Pubblicato il 13/01/20 da Sara Porello

Star Wars Jedi: Fallen Order

La Forza è di nuovo potente in Star Wars
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Introduzione – Una nuova speranza?

Nel lungo e sempre più ricco cammino di Star Wars, questo Natale è stato segnato dall’uscita al cinema di The Rise of Skywalker, capitolo finale della terza trilogia, che ha portato a compimento la saga degli Skywalker. Ma è evidentissimo che il management del marchio non ha alcuna intenzione di fermarsi o di rallentare, come testimonia la sempre più fiorente produzione di prodotti di entertainment targati SW: film spin-off, fumetti, serie TV animate e non… e naturalmente videogiochi. 

Un paio di mesi fa è uscito l’atteso Star Wars Jedi: Fallen Order, action-adventure sviluppato da Respawn Entertainment e pubblicato da EA. Un gioco che ben si inserisce nell’attuale filone narrativo che esplora una miriade di storie accadute nei decenni (in trama) che separano e collegano le vicende della nuova trilogia da quella classica, nel periodo che corrisponde all’ascesa di Darth Vader. E Jedi: Fallen Order altro non è che questo: una di queste mille storie sparse nella galassia lontana lontana che ben conosciamo, in un’epoca ancora largamente inesplorata ma di cui apprendiamo sempre più dettagli grazie a prodotti collaterali rispetto ai film.

Trama – In una galassia lontana lontana… 

La storia narrata in Jedi: Fallen Order si svolge cinque anni dopo l’esecuzione del terribile Ordine 66 in Revenge of the Sith, il colpo di stato con cui Palpatine ha trasformato la Repubblica nel proprio Impero e ha dato inizio all’epurazione dei Jedi per mano dei soldati cloni. 

Cal Kestis è un Jedi sfuggito all’epurazione che per cinque anni si è nascosto sul pianeta-discarica Bracca, lavorando negli immensi stabilimenti del pianeta che smontano e smaltiscono vecchi rottami di navi spaziali. Quando gli Inquisitori Sith giungono a lui, Cal è costretto a una rocambolesca fuga da Bracca, aiutato dall’intervento di due inaspettati alleati. Cal si unisce quindi all’equipaggio della Mantis: il capitano Greez Dritus e la sua compagna di viaggio Cere Junda, un tempo cavaliere Jedi che ha però deciso di chiudersi alla ForzaCere intende ricostruire l’Ordine dei Jedi grazie a un segreto custodito sul pianeta di Bogan, e per farlo ha bisogno di Cal; inizia così l’avventura del giovane Jedi che, braccato dalla Seconda Sorella e accompagnato dal fedele droide BD-1, dovrà non solo rifondare l’Ordine, ma anche completare il proprio addestramento da cavaliere Jedi sotto la guida di Cere e di altri maestri che incontrerà nel suo cammino.

I personaggi principali del gioco.
Cal e i suoi compagni di viaggio davanti alla Mantis.

Nella sua linearità, la trama è efficace e presenta anche diversi colpi di scena, senza mai “deragliare”. La narrazione è coinvolgente: il ritmo con cui si susseguono scene di azione, di esplorazione e cutscene con momenti più toccanti e introspettivi è assolutamente ben calcolato. 

personaggi infine, sono pochi e ben caratterizzati, in pieno canone Star Wars. Presentano alcuni topoi che caratterizzano l’universo di SW, ma ogni personaggio è sviluppato in modo originale: il protagonista, un giovane Jedi in divenire che, per trovare se stesso e la sua strada, dovrà affrontare il proprio lato oscuro; e poi Cere Junda, che ha deciso di rinnegare il proprio passato da Jedi ma verrà costretta a confrontarsi nuovamente con la sua natura. Non mancano il capitano-canaglia dalla battuta sempre pronta, attaccato ai propri interessi ma pronto a fare “la cosa giusta”, e il droide con “sentimenti” umani, anche se l’adorabile BD-1 di JFO è stato reso più similmente a un fedele animaletto domestico che non a un essere umano. Non possono poi mancare i Jedi caduti, altro caposaldo di Star Wars. I personaggi di contorno includono anche un paio di camei illustri, direttamente dalla trilogia classica. 

Oltre alla missione di Cal, avremo modo di scoprire anche momenti del suo passato da padawan, in particolare ricordi del suo addestramento Jedi con il suo vecchio maestro Jaro Tapal, prima dell’Ordine 66. Questi momenti, pur essendo funzionali allo sviluppo delle meccaniche di gioco, sono inseriti nella trama in modo naturale e sono narrativamente molto toccanti e intensi.

Cal su Zaffo
Scenari in pieno canone Star Wars.

Gameplay – La semplicità è la chiave 

Il gameplay di Jedi: Fallen Order si articola intorno a pochi elementi, sviluppati però alla perfezione e perfettamente integrati, in modo da non appesantire mai la narrazione e non annoiare mai il giocatore. 

La storia procede di pari passo con l’esplorazione dei cinque pianeti disponibili e con lo sviluppo delle abilità di Cal: esplorando l’ambiente e procedendo con la narrazione, Cal potrà espandere il proprio albero delle abilità, che migliorano in vari modi i suoi parametri di salute e Forza e le mosse di combattimento con la spada laser. Proseguendo con la storia, Cal ritrova il proprio profondo legame con la Forza, e nuove abilità diventano disponibili: abilità personali collegate alla Forza, utili per proseguire nell’esplorazione, e le già citate abilità dell’albero per il combattimento. Il costo per sbloccare la abilità è più che equo e non richiede affatto il grinding di punti abilità: proseguire di pari passo con storia, esplorazione e potenziamento sarà del tutto naturale e armonico. Con nuove abilità disponibili, e con nuove abilità apprese da BD-1 in specifici punti della storia, potremo poi tornare su ogni pianeta e accedere a nuove aree. Frequenti punti di salvataggio permettono di salvare i progressi, sbloccare nuove abilità e recuperare salute e stim.

I cinque pianeti disponibili.
Ogni pianeta sbloccato può essere visitato in seguito.

L’esplorazione è abbastanza lineare, e segue molto l’andamento della storia. All’esplorazione è strettamente collegato un altro elemento del gioco, ossia quello dei collezionabili di varia natura che vanno a prolungare la longevità: si va dai potenziamenti che aumentano le barre di salute e Forza, agli stim che permettono a Cal di curarsi; dai semi per il terrarium sulla nave agli echi, grazie ai quali Cal può vedere frammenti del passato; dai nemici incontrati agli oggetti che è possibile scansionare tramite BD-1. Ogni nuovo elemento conferisce punti abilità e viene meticolosamente registrato tra i progressi. Le varie casse sparse in ogni area, infine, permettono di acquisire una molteplicità di personalizzazioni cosmetiche per l’abbigliamento e la spada laser di CalBD-1 e la Mantis. Tali personalizzazioni, purtroppo, riguardano solo i colori disponibili (con la sola, felice eccezione della spada laser, della quale è possibile personalizzare forma e colore di ogni singolo elemento). 

Il gioco propone quattro livelli di difficoltà, dal comodissimo Story Mode, che permette di godersi al meglio la storia e l’esplorazione, al Jedi Grand Master che metterà alla prova anche i giocatori più esigenti. In base al livello di difficoltà scelto e alla volontà di raccogliere tutti i collezionabili, il gioco ha una longevità che va dalle 15 alle 30 ore, ottima per un titolo di questo genere.

Comparto tecnico – Garanzia EA 

La versione del gioco che ho provato è quella PlayStation base. Non posso che lodare il comparto tecnico di Jedi: Fallen Order ma, al tempo stesso, devo evidenziarne alcune (poche) incertezze. 

La realizzazione grafica è eccellente come texture e fluidità dei movimenti, quest’ultimo aspetto è enfatizzato in particolar modo nei combattimenti, con le mosse di Cal fluide e naturali e i colpi dei blaster nemici che, in pieno stile SW, hanno la tendenza a mancare il bersaglio. 

Combattimento
I combattimenti sono fluidi e credibili.

Le musiche di Star Wars, naturalmente, sono una garanzia per il comparto audio. Oltre alle consuete, epiche melodie riarrangiate che hanno fatto la storia del franchise (e delle soundtrack in generale), spicca la meravigliosa Sugaan Essena dei The Hu, che ci accoglie nei primi istanti del gioco: una ventata di freschezza dalla Mongolia che sembra appartenere in tutto e per tutto all’universo SW. 

La responsività dei comandi per la piattaforma è ottima, e questi sono abbastanza intuitivi. 

Come già accennato, ci sono anche alcune macchie, che riguardano principalmente i caricamenti lunghissimi, alcuni cali di framerate o veri e propri blocchi del gioco, e qualche bug grafico perfettamente naturale. Nulla che possa compromettere un comparto tecnico nel complesso eccellente.

Conclusioni – La Forza è ancora con noi!

Jedi: Fallen Order è stato uno dei giochi più attesi del 2019, dai fan di Star Wars e non solo e, secondo me, si è ampiamente rivelato all’altezza delle aspettative. Non parlo solo dell’aspetto videoludico, che è comunque eccellente dal punto di vista tecnico e di gameplay. Mi riferisco soprattutto al comparto narrativo e a come il gioco si inserisce nell’attuale panorama dei prodotti di entertainment a marchio Star Wars. 

Dopo gli ultimi due film della saga, e gli spin-off Rogue One e Solo, il mio entusiasmo verso SW si era raffreddato, per non dire del tutto spento. Il fatto poi che Disney intenda realizzare in futuro molti prodotti SW per un target sempre più vicino alle nuove generazioni e lontano dai fan di lungo corso mi aveva demoralizzato, seppellendo ogni speranza di vedere altri prodotti SW di qualità. Insomma, da qualche anno a questa parte ero preparata (rassegnata) all’ennesima delusione starwarsiana. 

Ma si sa, “un giorno mi sbaglierò anche io”, e sono più che contenta che sia avvenuto con questo titolo!

Un momento del gioco
Lo Star Wars che ci piace.

In questo contesto di Star Wars assai deprimente, Jedi: Fallen Order ha riacceso l’entusiasmo e ha dimostrato che è effettivamente possibile realizzare nuovi prodotti SW in grado di adattarsi al gusto dei nuovi fan e al tempo stesso di emozionare i vecchi appassionati. E non a caso uso il verbo “emozionare”: questo titolo mi ha regalato le stesse emozioni che mi regalò, e ancora mi regala, la trilogia classica, sentimenti che raramente sono riuscita a provare nelle lunghissime ore delle due nuove trilogie e durante le serie animate. 

Insomma, dopo la débâcle di The Rise of Skywalker, mai come in questa situazione è appropriato dire che JFO ha salvato il (mio) Natale (starwarsiano). 

Star Wars Jedi: Fallen Order è un titolo che fa bene, anzi, benissimo, al settore videoludico e al franchise di Star Wars. Per l’ennesima volta, anni dopo l’RPG Star Wars: Knights of the Old Republic, gli shooter Battlefront e l’MMO Star Wars: The Old Republic, il settore videoludico si conferma particolarmente fortunato e adatto a Star Wars, molto più di altri media. Che siate vecchi fan ormai delusi, vecchi fan (ri)conquistati dai nuovi prodotti, nuovi fan, o semplici gamer non-fan di SWJedi: Fallen Order farà un gran bene anche a voi.

Perché sì:
Perché no:
  • Una vera storia Star Wars.
  • Bilanciamento perfetto tra narrazione,
    esplorazione e combattimento.
  • Personaggi ben sviluppati.
  • Molti collezionabili, tutti tracciati nei registri.
  • La Forza è potente!

 

  • Caricamenti lenti.
  • Freeze occasionali.

star wars

bd-1

spada laser

pianeti

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.

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