Pubblicato il 18/03/22 da Luca Dedei

Vagante – Recensione

Pixelart e azione in un Rogue-like dove non bisogna mai abbassare la guardia.
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Un carretto, con all’interno un numero indefinito di viandanti pronti ad affrontare pericolosi dungeon. Così si presenta la schermata iniziale di Vagante, titolo Rogue-like della casa indipendente Nuke Nine, che ha recentemente raggiunto il mercato console con l’uscita su PS4, XBOX ONE e Nintendo Switch.

Vagante – Diretto all’azione

Il gioco, senza troppi giri di parole, vi farà subito selezionare il vostro personaggio e vi scaraventerà, dopo un piccolo tutorial, all’interno del suo mondo pieno di rischi e pericoli.

Qua si mostra subito la peculiarità di questo titolo; sarà infatti possibile selezionare la propria classe (all’inizio saranno 4, ma più avanti se ne sbloccheranno altre), la quale avrà le proprie statistiche (su cui ritorneremo più tardi) ed equipaggiamento iniziale.

Vagante PG
In Vagante sarà possibile selezionare tra diverse classi e background sbloccabili giocando.

I livelli saranno creati casualmente a livello di struttura, ma condivideranno il tema per tre livelli prima di cambiare ambientazione. La prima parte presenta una caverna molto buia, piena di pipistrelli, slime e goblin, dove sarà purtroppo possibile vedere la prima nota dolente del titolo.

La pixel art, generalmente di ottima qualità, molto presto farà confondere il giocatore, siccome (soprattuto nei primi livelli e le prime volte) mischierà molto i colori tra oggetti, personaggi, nemici e sfondo, non facendo ben capire le dinamiche in corso e lasciando il giocatore fin troppo disorientato. Sensazione che rimarrà persino guardando i vari pezzi di equipaggiamento che troveremo in giro, i quali saranno molto confusi, dato che anche trovando lo stesso elmo, questo potrebbe avere due effetti diversi, siccome potrebbe essere incantato e fornire buff (o malus, ovviamente) diversi.

Vagante – Un vasto numero di contenuti

Superate però le prime ore di gioco tra morti atroci e frustranti, marchio di fabbrica del genere soulslike, inizieremo a comprendere le varie meccaniche che ci aiuteranno a sopravvivere e a superare i livelli. Scopriremo che le pergamene e le pozioni avranno un effetto diverso a ogni reset ma che rimarrà uguale per tutta la durata della partita. Per esempio, se trovate una pozione rossa e questa vi curerà, allora per il resto della partita ogni pozione rossa avrà l’effetto della cura; una volta morti però, nella partita successiva le pozioni rosse potrebbero avere un effetto diverso, come persino avvelenarvi. Quindi dovremo decidere se fidarci o meno di ogni singolo oggetto trovato, persino delle reward delle boss fight. Queste ultime vi premieranno con una chiave con la quale potrete aprire il grande baule situato in ogni livello, e mi è capitato spesso di ricevere solo oggetti con malus come ricompensa per aver ucciso un drago.

Troveremo inoltre diversi santuari, anch’essi con effetti diversi (ma per lo meno saranno sempre quelli), come per esempio The Smith, al quale potremo offrire armi e armatura per avere la possibilità (ormai avete capito che si basa tutto sulla casualità) di avere indietro un altro pezzo di equipaggiamento, oppure buff a forza o destrezza in cambio di punti vita, come con The Bloody.

Potrei star qui ancora un po’ a parlare dei vasto numero di segreti e interazioni, ma mi limito a dirvi che il gioco ne è pieno, a un livello tale che è praticamente doveroso l’ausilio di una guida per comprendere come muoversi e cosa fare nelle vostre giocate.

Ultima meccanica che tengo a precisare, però, è la presenza di statistiche ed abilità. Una volta accumulata abbastanza esperienza (segnalata da una sottilissima barra inferiore) e raggiunto il falò situato tra i livelli, potrete consumare un punto esperienza in aumento di statistiche base (come forza, destrezza, vitalità, etc.) oppure aumentare le abilità uniche della classe selezionata, rendendo così vari e personalizzabili gli approcci a qualunque partita, grazie anche all’aggiunta del Background, selezionabile nella schermata di selezione del personaggio, il quale vi garantirà un effetto a vostra scelta tra quelli disponibili (e sbloccati) all’inizio di ogni sessione.

Conclusioni – Trial and error… and oneshot

Vagante quindi si presenta come un buon passatempo se cercate un videogioco nel senso puro del termine: niente dialoghi e niente perdite di tempo, solo voi e ciò che dovrete affrontare, con un prezzo molto basso (circa 14 €) ma con forse un grado di difficoltà troppo elevato. Il titolo richiede costantemente di tenere la guardia alzata siccome non solo i nemici possono rivelarsi tosti in alcune situazioni, ma sono presenti moltissime trappole che si tradurranno direttamente nella morte del personaggio, indipendentemente dalle vostre statistiche. Questa cosa può portare ad altissimi livelli di frustrazione, soprattutto in partite piuttosto fortunate.

E infine, ultima nota rivolta verso il multiplayer, altra peculiarità del titolo. Il gioco sarà giocabile fino a 4 giocatori sia in locale che online. Non avendo potuto provare quest’ultimo approccio durante le mie giocate, ho optato per provare il gioco con tre miei amici. Il risultato è stato un caos che moltiplica per il numero di giocatori tutti i difetti nominati precedentemente, siccome non ci sarà uno splitscreen a mostrare i vari spostamenti, ma ci sarà un’inquadratura allargata sull’intero livello, che, unendosi alla già citata poca visibilità, vi farà girare la testa molto spesso anche solo per capire dove vi trovate.

Vagante Multi
Questo è il livello di contenuti a schermo che può raggiungere il multiplayer locale di Vagante. Idea sicuramente che necessita di qualche perfezionamento.

  • Un ottimo passatempo
  • Buona dose di chicche e riferimenti
  • Si passa subito all'azione senza perdite di tempo
  • Comandi reattivi e piacevoli
  • I punti abilità permettono un minimo di controllo sulle partite
  • Prezzo esiguo

 

  • Trial And Error costante
  • Abbastanza frustaste
  • Visibilità mischiata e confusa
  • Troppe possibilità di oneshot
  • Multiplayer locale dispersivo

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.