Pubblicato il 21/01/19 da Francesco D'Emilio

Destiny 2 Annual Pass: Black Armory

Beni di lusso ed engrammi di cristallo
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(N.d.R: questo articolo è stato scritto prima della separazione di Bungie da Activision, resa nota dalle parti il 10 gennaio 2019. Bungie, tornata indipendente, ha acquisito l’IP di Destiny e ha dichiarato che non ci saranno stravolgimenti nella tabella di marcia degli aggiornamenti.)

Introduzione:

L’Annual Pass è la nuova forma con la quale Bungie supporterà il progetto Destiny 2 con nuovi contenuti, di conseguenza ciò che avverrà nei prossimi mesi seguirà questa formula predefinita. La prima parte di questo piano di supporto per l’Anno 2 inizia con Black Armory, non senza controversie: alcune lecite, alcune meno.

Novità del DLC: Bungie’s burden

Il time-gated content non è una novità per Bungie ed è un modo per, giustamente, ”assicurarsi” un ritorno di giocatori costante e, conseguentemente, una fanbase attiva e sempre in salute. Tale gioco però, come già visto su altri titoli (anche Warframe applica un tale sistema ma in scale completamente diverse) diventa a volte controproducente, invitando i giocatori ad attendere per il contenuto piuttosto che finire il resto per prepararsi a quello incombente: se, addirittura, il contenuto già disponibile è stato già consumato, allora ancor peggio.

La natura stessa dell’Annual Pass è ciò che mette il freno alle sue potenzialità, seppur siamo stati avvertiti al riguardo: l’Annual Pass lavora sui progressi fatti con I Rinnegati, e conseguentemente, non è della stazza e durata che hanno, invece, un’espansione o un DLC full-fledged. Ciò rende non solo mortificante l’attesa per entrare nella sfera di Black Armory (che richiede di livellare, comunque, con attività già vissute in Forsaken) ma rende l’aspettare stesso per il contenuto time-gated un grind, spesso, a vuoto, se avete già raggiunto la quota 650 di luce.

Il Kindled Orchid è una delle nuove aggiunte del DLC. I perk lì visibili gli danno un sacco di potenzialità PvE.

Le novità riguardano, a ogni modo, una nuova attività PvE, la Forgia, con matchmaking (finalmente), nuovo equipaggiamento, nuove armi esotiche e nuove location in giro per i pianeti, oltre al nuovo raid. Le nuove armi leggendarie contengono set di perk con delle novità sostanziose e molto interessanti, propense a rinnovare il vostro arsenale, semmai fosse fermo agli standard pre-Forsaken. Le armi esotiche sono più che mai particolari e specializzate in ruoli molto specifici, con non pochi rimandi a meccaniche del precedente titolo. Tutto questo si ottiene con la nuova attività legata a un nuovo personaggio e a milestones settimanali e giornaliere utili ad alzare il livello luce. Il raid Scourge of the Past, invece, porta con sé soluzioni di gameplay che anch’esse trasporteranno i fan a ricordi del primo titolo, ed è un compromesso in termini di durata tra i raid lair e l’enorme Last Wish di Forsaken.

Un modello rinnovato di supporto post-lancio:

Una volta arrivati al 650 ciò che rimane è puntare a evolvere il proprio arsenale in termini più specifici, come cercare un determinato roll per un equipaggiamento o, più semplicemente, completare trionfi e collezioni. Il contenuto è sì riuscito ma non abbastanza per segnare chissà quale cambiamento nella natura del vostro loadout. Alcune aggiunte specifiche, come l’Izanagi’s Burden o il Threat Level, possono di gran lunga migliorare il vostro guardiano e aggiungere flessibilità all’esperienza, ma sono entrambe collocate in attività che richiedono prima, giustamente, un grind: il nuovo raid per la seconda, mentre il Niobe Labs per la prima. Dungeon che ha generato diverse controversie, vista la natura più vicina a un puzzle che a un dungeon come, invece, accade nello Shattered Throne di Forsaken. Anche qui, però, nulla di nuovo: il primo capitolo era famoso per avere contenuto bloccato dietro ”easter egg” del genere.

La Forge Ignition, divisa in quattro differenti casate, sarà la principale attrazione del DLC.

In conclusione:

Black Armory porta un contenuto ristretto e limitato, sprovvisto anche di una serie di missioni relative alla storia, ma che non viene a nuocere: si inserisce in modo abbastanza organico nel resto delle attività. La mancanza di novità sostanziose è comunque riconducibile alla natura stessa del prodotto: non cambia, ma piuttosto aggiunge dell’altro al buono che l’espansione del 2018 ha portato in un gioco dal destino altrimenti segnato.

Perché sì:
Perché no:
  • Più contenuto e progressione
  • Scourge of the Past

 

  • Le attività rimangono sempre quelle
  • Bisogna aspettare ancora per altro contenuto

C'è un raid

Adesso c'è ciò per cui hai pagato

Strelok - Biografia

Francesco D'Emilio
Nato nello sprawl pescarese sotto un cielo dal colore televisione de-sintonizzata, compie il suo primo esercizio di game design con un gioco da tavolo spacciato nelle ricreazioni delle medie. Da lì in poi è una quotidiana procrastinazione di qualsivoglia impegno causata dalle sue passioni, tra cui i videogiochi e gli arrosticini.