Tales of Vesperia: Definitive Edition

Tales of remaster

Pubblicato il 28/01/19 da Ruka
recensione
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Tales of Vesperia: Definitive Edition

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Introduzione:

Negli ultimi anni il filone dedicato alle remaster si è fatto sempre più imponente e non accenna a fermare la sua crescita: a darcene l’ennesima conferma ci pensa Bandai Namco, intenzionata a riportare in auge un titolo con ben dieci anni sul groppone, finora appannaggio dei possessori di Xbox 360 e, in versione migliorata, delle PS3 stazionate nel paese del Sol Levante.
Tales of Vesperia: Definitive Edition è proprio quella versione migliorata che i fan occidentali agognavano da tempo: uscita originariamente solo in Giappone, questa edizione del gioco include aggiunte non indifferenti rispetto alla sua prima release, quali nuove cutscene, nuovi dungeon e, dulcis in fundo, due nuovi personaggi giocabili.

Un NPC andrà in pensione prima
Ci tenevo a iniziare la recensione con questo screen.

Trama:

Nel mondo di Terca Lumereis, l’aer rappresenta una risorsa fondamentale per i suoi abitanti: trattasi di una sostanza volatile diffusa in ogni dove che, grazie ad apparecchi chiamati blastia, viene convertita in energia utile a portare avanti la vita di tutti i giorni. Tra i blastia più utili spiccano quelli che alimentano le barriere intorno ai centri abitati, necessarie a proteggere la popolazione dagli incessanti attacchi di mostri, i quali precludono l’accesso al mondo esterno ai meno coraggiosi.
Proprio per l’importanza data ai sopracitati artefatti, l’Impero è deciso più che mai ad assumere il monopolio nella distribuzione degli stessi, un comportamento che ha portato alla suddivisione della società in vari ceti, dai più benestanti ai meno.
Una situazione piuttosto grave che trova un esempio concreto nella capitale Zaphias, ormai frammentata dalle distinzioni sociali, che fa grande uso dei suddetti blastia e ciò non esclude il quartiere povero, unicamente munito di un aque blastia montato sulla fontana nella piazza centrale, in modo che questa possa fornire acqua pulita ai residenti.
Questo fin quando un losco figuro non deciderà di sgraffignare il prezioso artefatto e darsela a gambe, lasciando i poveracci nel panico più totale: tra questi vi è il buon Yuri, ragazzo cresciuto nei bassifondi ed eccellente spadaccino, che non esiterà a lanciarsi all’inseguimento del ladro per recuperare quanto sottratto.
Inutile dirvi che, in piena tradizione Tales of, da tale premessa scaturirà ogni genere di evento necessario al dipanarsi della trama, presentando al giocatore un variegato cast di personaggi che man mano aggiungeranno tasselli al puzzle narrativo. Certo, non si è mai salvi dai cliché e il titolo si attacca troppo spesso agli stilemi del genere, ma considerato che stiamo parlando di una produzione datata 2008 possiamo anche chiudere un occhio in merito.

Estelle mi chiede se sembra strana
Non è il termine che userei io, ma no.

Gameplay:

Tales of Vesperia non si discosta particolarmente dai canoni della serie quando si tratta di giocare: il fulcro del titolo rimane come sempre il combat system action, incentrato sull’esecuzione di combo più o meno lunghe per avere la meglio sui nemici. Ogni personaggio ha un suo ruolo e i più avvezzi al genere non faticheranno a capire chi deve menar le mani proteggendo gli alleati nelle retrovie, anche se a onor del vero un po’ tutti i membri del party possono essere usati in maniera offensiva, vista la natura combo-centrica del gioco.
Per picchiare i malcapitati di turno è possibile sfruttare, oltre agli attacchi base, le sempreverdi arti, che altro non sono che potenti abilità dai più disparati effetti ed elementi: combinando colpi normali e arti si inizia a inanellare combo, che possono variare non solo in base al personaggio utilizzato, ma anche a seconda del nemico affrontato, poiché su alcune bestiacce non tutti gli attacchi andranno a segno.
Ad aggiungere ulteriore profondità ci pensa il sistema di abilità attive e passive legate alle armi che, una volta equipaggiate, garantiscono le suddette skill al personaggio desiderato e la possibilità di impararle permanentemente dopo molti utilizzi.

Yuri Lowell picchia un bandito
I combattimenti sono, come al solito, il fulcro dell’esperienza.

Un sistema che nel complesso funziona egregiamente e che ostenta una varietà non indifferente, dato che basta cambiare anche una sola arma a un membro del party per generare un approccio del tutto diverso alla battaglia; l’altra faccia della medaglia è tuttavia rappresentata dalla mancanza di una modalità allenamento, il che risulta deleterio per il neofita intento ad approcciarsi a un titolo profondo quasi quanto un picchiaduro e costretto a sperimentare sul campo (una magagna irrisolta perfino negli ultimi capitoli come Tales of Berseria).
Si tratta in ogni caso di quisquilie che non minano la godibilità del gameplay, in quanto il tutorial si dimostra piuttosto esaustivo a riguardo e passeranno diverse ore prima che il gioco la smetta di introdurre nuove meccaniche con relative spiegazioni.
Messo da parte il combat system, Vesperia si svolge come il più classico dei JRPG, col party che gira in lungo in largo per la world map, fermandosi nei vari punti d’interesse quali città e dungeon per progredire nella main quest o dedicarsi ad attività secondarie. Insomma, squadra che vince non si cambia…

Repede che cita l'Amleto
Repede meritava uno screenshot tutto suo.

Comparto tecnico:

Tecnicamente il titolo si attesta sui buoni livelli della versione originale, beneficiando ora di una risoluzione portata a 1080p e 60 fotogrammi al secondo, perlopiù stabili su PS4 base. Il cel-shading impiegato per i personaggi risulta ottimo, ma è impossibile non constatare come la mole poligonale e il comparto texture non abbiano subito sostanziali modifiche rispetto al passato.
Sul fronte audio la situazione è decisamente migliore, poiché sono state aggiunte nuove voci alle linee di dialogo laddove prima mancavano ed è possibile selezionare la traccia audio desiderata tra quella inglese e la controparte nipponica; ottime come sempre le musiche, che ben enfatizzano quanto accade su schermo.

yuri lowell nella piazza dei quartieri poveri di fronte alla fontana
Le ambientazioni possono vantare una buona direzione artistica, ma la scarsa mole poligonale smorza un po’ il tutto.

Conclusioni:

Tales of Vesperia: Definitive Edition è senza ombra di dubbio la migliore edizione possibile che, oltre alle sopracitate qualità del titolo base, racchiude l’esperienza in un pacchetto ricco di contenuti: il lavoro svolto è talmente buono che la produzione risulta un acquisto sensato perfino per chi ne ha già goduto in passato, indipendentemente dalla piattaforma.

Perché sì:
Perché no:
  • Vario e longevo
  • Buona dose di contenuti aggiuntivi
  • 60fps stabili su PS4 e PC

 

  • Remaster ai limiti della sufficienza
  • A tratti legnoso

RITA

Ruka - Biografia

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?