Pubblicato il 27/05/19 da Riccardo Trillocco

Xenon Racer

I racing italiani si proiettano nel futuro
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Introduzione – Nuvole 3D e frutta in abbondanza

3DClouds è un team di sviluppo indipendente con sede a Milano, fondato da ex veterani di realtà ormai consolidate quali Microsoft, Milestone e Ovosonico. Specializzati in servizi multimediali, computer grafica e modellazione 3D, dopo essersi fatti le ossa lavorando a delle pubblicità ed aver fornito le proprie competenze in outsourcing, nel luglio 2018 hanno dato alle stampe il loro primo videogioco, All-Star Fruit Racing, un divertente emulo di Mario Kart che ha riscosso un buon successo, tanto da arrivare su iOS e Android con un’originale versione VR.
Le capacità del team diretto da Francesco Bruschi, talentuoso 3D/texture artist e Lead Designer di All-Star Fruit Racing, hanno attirato le attenzioni di un publisher importante come SOEDESCO, che ha deciso di produrre il loro secondo gioco, Xenon Racer.

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Il coloratissimo All-Star Fruit Racing. Questo percorso in particolare è un chiaro omaggio alla Rainbow Road, pista storica della serie Mario Kart.

Ancora un gioco di corse quindi, d’altronde il terreno più congeniale per degli ex Milestone; questa volta però non dovremo guidare dei semplici kart bensì dei bolidi futuristici, anch’essi con la spiccata tendenza alla derapata ma capaci di sprigionare fino a 1000 cavalli di pura potenza xenica. Proiettiamoci nel 2030 e vediamo com’è andata!

Trama e modalità – Xenon Racing Championship

Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!” diceva Doc Brown nell’iconica scena finale di Ritorno al futuro, capolavoro di Robert Zemeckis datato 1985. Il regista di Chicago probabilmente scrisse la sceneggiatura in un eccesso di ottimismo, dato che nell’Anno Domini 2019 le strade ci sono ancora e non se la passano nemmeno tanto bene, perlomeno in Italia.
Nel 2030 immaginato da 3DClouds la situazione però è a un punto di svolta: le auto a levitazione magnetica stanno entrando pian piano a far parte della quotidianità e la WPL (World Prototype League) ha annunciato che l’anno successivo organizzerà il primo campionato ufficiale. I costruttori più famosi sono quindi corsi ai ripari, organizzando un campionato non ufficiale per evolvere tecnologie come l’ERS (Energy Recovery System), inaugurato nella realtà durante il Motomondiale 2008 e introdotto in F1 dal 2009, e l’IA per il cambio di assetto dinamico dei veicoli, quest’ultimo presente in alcune vetture odierne ma ancora molto lontano dalla versione immaginata dal team milanese.
Una volta terminato il video introduttivo, nel quale viene illustrato il contesto che ho appena descritto, avrà inizio un breve tutorial, che si esaurisce in poco più di un minuto. D’altronde ci troviamo di fronte a un racing game estremamente arcade, che ha come tratto distintivo il boost, ricaricabile attraversando delle sezioni blu della pista o semplicemente derapando, ma ci torneremo dopo.

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Il breve ed esaustivo tutorial.

Xenon Racer si presenta piuttosto ricco di modalità, divise in Xenon Racing Championship, ovvero la classica carriera, Gara veloce, nella quale potrete scegliere percorso, numero di giri e momento della giornata nel quale correre, Schermo condiviso, il mai troppo lodato split screen, che permette di gareggiare con un amico in multiplayer locale, Online, dove affronterete giocatori da tutto il mondo tramite matchmaking e un pratico sistema di lobby e infine Modalità Edge, nella quale sono racchiuse Prova cronometrata, un time trial a medaglie, Gara a checkpoint, percorsi delimitati da più traguardi, da tagliare entro un certo tempo limite, Eliminazione, competizione nella quale, a intervalli regolari, viene eliminato l’ultimo pilota in classifica e Giro libero, l’ideale per approfondire la conoscenza dei percorsi senza la pressione degli avversari o del cronometro.
L’offerta è abbondante ma, come sanno bene gli appassionati, quello che conta davvero in un gioco di corse è come si comporta una volta scesi in pista. Andiamo a scoprirlo, una curva alla volta…

Gameplay – Tutta in traverso

Con l’evoluzione alla quale siamo andati incontro negli ultimi anni, sia tecnica che contenutistica, è sempre più difficile imbattersi in giochi di corse arcade su strada privi di qualsivoglia contaminazione. I vari Forza Horizon e Driveclub, i migliori esponenti del genere al momento, presentano comunque elementi aggiuntivi che ne aumentano la complessità, sto pensando al motore fisico, alla natura open world, all’always online e a molti altri dettagli che li rendono sì immediati, ma non poi così tanto.
Xenon Racer invece ci riporta alla semplicità degli arcade che furono, in particolare all’epoca d’oro degli anni ’90, quando le sale giochi straboccavano di cabinati luccicanti di Daytona USA e Ridge Racer, nei quali il tasto del freno era un mero accessorio, da premere il meno possibile.

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Più anni ’90 di così si muore.

Affrontare i tracciati sviluppati da 3DClouds è un concentrato di adrenalina e velocità, con le autovetture in costante derapata e i rettilinei che volano via in un attimo grazie al turbo, accumulabile fino a 3 unità. I 40 percorsi presenti sono divisi in 7 ambientazioni che spaziano dal Giappone al Canada, dagli USA a Dubai, passando per la Costa Azzurra. Alcuni risultano più tecnici di altri ma il comune denominatore per uscirne vincitori è padroneggiare la derapata, elemento portante e distintivo di Xenon Racing.
Se nei simulatori il giocatore è spinto a perfezionarsi cercando il giusto assetto e il punto di frenata ottimale, nei racing arcade invece la differenza la fanno i riflessi, le traiettorie a compasso e il tempismo nell’uso del turbo.

Il punto di partenza ideale per assimilare gradualmente queste meccaniche è lo Xenon Racing Championship, la modalità carriera, che consta di 18 eventi, a loro volta suddivisi in più gare, organizzate in un diagramma a bivi. Per giungere alla prova finale non dovrete quindi completarle tutte ma, una volta fatto vostro il sistema di guida. sono sicuro che lo spirito “completista” avrà la meglio.
Purtroppo la carriera non presenta chissà quale guizzo, limitandosi a proporre un susseguirsi anonimo di eventi, senza una trama o un contesto a fornire delle motivazioni aggiuntive.
L’acuto gli sviluppatori se lo sono tenuto per l’ultima gara, che ci vede contrapposti a un avversario “particolare”, ma non voglio rovinarvi la sorpresa.
Per avere la meglio sui piloti controllati dalla CPU dovrete scegliere la vettura e l’assetto più adatti al percorso nel garage, nel quale potrete personalizzare i 16 veicoli del gioco con alettoni, cerchioni, ruote e turbo, modifiche che influenzeranno sia il comportamento in pista che l’aspetto estetico.

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Il garage, nel quale potrete applicare le modifiche sbloccate durante la carriera. È anche possibile personalizzare esteticamente ogni veicolo attraverso un pratico editor.

Esaurite le sfide single player potrete gettarvi nel multiplayer online, con campionati completamente personalizzabili dall’host nella scelta dei circuiti, della quantità delle gare, del numero di giri e delle condizioni climatiche (non sono però presenti precipitazioni di alcun tipo). Il tutto funziona egregiamente, c’è anche un comodo sistema di ranking che vi farà capire al volo il livello degli altri piloti. Le uniche note negative sono date dall’esiguo numero di giocatori, che mi auguro possa presto aumentare, e dalla mancanza di collisioni, scelta che immagino derivi dalle dimensioni del team di sviluppo. Inserire gli scontri tra veicoli avrebbe aumentato il carico computazionale e obbligato all’inclusione di un sistema di penalità, di certo la loro assenza toglie un po’ di verve alla competizione.

Chi volesse sfidare un amico in locale invece può ricorrere al buon vecchio split screen, che funziona piuttosto bene e non mancherà di causare un groppo in gola ai più nostalgici. Le sole critiche al comparto gameplay mi sento di muoverle al sistema di danni e alla distribuzione dei checkpoint: nella parte inferiore dell’HUD è presente un contatore, che parte da 100; venire a contatto con i guardrail o con le altre vetture porterà gradualmente allo 0, causando un respawn forzato che vi farà perdere secondi preziosi. Una soluzione troppo semplicistica, che a volte può portare alla frustrazione, accentuata dal fatto che la fisica del gioco tende a “incollarvi” ai lati della pista, portando a un crollo repentino della cifra sul contatore.
Un’idea che mi permetto di suggerire agli sviluppatori: far sì che quando si transita sulle zone di ricarica turbo con già tre boost incamerati queste vadano ad abbassare il counter dei danni. Una meccanica semplice, che renderebbe più equilibrate le gare, portando in dote anche un pizzico di strategia.
Riguardo ai checkpoint, presenti solo nelle gare dedicate, avrei preferito un maggiore equilibrio nella loro distribuzione: a volte sembra quasi impossibile tagliare il primo traguardo, per raggiungere il quale serve una guida perfetta, mentre superato lo scoglio iniziale gli altri non rappresentano più una sfida. Un maggiore bilanciamento avrebbe sicuramente giovato.

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Sono presenti varie visuali, anch’esse mutuate dai pilastri del genere.

A parte questa pecche, che non pregiudicano affatto il quadro complessivo, Xenon Racer in pista si rivela un titolo divertentissimo, perfetto per sessioni di gioco veloci.

Comparto tecnico – No Distance Left to Run

Così cantavano i Blur nel 1999. Vi starete chiedendo cosa c’entri il gruppo di Damon Albarn con un racing game uscito esattamente a 20 anni dal singolo citato. Ebbene, purtroppo la sfocatura dalla quale ha preso il nome il gruppo londinese rappresenta il vero tallone d’Achille del comparto tecnico di Xenon Racer, perlomeno su console. Su PC le cose vanno meglio, il gioco 3DClouds risulta fluido e bello da vedere, anche su configurazioni non troppo esose. Su PS4 Pro, la versione da me testata, è possibile scegliere tra due opzioni: quella di default dà la precedenza alla qualità mentre l’alternativa dà priorità alle performance. Ingenuamente ho pensato che, trovandomi di fronte a un gioco di corse, quest’ultima fosse la più appropriata.
Mi sbagliavo: scegliendo di privilegiare gli fps la fluidità rimane invariata ma vi troverete davanti a una sorta di poltiglia sfocata, con la pista e le altre vetture quasi indistinguibili, tanto da compromettere  in modo pesante la giocabilità. Solo la vostra auto rimarrà sempre a fuoco, tutto il resto lo vedrete come se foste appena rientrati da uno dei sabati sera più impegnativi della vostra vita. Con l’opzione che dà la precedenza alla definizione tutto questo non è presente e la sensazione di velocità rimane più che buona.
Probabilmente i problemi sono dovuti a uno scaler di risoluzione troppo aggressivo, confido che una patch risolutiva possa arrivare presto. Gli sviluppatori hanno già annunciato il piano di contenuti post lancio, che saranno totalmente gratuiti, un segnale che fa ben sperare anche in ulteriori correzioni tecniche.

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È presente anche una modalità fotografica, piuttosto ricca di opzioni, con la quale potrete produrre immagini belle (quasi) come questa.

Notevole il design delle vetture, affidato a Marcello Raeli, progettista con un curriculum notevole nel campo dell’automobilismo: laureatosi alla University of the Arts London, con specializzazione nel design dei trasporti all’ArtCenter College of Design di Pasadena, ha poi lavorato con Subaru, Koenigsegg e Pininfarina. Non proprio l’ultimo arrivato quindi che, privo di costrizioni legate a licenze ufficiali, ha pututo dare sfogo a tutto il suo talento e alla sua fantasia creando veicoli dalle linee accattivanti e bellissimi da vedere, un gradevole plus per un comparto estetico tutto sommato già molto buono.
Particolarmente d’effetto anche la colonna sonora: Soedesco si è affidata a Monstercat, casa discografica specializzata nel produrre artisti emergenti nel campo della musica elettronica, in particolare trance, dubstep, EDM, house e drum and bass. Le 20 tracce coprono tutti i generi dell’etichetta canadese, che ha messo in campo i suoi migliori artisti: Pegboard Nerds, Tokyo Machine, Droptek, Aiobahn & Vin e molti altri. Lo spiegamento di forze ha dato i suoi frutti, con un accompagnamento musicale che si sposa alla perfezione con l’atmosfera futuristica del gioco e dona ulteriore adrenalina alle già ipercinetiche gare messe in campo da 3DClouds.

Conclusioni – Immediato, veloce e divertente

Al netto di una modalità carriera che avrebbe potuto essere più accattivante e curata, perlomeno in fase di presentazione, e un’ottimizzazione su console che avrebbe necessitato di ulteriori limature, Xenon Racer si è rivelato un racing arcade adrenalinico e molto piacevole da giocare.

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La roadmap dei contenuti post lancio previsti dagli sviluppatori, totalmente gratuiti. L’update di luglio si preannuncia particolarmente ricco…

Immediato ma non banale, con dei percorsi sempre stimolanti, una colonna sonora che incentiva ad andare ancora più veloce e delle vetture piacevoli da vedere e da guidare, è il gioco ideale per chi vuole rivivere le sensazioni dei vecchi giochi di corse, scevri da “complicazioni” chiamate open world o fisica realistica.
Nel 2030 di 3DClouds si va a tavoletta, si sorpassa, si derapa e, soprattutto, ci si diverte.

Perché sì:
Perché no:
  • Immediato e divertente
  • Discreta varietà dell'offerta...
  • Colonna sonora galvanizzante
  • Buon grado di personalizzazione
  • Design delle vetture curato da un esperto
  • Ricca modalità fotografica
  • Supporto post-lancio

 

  • Ottimizzazione console da rivedere
  • ... ma la carriera è anonima
  • Sistema di danni fastidioso
  • Checkpoint non equilibrati
  • Le auto si incollano ai guardrail
  • Online privo di collisioni

Derapate

Velocità

Monstercat

Track design

trillo81 - Biografia

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È passato da Basketball per Atari 2600 al 4k HDR in soli 37 anni. Crede che il gioco più bello sia sempre quello che deve ancora iniziare ed è fermamente convinto che, come tutte le tendenze transitorie del web, le biografie in terza persona siano destinate a sparire. Aiutatelo ad azzeccare questa profezia iniziando col non leggere la sua.