Pubblicato il 08/01/20 da Ruka

Darksiders Genesis

Le botte prima di tutto
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Introduzione

Darksiders è una saga dalle molteplici forme: dai primi due capitoli che assumevano i connotati da capisaldi del genere quali possono essere God of War e The Legend of Zelda, siamo arrivati a un terzo episodio dalle fattezze di un soulslike che però fatica a esprimere il proprio potenziale.
Darksiders Genesis ci tiene a tenere viva la tradizione del mutamento e questa volta la produzione targata Airship Syndicate porta il minestrone di generi a un nuovo livello: fondendo elementi da action adventure e hack’n’slash con visuale isometrica, questo prequel si pone come diretto concorrente di titoli come Diablo e Torchlight, senza però rinunciare a una propria personalità.

Guerra tiene fede al suo nome.

Trama

Le vicende narrate si collocano prima del Darksiders originale, seguendo le peripezie di Guerra e Conflitto intenti a dare la caccia a Lucifero su ordine dell’Arso Consiglio: il demone sta infatti potenziando a iosa le sue schiere e ciò rappresenta una notevole minaccia per il mantenimento dell’equilibrio tra angeli e demoni. Nonostante un contesto affascinante però, la trama si traduce in un nulla di fatto poiché viene raccontata in maniera poco chiara e i personaggi risultano tutt’altro che incisivi.

Rotolando verso sud…

Gameplay

Se la trama non si rivela all’altezza delle aspettative, il gameplay fortunatamente riesce a tenere vivo l’interesse del giocatore per tutta la durata delle (circa) quindici ore necessarie al completamento: in ogni momento è possibile alternare liberamente Conflitto e Guerra, ognuno dotato delle proprie peculiari abilità (espandibili man mano che si procede nell’avventura grazie al sempreverde mercante Vulgrim). Controllando Conflitto si ha la sensazione di trovarsi tra le mani un twin stick shooter, mentre Guerra ha a disposizione il repertorio di fendenti che i veterani del brand non faticheranno a riconoscere.
A un combat system solido vanno poi a sommarsi elementi da action adventure poiché, tra una carneficina e l’altra, i due protagonisti si troveranno ad affrontare sezioni platform nel complesso ben strutturate e alcuni basilari puzzle ambientali che spezzano una routine altrimenti monotona.
Il comparto ludico del titolo viene poi impreziosito dalla presenza di una modalità cooperativa a due giocatori, sia in locale che online: durante le mie sessioni di gioco il netcode si è rivelato stabile, limitando al minimo episodi di lag e disconnessioni.

I combattimenti con i boss sanno essere avvincenti.

Comparto tecnico

Darksiders Genesis fa il suo sporco lavoro anche sul fronte grafico: nonostante un comparto tecnico che non fa gridare al miracolo, tutto su schermo sprizza un’innata cura nella direzione artistica – a partire dai disegni di Joe Madureira – tale da far chiudere un occhio su magagne di minore importanza come animazioni non sempre al top e un riciclo generale di asset; buono invece il sonoro, con musiche sempre all’altezza e un doppiaggio italiano tutto sommato discreto.

Le ambientazioni sono molto suggestive.

Conclusioni

La produzione Airship Syndicate si classifica quindi come un titolo godibilissimo: la sua natura di prequel lo rende appetibile tanto ai neofiti quanto ai veterani della saga e il suo gameplay sfaccettato per assurdo rende questo spin-off migliore del terzo capitolo; qualche ingenuità sul fronte tecnico e una difficoltà non eccessiva sono elementi che non incidono più di tanto su una valutazione che, nel mio caso, non può che essere positiva.
Consigliato a tutti i fan del genere, specie se intenzionati a giocarlo con un amico.

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay appagante
  • Buona modalità cooperativa
  • Ottima direzione artistica

 

  • Non dura tantissimo
  • Qualche sbavatura in campo tecnico

Il portone pretenzioso

Ruka - Biografia

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Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate?

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