Pubblicato il 03/03/17 da Michael Maneia

Nintendo Switch: Hands on a Milano

The Legend of Zelda – Breath of the Wild

Ed ecco il piatto forte (non è vero, quello è Snipperclips e lo sapete). Scherzi a parte, ovviamente uno dei titoli più attesi degli ultimi anni per i fan Nintendo (e non, diciamo anche i fan del gaming in generale) è di sicuro l’ultimo capitolo della saga del giovane Link.

Ho avuto modo di provare la demo di venti minuti varie volte, in vari giorni, e la sensazione di libertà che questo titolo dà rispetto ai predecessori la si può trovare solo nelle radici della saga, nel primissimo Legend of Zelda. Certo, ci sono landmark da raggiungere, missioni principali da compiere opportunamente segnalate, ma il devastato regno di Hyrule si lascia esplorare, con le sue sorprese in ogni angolo.

Ho cucinato peperoncini per affrontare le basse temperature delle montagne, ho scalato alberi per ottenere delle uova, ho assaltato campi nemici usando l’astuzia, con ogni run di 20 venti minuti diversa dalla precedente. Se il gioco completo manterrà questa varietà per tutta l’estensione della sua enorme mappa (si parla comunque di 360 km quadrati), di sicuro mi riterrò ampiamente soddisfatto.

Un plauso anche all’IA dei nemici: i vari Bokoblin che ho incontrato han sempre cercato di mettersi in una posizione di vantaggio rispetto a me, raccogliendo armi più potenti di altre, dando fuoco alle armi di legno per infliggermi più danni, oppure semplicemente spostandosi su piani rialzati per colpirmi lanciando rocce quando erano totalmente disarmati.

Sullo stile grafico non ho nulla da dire, il mondo è colorato e vivo, altamente caratterizzato e con scenari che quasi possono essere confusi con un quadro d’autore. Peccato per i cali di framerate sulla versione TV (la versione Tablet risulta perfetta in ogni situazione invece), ma date le dichiarazioni di Aonuma a riguardo dell’ottimizzazione e dell’intenzione di portare la versione completa a 1080p, e data la natura della demo (abbiamo provato comunque un porting quasi diretto della demo di 8 mesi fa, quella mostrata all’E3 su Wii U), rimango speranzoso.

Il 3 marzo è sempre più vicino, e l’attesa sta per finire.

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Il primo impatto con Breath of the Wild non può che essere positivo: al netto delle finezze tecniche e della grafica in cel shading, l’open world è potenzialmente una bomba applicato alla ricetta di Zelda. In questo capitolo Link scala alberi, montagne ed edifici meglio di Ezio Auditore alla ricerca di collectible e segreti sapientemente nascosti; l’usura delle armi e le componenti di crafting sono molto diverse dall’esperienza dei capitoli precedenti (qualcosa che potrà piacere o meno a seconda dei gusti), ma il feeling di libertà e solitudine in un mondo selvaggio sono sempre stati delle costanti della saga – e Breath of the Wild ne è sicuramente la migliore declinazione.

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.