Pubblicato il 23/08/19 da Sara Porello

The Sinking City

Follia dalle profondità dell'oceano
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Introduzione – Dagon

The Sinking City è un videogioco action-adventure a tema horror investigativo, con visuale in terza persona. È stato sviluppato da Frogwares e pubblicato da questi ultimi in partnership con Bigben Interactive. Il gioco, al momento, è un’esclusiva Epic Games Store. Si tratta di un’avventura ispirata alle opere immortali di H.P. Lovecraft. Ecco, ho scritto la parola magica: Lovecraft. Da appassionata dei suoi racconti, non ho potuto resistere alla tentazione di giocare a questa trasposizione videoludica del suo misterioso e terrificante universo… ecco com’è andata. 

Trama – From Beyond 

Massachussets, anni ‘20. L’investigatore privato Charles Reed, da Boston, arriva nella cittadina (fittizia) di Oakmont su invito di un intellettuale che si è offerto di aiutarlo a trovare una spiegazione alle terrificanti visioni oniriche che da tempo lo perseguitano. Oakmont è un remoto villaggio di pescatori, con scarsi contatti con il mondo esterno, e legato a doppio filo con il mondo dell’occulto. Di recente è stato vittima di una calamità nota come The Flood, l’alluvione, un evento dalle origini misteriose e incerte, che ha lasciato Oakmont semidistrutta e parzialmente inondata – e da qui il titolo, The Sinking City. Ma non è tutto: in seguito all’alluvione, molti abitanti di Oakmont hanno iniziato a presentare sintomi di follia, visioni piene di orrori, isterie, comportamenti ossessivi, violenti, inspiegabili; inoltre, nella città di aggirano ora le wylebeast, creature deformi e aggressive che non sono di questo mondo. 

Benvenuti nella spettrale Oakmont

Appena giunto nello spettrale villaggio, Reed viene avvicinato da Robert Throgmorton, a capo di una delle più potenti famiglie che guidano la comunità da tempo immemore. Throgmorton, un individuo dai tratti somatici peculiari, simili a quelli di un primate, chiede, o meglio, obbliga Reed a indagare sull’omicidio di suo figlio Albert e sulle attività a cui questo stava lavorando. Le indagini su Albert e le ricerche sulle proprie visioni si intrecceranno agli orrori di Oakmont e alla follia soprannaturale che avvolge la città e i suoi abitanti. 

Se vi sembra la trama di un racconto di Lovecraft, beh, non potreste essere più vicini al vero. Tra quest principali e secondarie, intrecciate tra loro, avvolte nella nebbia umida di Oakmontincontrerete poco a poco tutti gli stilemi, i temi, i personaggi e le atmosfere di Lovecraft 

Gameplay – The Lurking Fear 

livello di meccanicheThe Sinking City è un gioco ricchissimo e complessoViene definito “open world”, anche se in questo caso parlerei più di “open city”: dopo le scene inizialilimitate al portoReed può esplorare liberamente ogni quartiere della cittàOltre alla trama principale, che segue il filone di Throgmortonpotrete accettare una serie di incarichi secondariche vi incoraggeranno grandemente all’esplorazione. Visitando i vari luoghi della città troverete indizi (ma anche consumabili e collezionabili): grazie all’ausilio del Mind Palaceun’apposita sezione dell’interfaccia, anche se avete capacità deduttive limitate, non sarà difficile progredire nella vostra ricerca. 

Reed, oltre a indagare in modo tradizionale – raccogliendo oggetti e cercando negli archivi della città – sfrutterà anche le proprie visioni, che gli consentiranno di trovare oggetti nascosti a un primo sguardo e rivedere scene del passato.   

Reed si muoverà sulla mappa in parte a piedi, in parte in un piccolo natante a motore, in quanto alcune aree di Oakmont sono allagate e non raggiungibili, se non in motoscafo. Alcune scene del gioco prevedono poi la possibilità di immergersi in acqua con uno scafandro. Nella vostra esplorazione incontrerete dei punti di “viaggio rapido”, che si riveleranno presto utilissimi per muoversi sulla mappa. 

Il Mind’s Eye vi permetterà di avere visioni del passato.

Le meccaniche d’investigazione sono ben progettate e divertenti e offrono un bilanciamento perfetto tra necessità di deduzioni logiche e scorrevolezza della storia. Le meccaniche di esplorazione e di movimento, invece, sono lente e farraginose, ed è un vero peccato, perché un setting lovecraftiano del genere meriterebbe assolutamente di essere esplorato con maggior facilità e con più dinamicità. Ma dove il gioco si impantana davvero è nelle meccaniche del combattimento, che sono davvero molto, molto old style. Ma… molto old style. E non in senso positivo. Un numero limitatissimo di proiettili, poca dinamicità, uso dell’inventario e degli oggetti molto scomodo e tanti altri piccoli difetti rendono i combattimenti davvero poco attraenti per il giocatore.  

Nel gioco, inoltre, Reed potrà subire ferite o perdere sanità mentale. A questo proposito, ho trovato che il bilanciamento di queste due caratteristiche non sia affatto ottimale: mentre la sanità mentale si ripristina col passare dei secondi, arrivando molto difficilmente a livelli critici e rendendo quindi superfluo l’uso dei farmaci per ripristinarla, la salute fisica è tutto l’opposto, in quanto non si rigenera e la scarsità di medikit sarà una vera spina nel fianco per tutto il gioco. 

Completando le missioni, esplorando e uccidendo le wylebeast, Reed otterrà Punti Conoscenza, l’esperienza da spendere per potenziare le proprie abilità fisiche, mentali, per ampliare l’inventario, etc. Il gioco dispone di un buon sistema di salvataggi automatici che non mi ha mai creato problemi.  

Interfaccia
Il gioco è pervaso di riferimenti ai miti di Cthulhu.

Una tale ricchezza di meccaniche si traduce in un’interfaccia complessa e ben strutturata, che vi aiuterà non poco a tenere traccia di tutti i vari indizi, delle missioni attive e latenti, delle abilità di Reed e altro ancora. Purtroppo, se l’interfaccia è sviluppata molto bene, non si può dire lo stesso del tutorial e in generale dell’intuitività delle meccaniche. Ma non temete, dopo qualche ora di gioco sarete in grado di destreggiarvi abbastanza tra le strade allagate di Oakmont.

Comparto tecnico – Old Bugs 

La resa grafica di The Sinking City, proprio come le meccaniche sopra citate, è molto old style. Poteva forse andar bene una decina di anni fa, ma al giorno d’oggi risulta obsoleta. Ed è un peccato, perché il lavoro sulle ambientazioni è eccezionale: sono curate nei minimi dettagli, ricche di oggetti che contribuiscono a creare l’atmosfera lovecraftiana necessaria, popolate da personaggi caratteristici… ma la grafica semplicemente non è all’altezza.  

Questo aspetto, tuttavia, potrebbe anche passare in secondo piano, ma quello che proprio non ho tollerato è l’uso della luce nel gioco. The Sinking City infatti presenta scenari diurni e notturni e, se durante gli scenari diurni non ci sono problemi di giocabilità, questi si presentano invece nelle ore notturne (in gioco), in cui la bassa qualità grafica combinata con l’oscurità rende estremamente difficile orientarsi, per non parlare di investigare. 

Aggiungete a questo la poca responsività dei comandi e avrete ulteriore conferma di quanto le meccaniche di movimento e combattimento siano farraginose, come già evidenziato sopra. 

Musiche, doppiaggio ed effetti sonori fanno il loro lavoro e contribuiscono bene all’immersività generale. 

The Flood, la piaga soprannaturale che affligge Oakmont.

Conclusioni – Out of the Eons 

Di questo gioco ho amato, come avrete capito, l’idea alla base – un racconto lovecraftiano – e la sua implementazione a livello artistico e narrativo. Le meccaniche non ottimali hanno in parte guastato la mia esperienza, ma giocando a The Sinking City la sensazione di trovarsi in un racconto di Lovecraft è forte e sempre presente, questo è innegabile. Nel complesso, l’impressione è comunque positiva, e mi sento di consigliare questo gioco agli amanti del genere avventura/investigativo, oltre che, naturalmente, agli appassionati di H.P. Lovecraft. Potreste forse rimanere un po’ perplessi dal gameplay, ma di sicuro non rimarrete delusi dalla narrazione! 

Perché sì:
Perché no:
  • Ottime meccaniche di investigazione
  • Ambientazione lovecraftiana fedele e curata

 

  • Meccaniche di combattimento
  • Comandi poso malleabili e responsivi

H.P. Lovecraft

Incubi

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.