Pubblicato il 23/01/19 da Sara Porello

Amber County

Indagini al buio
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Introduzione: sogni

Cosa succede quando un giovanissimo sviluppatore di videogiochi mette tutta la sua passione e il suo impegno nel progetto in cui crede? Succede Amber County. Un’avventura ibrida in prima persona, realizzata da Francesco Cucchiella, giovane game designer romano che da circa un anno si dedica, totalmente in solitaria, allo sviluppo di questo gioco, il cui primo capitolo è stato rilasciato su itch.io prima di Natale.

Il titolo unisce le meccaniche e le atmosfere tipiche dei punta e clicca degli anni ’90 al più moderno concetto dei giochi narrativi: il racconto di una detective story intrecciata al mondo dei sogni e agli universi paralleli, con personaggi forti e distinti, è supportata da una grafica minimale ma efficace. Dalle prime battute del gioco ho intuito che la parola chiave fosse “semplicità”. Una semplicità dettata probabilmente da mezzi limitati, ma che ha consentito di raggiungere buoni risultati complessivi.

Ho avuto il piacere di provare questo primo capitolo, e voglio condividere con voi le mie impressioni.

Trama: detective story

Il detective newyorkese Steven O’Hara, cieco dalla nascita e divenuto famoso per la sua abilità nel risolvere i casi attraverso i sogni, viene mandato dal dipartimento in una “vacanza forzata” nel tranquillo paesino di Amber County, a causa di un incubo ricorrente che sta minando la sua salute psicofisica, nonché il suo lavoro. Qui si ritroverà coinvolto nel suicidio del giovane Berry Olsen,sempre che di suicidio si tratti. Steven inizierà infatti a investigare, aiutato dal suo alter ego onirico, Io, scoprendo che la situazione non è come sembra.

Ottimo il lavoro svolto sui personaggi, ognuno dei quali presentata immediatamente, sin dalla prima comparsa in scena, tratti distintivi e caratterizzanti. O’Hara è un detective a suo modo affascinante, che richiama i cliché dell’investigatore tipico dei noir ma al tempo stesso mantiene una propria personalità, grazie ad alcuni tratti distintivi (la cecità, la mania della pulizia e dell’ordine, le sue abilità paranormali). L’autista che lo accompagna in giro per Amber County, Lance, si distingue per le sue involontarie e ricorrenti gaffe a proposito della cecità di O’Hara, ma queste non risultano mai ridicole o eccessivamente comiche; al contrario, si inseriscono bene nell’atmosfera cupa e noir della storia. Anche Karen, la psicologa incaricata di aiutare O’Hara, seguendo lo sviluppo della sua condizione mentale, sebbene solo intravista in questo primo capitolo, si rivela interessante.

Berry Olsen suicida, appeso alle catene.
Il suicidio di Berry Olsen.

Gameplay: less is more?

Semplicità, dicevo. Il gameplay di questo gioco, come anche altri aspetti (di cui parlerò tra poco) è tutto improntato alla semplicità: l’aspetto “punta e clicca” è limato al minimo, le interazioni con gli oggetti dello scenario sono limitate e non costituiscono vere e proprie sfide logiche, aspetto che personalmente apprezzo molto – soprattutto nei giochi con una forte componente narrativa, come Amber County.

La storia procede principalmente attraverso queste semplicissime interazioni e attraverso i dialoghi con i personaggi che incontreremo.

Comparto tecnico: graphic novel

Anche sotto questo aspetto, il gioco si dimostra semplice ed essenziale. È innegabile che questo sia dovuto a limiti di budget, trattandosi di un gioco con sviluppo indipendente, eppure questo limite oggettivo è ben mascherato da scelte grafiche e musicali azzeccate.

Le peculiarità grafiche si rivelano adatte ad accompagnare la narrazione e a rappresentare, in qualche modo, la cecità del protagonista di cui vestiamo i panni: non solo la scala delle tonalità, che si scosta leggermente dal consueto bianco e nero per virare nei toni più caldi del seppia, ma anche lo stile grafico, tutto incentrato su spesse linee che disegnano minuziosamente gli elementi dello scenario e, al contrario, tralasciano volutamente qualsiasi dettaglio dei personaggi (visi e abiti in primis), cogliendone solo le sagome essenziali.

La colonna sonora, dai toni jazz e blues, si sposa alla perfezione con l’atmosfera della narrazione.

Dal punto di vista tecnico, devo segnalare che la giocabilità non è eccellente e che molti aspetti del gioco (movimenti, interazioni, dialoghi, visuale) risultano un po’ “scomodi”. Sono presenti alcuni piccoli bug (personaggio bloccato in certe aree). Entrambi i difetti, tuttavia, possono essere corretti e migliorati.

Lo strano mondo onirico di O'Hara.
Indagine onirica.

Conclusioni: chi ben comincia…

In Amber County ho trovato echi dei prodotti (sia televisivi che videoludici) noir e mystery più classici, da Twin Peaks a Deadly Premonition, da Alan Wake a Heavy Rain. Personalmente, adoro il citazionismo e i riferimenti ai “grandi”: in questo gioco ho trovato entrambi.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la chiara scelta di non voler strafare, e con questo mi ricollego alla semplicità più volte menzionata: senza il supporto finanziario (e non) di uno studio di produzione più o meno grosso, mantenere il gioco il più semplice possibile sotto gli aspetti tecnici per concentrarsi sulla narrazione si è rivelata una scelta vincente.

In conclusione, nonostante gli evidenti limiti tecnici (sicuramente migliorabili), ho apprezzato molto questo primo capitolo, soprattutto dal punto di vista narrativo. Dopo un’ora scarsa di gioco, attendo con curiosità il prosieguo della storia. Mi preme, in particolare, evidenziare le potenzialità del giovane autore del gioco: lascia bene sperare che sia riuscito a realizzare questo piccolo gioiellino in totale indipendenza e certamente, con il supporto di qualche studio alle spalle, possiamo aspettarci ancora molto da lui.

 

Perché sì:
Perché no:
  • Semplice ed essenziale...
  • Noir

 

  • ...forse troppo?

Lance

noir

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.