for Speed Heat

Miami ma con un altro nome
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Introduzione – Un ritorno alla serie

Era da qualche anno che non toccavo un Need for Speed, precisamente da, Need for Speed… il reboot(?). Sono un giocatore occasionale dei titoli di guida; con questo non voglio dire che son scarso ma è solo un avvertimento del fatto che non troverete particolari tecnicismi, but then again dubito che la gente a cui piacciono davvero i giochi di guida si butti a pesce su NFS. Il fatto che manco da tipo 4-5 anni dalla serie mi impedisce ovviamente di saggiare i sostanziali miglioramenti e aggiunte dal titolo precedente… Detto questo, get low!

Gameplay – Siamo a Miami, ma non vogliamo dirlo

Need for Speed, credo, ha un posto nel cuore di moltissimi giocatori della mia generazione, noi che il fenomeno hollywoodiano delle auto custom lo abbiamo visto nascere, quel gusto di tamarro senza senso portato proprio da NFS e Fast & Furious. La serie ha visto un’evoluzione costante nel corso degli anni: le tematiche sono cambiate, il setting è cambiato e anche il mood è differente. Si può dire che ci sono stati ritorni alle origini della serie e vari esperimenti qua e là, ma alla fine sono qui con la voce del qualunquismo che un giovane me stesso mi spinge fuori dalla gola, che dice che nessun Need for Speed sarà mai come Underground: la triste verità che appartiene a questo franchise è semplicemente questa. Non importa quanto si impegnino a fare roba nuova, la formula l’avevano trovata e l’hanno buttata via dopo due titoli. Chiariamoci, non sono scemo, è ovvio che avere un Underground ogni anno ad un certo punto dà parecchia noia… Dico solo che uno ogni tanto non guasterebbe. E invece oggi siamo qui a parlare dell’ennesimo tentativo ibrido.

Il gioco è un ibrido in tutti i sensi, e vuole essere tante cose allo stesso tempo, fallendo abbastanza ampiamente in tutte. Prima di tutto vuole essere una sorta di Forza Horizon, solo che non puoi voler essere un FH se ti chiami Need for Speed. Hai le varie corse sparse nella mappa, con varie discipline e sfide, tipo le corse con i suv. Ovviamente il gioco è open world, e quindi perché non lanciarci sopra una pioggia di collezionabili che probabilmente saranno solo fastidiosi? Alcuni di voi avranno già capito cosa intendo con questo, altri potrebbero tranquillamente sostenere che questi non sono per forza elementi negativi. Tutto vero, ma ci sono molte sfaccettature a questa storia.

Prima di tutto Need for Speed Heat è come ogni altro NFS: si guida una macchina piantata per terra come un carro armato e via, è una delle robe più arcade di sempre, per certi versi. Heat non ha la varietà di mezzi da poter supportare davvero un sistema multi-disciplina importante, e infine i collezionabili nei giochi di guida se sono troppi stroppiano. Insomma, si guida arcade, non è Forza Horizon nemmeno per sbaglio e i collezionabili li vedi passare di fianco e li molli lì. Sopra a tutto questo viene inserito il sistema giorno-notte, notte-giorno, ventiquattro ore in funzione. Il sistema giorno-notte permette di intraprendere gare regolamentari di giorno e gare clandestine di notte. In poche parole di giorno la polizia anche se gli fai i duecento in faccia non ti si fila nemmeno per sbaglio, di notte se una volante ti passa di fianco anche se sei fermo, inizia a inseguirti. A Palm City c’è il coprifuoco.

Sorvolando sul fatto che la meccanica della polizia che ti viene a prendere mi ha sempre infastidito come poche cose, non capisco il perché dell’avere sia il giorno che la notte. Rettifico, lo capisco, ma non lo trovo sensato a livello di gameplay. Ovviamente è una feature per allargare il campo di utenza del titolo, ma se vuoi avere tanta gente che ti prende il gioco perché non fare un NFS di notte con le gare clandestine e chiamarlo Underground 3? In conclusione, il design del gioco è indecisivo: prende ispirazione da tanti lati, ma non ne sviluppa bene nessuno. Quando insisto su Underground è perché evidentemente il gameplay arcade di NFS era particolarmente adatto a quel filone di titoli, mentre cercare di spaziare continuo a vederla come una scelta infelice.

Storia – (di Instagram)

Il taglio degli ultimi NFS è stato sicuramente più cinematografico dei primi, e anche in questo abbiamo una storia. Poliziotti corrotti, che fanno di tutto per fermarci dalle nostre gare clandestine. Il sunto è questo. Potrei tranquillamente fermarmi qua, ma siccome sono infastidito non mi fermo, perché voglio far notare l’estremo fastidio dato dai personaggi ai danni della mia persona. Ogni singolo personaggio è uscito da un profilo Instagram fastidioso, parlano tutti nello stesso modo fastidioso, si atteggiano in modo fastidioso e mi infastidiscono l’esistenza. L’ambientazione è tutto sommato godibile, in una sorta di mini-Florida, con tanto di Cape Canaveral tarocco, e delle colline, che in Florida non ci sono mai state. Ma, ehi, siamo in Florida, e quindi siccome ci sono tanti ispanici perché non tediare il giocatore con una soundtrack al 99% composta da reggaeton? In conclusione, avrebbe anche potuto essere una bella storia, se non fosse che fare corse clandestine con un influencer viziato la rende poco credibile e mi spinge a farmi arrestare ogni volta che posso per il gusto di vedere un po’ di giustizia. Vamos a bailar, papi, ajajajajaj, fuego, corazon… Vi odio.

Comparto tecnico

A livello di look e performance il gioco si comporta bene. Ho notato qualche caricamento di texture in ritardo ma lo posso imputare al mio PC, mentre su console non mi ha dato particolari problemi. Per quanto riguarda l’audio, purtroppo la OST si sente molto bene, avrei per una volta sperato il contrario. Mi sento di aggiungere la customizzazione delle macchine in questa sezione perché ha anche a che fare con l’engine, e quindi sì. Miglior customizzazione di sempre per un Need for Speed, a livello estetico sia chiaro. Non siamo ancora a livello di altri titoli già citati, ma è facile da usare, veloce, e dà buonissimi risultati… E ci sono i neon sotto la macchina, che quasi da soli salverebbero il gioco.

Conclusioni

Se vi piacciono i giochi di guida abbastanza arcade Need for Speed Heat fa per voi, vi offre tanti tipi di esperienze di gioco e tutto sommato è solido. Allo stesso modo, per chi riesce ad apprezzare giochi di guida con un po’ di complessità in più, NFS Heat arriva corto. La sua voglia di spaziare, senza però consolidare i suoi punti di forza, lo rende un titolo debole, e con competitor come Forza Horizon che fanno meglio più di metà di quello che NFS Heat ha da offrire: è difficile non dire che mi ha deluso. Ancora una volta lo ribadisco, gli sviluppatori dovrebbero rendersi conto di quelli che sono i punti di forza della serie e capitalizzare su quelli, piuttosto che tentare approcci poliedrici un po’ raffazzonati… D’altronde, chi è che si compra Need for Speed per le gare con i suv?

Perché sì:
Perché no:
  • Customizzazione estetica
  • Graficamente godibilissimo
  • Ottimo per chi apprezza la guida arcade ma...

 

  • ...mediocre per chi vuole qualcosina in più da un gioco di guida
  • Spazia troppo senza consolidare le sue scelte
  • Colonna sonora, poi qui è questione di gusti
  • Personaggi

Neon sotto la macchina

Rednek - Biografia

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C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.