Pubblicato il 11/01/22 da Ciro Muso Acanfora

Ruined King – La Nostra Recensione

Il ritorno del Re... Che poteva andare meglio.
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Ruined King rappresenta per Riot Games un punto di svolta. Presentato ai The Game Awards del 2019, il gioco realizzato da Airship Syndicate è il capostipite dell’iniziativa di Riot Forge, che porta l’IP di League of Legends in nuovi mondi videoludici a cura di diverse case di sviluppo.

Lo sviluppo di Ruined King non è stato però dei più semplici, fra alti e bassi questo gioco è uscito con numerosi ritardi ormai mesi dopo l’evento della Ruination alla quale avrebbe dovuto fare da predecessore. Nonostante questo, l’opera è uscita lo scorso 15 Novembre su PC, PS4, Xbox One e Switch (le versioni aggiornate per PS5 e Xbox Series X|S saranno aggiunte in seguito, gratuitamente per chi possiede già le versioni per PS4 e Xbox One) e ci regala un’intensa avventura all’interno dell’universo di Runeterra.

L’inizio della Ruination.

La nostra avventura dalla durata complessiva di circa 30 ore comincia con un’invasione di esseri ultraterreni all’interno del cuore di Bilgewater. Sarah Fortune si ritrova a dover combattere l’avanzata di questi nemici provenienti dalla “Nebbia”, un evento sovrannaturale che coinvolge la cittadina costiera di tanto in tanto.
Questa volta però c’è qualcosa di diverso, in quanto dopo alcune vicissitudini in compagnia di Illaoi e Braum verremo a conoscenza del fatto che una così marcata presenza di creature ostili è in realtà un presagio di sventura: un vecchio nemico di Miss Fortune è sopravvissuto alla sua esecuzione e, in cerca di un modo per riprendere il controllo su Bilgewater, ha risvegliato un antico Re sigillato all’interno della Nebbia.

Nonostante il gioco sia tratto da avvenimenti ben noti a chiunque conosca da anni il mondo di League of Legends, Ruined King si prodiga nel raccontare a dovere tutti gli avvenimenti rilevanti a ciò che è l’avventura giocata, non mancando di aggiungere un quantitativo decisamente rilevante di documenti e scritti che vanno ad ampliare la lore delle zone che andremo ad esplorare. Non sempre strettamente attinenti, ma per la maggior parte comunque interessanti.

Le conversazioni fra i personaggi verranno mostrati tramite rappresentazione 2D dei personaggi a entrambi i lati dello schermo.

Parlando invece dei personaggi, c’è da dire che vengono ritratti fedelmente e raccontano bene quelle che sono le vicissitudini che hanno segnato le vite di alcuni di loro e che li hanno portati a diventare un gruppo quasi organizzato che si ritrova a combattere le forze del male. C’è però da aggiungere che, purtroppo, saranno presenti alcuni avvenimenti che faranno storcere il naso: in alcune specifiche situazioni i comportamenti dei personaggi saranno quasi ridicoli tanto saranno menefreghiste le loro reazioni alle scelte e ai sacrifici di altri membri del gruppo.
Il gioco porta inoltre a termine un ciclo narrativo per ogni componente del party, ma una conclusione in particolare è inserita in maniera così poco curata, quasi aggiunta solo per dire “ok abbiamo questo personaggio nel gruppo e dobbiamo in qualche modo dargli qualcosa che sia suo, buttiamoci un combattimento a caso 1 contro 1 e la chiudiamo qui”.
Mio malgrado, questa non sarà la prima e ultima volta in cui vedremo il gioco dimostrare una certa mancanza di “polishing” sotto numerosi punti di vista.

Ruined King: Un RPG a Turni con qualcosa di nuovo!

Il gioco di Riot Forge si presenta come un comune gioco di ruolo a turni: i giocatori si ritroveranno a guidare il gruppo di campioni all’interno di numerose zone, la maggior parte delle quali molto diverse fra loro, fra puzzle, combattimenti e missioni secondarie.

Partiamo dal gameplay, non dissimile dal gioco che ha consacrato Airship Syndicate, Battle Chasers: Ruined King ripropone la formula del tipico RPG a turni in cui ogni personaggio esegue un’azione per poi lasciare spazio agli altri personaggi all’interno del combattimento in un susseguirsi di turni che dipende dalle statistiche e dagli attacchi eseguiti.
Sin dall’inizio però il gioco dimostra di avere quella scintilla che differenzia il suo gameplay da ciò che avremmo tranquillamente potuto comparare a quello che era il sistema di combattimento di un Final Fantasy di 20 anni fa, ovvero la presenza di bonus e malus all’interno di quella che è la “Barra dell’Iniziativa”, oltre che alla possibilità per il giocatore di modificare i propri attacchi per renderli più veloci ma meno potenti o meno veloci ma più potenti.
Non solo, ma quasi ogni tutti gli attacchi e le abilità passive di ogni campione avranno dei potenziamenti ramificati che permetteranno al giocatore di modificare alcune statistiche e meccaniche di ogni azione, oltre che ad inserire una serie di potenziamenti diretti alle statistiche dei campioni tramite un sistema di rune (ottenibili tramite aumento di livello o leggendo i documenti presenti nel mondo di gioco).
Entrambi questi miglioramenti potranno inoltre essere modificati a piacimento e senza alcun costo in qualsiasi momento al di fuori del combattimento.

Saranno inoltre presenti gli immancabili oggetti di equipaggiamento, alcuni unici e specifici per ogni campione e altri invece disponibili per tutti e senza distinzione. Molti di questi potranno essere potenziati tramite gli oggetti ottenuti cercando in giro e sconfiggendo nemici.

Se per quanto riguarda il gameplay il gioco risulta nel complesso divertente, al netto di alcune difficoltà nella “leggibilità” dei debuf e numerosi momenti in cui si farà fatica a capire il motivo per il quale a volte alcuni personaggi subiscono danno, passando invece alla parte relativa ai puzzle e al level design troviamo invece diverse criticità di cui non si può fare a meno di parlare.

I livelli saranno spesso molto lineari e, nonostante la presenza di alcune shortcut che permetteranno di tornare al punto di partenza velocemente, accadrà talvolta di ritrovarsi a navigare i livelli di gioco e sentirli inutilmente lunghi e certe volte noiosi (complice anche una velocità di movimento dei personaggi non esattamente celere). I nemici saranno inoltre numerosi, ma raramente daranno al giocatore reward commisurati al tempo impiegato per sconfiggerli e a questo proposito consiglio a chiunque voglia giocare Ruined King, una volta arrivati ad avere un party completo, di raggruppare quanti più nemici possibili per poi combatterli tutti in una volta in modo da ottenere bonus in termini di esperienza ottenuta.

I puzzle, inoltre, saranno quasi tutti relativamente semplici da comprendere e altrettanto semplici da risolvere, al limite del ridicolo: immaginatevi di avere una tabella con tre colori, rosso / blu / giallo, e dover risolvere un puzzle mischiando due di questi colori su una tavolozza per produrre il verde. Ora immaginatevi di avere, di fianco alla tavolozza, una nota con scritto “per ottenere il verde devi mischiare il blu e il giallo”. Credetemi, vorrei che questo fosse solo un esempio stupido, ma si avvicina alla realtà del gioco molto più di quanto possiate immaginare.

Alti, ma altrettanti bassi.

Arriviamo infine a quello che è il reparto tecnico di Ruined King, partendo dal lato grafico.
A colpo d’occhio il gioco si presenta bene sotto tutti i punti di vista, dalla palette cromatica ai vari ambienti dei livelli, passando per gli sfondi 2D visibili durante i combattimenti e le cutscene in stile fumetto. Unica nota di demerito che si può affibbiare al gioco sono i modelli 3D dei personaggi che, quando visti da vicino durante alcune brevi cinematiche, risultano un po’ grossolani. Sarebbe stato magari preferibile utilizzare, anche solo per questi brevi lassi di tempo, dei modelli fatti appositamente per queste occasioni.

Yasuo nel team avversario VS Yasuo nel nostro team

Un’altra nota di demerito che si può andare ad aggiungere è relativa ai caricamenti e al framerate. Per completezza d’informazioni c’è da specificare che per la recensione abbiamo giocato il gioco su PS5 ma in versione PS4 (dato che, come già specificato nell’introduzione, non esistono ancora le versioni per Next Gen). Detto questo, il gioco propone un gameplay a 30 FPS. Ripeto, 30 FPS. Siamo consapevoli del fatto che una volta arrivata la patch per Next Gen il gioco probabilmente arriverà a 60 FPS, ma nonostante questo è quasi ridicolo vedere nel 2021 un gioco con questa grafica girare così male.
Come se questo non bastasse, possiamo anche aggiungere i caricamenti considerevolmente lunghi, specie considerando il fatto che ogni singola zona del gioco, anche la più piccola, richiederà un caricamento passare a una qualsiasi altra zona adiacente, sommandosi dopo 30 ore di gioco in un considerevole spreco di tempo.

Concludiamo infine parlando velocemente del comparto audio che fa, stranamente, bene il suo lavoro su tutta la linea. Un ottimo doppiaggio, una soundtrack che regge bene tutti i momenti salienti ed effetti sonori che restituiscono feedback davvero soddisfacenti dopo ogni colpo andato a segno.

Ruined King: Una Storia Travagliata (e si sente).

L’opera di Airship Syndicate avrebbe dovuto uscire questa estate, dando il via all’evento della Ruination su League of Legends, e se avesse mantenuto i piani e le aspettative sarebbe stata decisamente un’esperienza videoludica di cui ricordarsi. Purtroppo, nonostante il rinvio di diversi mesi (e un’uscita senza preavviso, aggiungerei) il gioco non è stato in grado di mostrarci ciò che prometteva nelle prime ore di gameplay.
Resta senza ombra di dubbio abbastanza divertente da giocare nella sua interezza e sicuramente può essere un ottimo modo per approcciarsi all’universo di Runeterra, ma rimane nondimeno l’amaro in bocca per un’opera che avrebbe potuto essere molto, molto di più.

  • Un RPG con qualcosa di nuovo.
  • Un buon gioco dal punto di vista artistico.

 

  • Caricamenti lunghi e framerate basso.
  • Progressione dell'esperienza un po' da rivedere.
  • Non ci sono abbastanza HASAKI!

 

Muso - Biografia

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