Pubblicato il 14/07/21 da Andrea Borzì

Scarlet Nexus

Non tutto è oro quel che luccica
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Nel torrido caldo dell’estate, un pomeriggio con aria condizionata e un pad in mano di certo non può far male. Fortunatamente(?) Scarlet Nexus ci viene in soccorso, trasportandoci in un’ambientazione Brainpunk vicina ai giorni nostri che mostra tutti i pregi e i difetti dei titoli a cui Bandai Namco ci ha abituato negli ultimi anni. Se avevate provato la demo poco tempo fa ed eravate rimasti interessati, questo è l’articolo giusto! Scopriamo se i ragazzi di Bandai Namco Studios sono stati in grado di regalarci un titolo di rilievo!

Un esempio del menù principale, con il nostro eroe in primo piano

In un futuro non troppo lontano…

Scarlet nexus prende luogo in una città pseudofutiristica giapponese, in un futuro non troppo lontano in cui l’umanità ha scoperto un ormone denominato Psionico, con cui sviluppa ulteriormente le tecnologie a noi note. Con la scoperta del nuovo ormone, non tarda l’apparizione degli Estranei, folli creature mutanti intente al consumo di cervelli umani. Per questo motivo l’umanità svilupperà la FSE, corpo militare destinato alla distruzione degli Estranei, tramite l’uso degli Psionici, soldati in grado di utilizzare abilità extrasensoriali uniche.

Sulla base di queste premesse, il giocatore avrà la possibilità di vivere l’avventura sotto il punto di vista di Yuito Sumeragi, un giovane volontario (ovvero che non è stato selezionato direttamente dalla FSE) appartenente ad una delle famiglie politiche di maggior spicco, e Kasane Randall, giovane promessa reclutata per le sue capacità combattive e psioniche. La scelta di uno o dell’altro personaggio sanciranno la storia che il giocatore andrà a vivere, prolungando in questo modo l’esperienza di gioco mediante una seconda run che gli permetterà di assistere alle vicende dell’altro protagonista. Ovviamente, non è solo la trama a subire gli effetti di una determinata scelta ma anche il gameplay, nel momento in cui Yuito sarà maggiormente improntato all’uso del corpo a corpo, mentre Kasane alla lunga distanza.

Nel futuro, le città si svilupperanno in verticale, a quanto pare…

Sebbene l’ambientazione possa colpire il giocatore, e la storia possa apparire interessante, il metodo narrativo scelto si mostra forse un po’ troppo scarno, con l’uso di uno stile a tavole fumettistiche statico, con tanto di close-up dei personaggi che a tratti danno l’impressione di essere bambole prive di vita. Aggiungo che per essere un sistema veramente semplice e leggero di narrazione, presenta non di rado dei cali di framerate.

Tante varianti, tante botte!

Per quanto riguarda il gameplay di Scarlet Nexus, non ho molto da dire. I comandi proposti sono i medesimi a cui siamo già abituati da tempo nel mondo videoludico, fatta aggiunta dei tasti per l’uso dei poteri (LT/2 e RT/2) con cui saremo in grado di scagliare gli oggetti che ci circondano in faccia ai nostri nemici.  Ammetto di aver apprezzato particolarmente il build-up delle abilità secondarie. In Scarlet Nexus, infatti, saremo in grado di utilizzare temporaneamente delle abilità prese in prestito dai compagni di Team (ad esempio se portiamo un Personaggio con la Pirocinesi, i nostri colpi aggiungeranno l’elemento fuoco ai danni), e che darà la possibilità al giocatore di aggiungere nuovi approcci al combattimento (come ad esempio l’invisibilità che permette di sferrare un colpo critico iniziale o di superare non visti i nemici). Ciò spingerà il giocatore a variare i propri compagni, nell’ottica di un set-up adatto per le singole missioni. Insomma… tante varianti, tante botte!

Come particellari direi che non è niente male!

Detto questo, ci ritroviamo davanti a un gioco che tecnicamente presenta non poche problematiche. Prima di tutti un combat system legnoso e impreciso, con un sistema di agganciamento quasi inesistente, che non solo sarà difficile da utilizzare nella foga del combattimento (più di una volta mi sono ritrovato a sganciare e riagganciare lo stesso nemico perché non capivo se lo stessi mirando o meno), ma si sommerà a una scarsa gestione della profondità e alla compenetrazione dei nemici abbattuti, che renderanno qualunque scontro un inferno. Infatti sarà veramente facile andare oltre ad un nemico, o ancora colpire il vuoto perché il protagonista non ha intenzione di voltarsi verso l’obbiettivo selezionato, o addirittura mancare il colpo perché non si riesce a capire la reale distanza tra noi e i nemici (e questo avviene anche se gli saremo molto vicini). L’unico caso in cui non si riscontra il problema è contro i nemici colossali, che guarda caso saranno così grandi da non poter essere mancati.

Anima giapponese!

Devo dire che, sebbene è innovativa per quasi nessun aspetto, ho apprezzato l’ambientazione di Scarlet nexus, con la sua metropoli che richiama Tokyo, adornata di infiniti ologrammi che inondano la vista del giocatore. Megaschermi, cartelli, cavi, perfino le fasce della polizia sono ologrammi a noi visibili, con tanto di elementi da combattimento che verranno apposti al personaggio in base alle abilità selezionate. Stilisticamente c’è poco da dire, Il design dei personaggi è puramente in stile “anime” che, per quanto gradevole e forse sopra la media di altri titoli già visti (e praticamente tutti Namco), fa il suo dovere, cercando di coprire le diverse sbavature del titolo. Tutte queste piccole accortezze, sembrano quasi donare al titolo un’anima giapponese.

E anche il comparto sonoro, come tutto il titolo del resto, lascia una certa sensazione di “funzionalità”, che da un lato lo rendi apprezzabile, ma dall’altro fa desiderare qualcosa di più.

Conclusione

Poco c’è da aggiungere su Scarlet Nexus, un titolo che lascia spesso confusi, in quanto da una parte abbiamo un minuzioso e eccessivo interesse per i dettagli, spesso superflui, del gioco, dall’altra un’approssimatissimo approccio a quelle che dovrebbero essere le fondamenta del titolo. Camere così repentine da far venire la nausea, incapacità di mirare in maniera discreta ai nemici, legnosità nei combattimenti, lo rendono un titolo che per quanto possa divertire se preso senza troppe pretese, offre l’impressione di essere un tantino fuori tempo massimo rispetto a ciò che il panorama videoludico ci ha mostrato negli ultimi anni.

  • Ambientazione Interessante
  • Stilisticamente Bello
  • Concept di Build-up stimolante

 

  • Grafica un po' sottotono
  • Importanti Sbavature Tecniche
  • legnosità nel combattimento
  • Forse un po' troppo indietro rispetto a titoli odierni

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...