Pubblicato il 18/05/21 da Ciro Muso Acanfora

Returnal

Un gioco di qualità
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A più di cinque mesi dall’uscita della più recente console targata Sony, finalmente è arrivata la prima vera esclusiva per PlayStation 5. E che esclusiva! Sviluppato da Housemarque e pubblicato da Sony Interactive Entertainment, Returnal è stato rilasciato il 30 aprile, e con il suo intreccio di rogue-like e bullet hell è stato una sorpresa decisamente inaspettata, ma altrettanto apprezzata.

La fine non è mai la fine

Il cuore del mondo di gioco non risiede solo nel suo ambiente inquietante, tetro e pronto a divorarci al primo errore, ma anche nella sua terrificante capacità di impedire alla protagonista (e purtroppo anche al giocatore, come vedremo più avanti) di fuggire. Dopo l’atterraggio d’emergenza sul pianeta alieno infatti, Selene sarà costretta a ripetere un ciclo di morte e rinascita fino a che non sarà in grado di inviare un segnale di soccorso alla nave madre ed essere salvata.

Per quanto il concetto base della trama sia semplice e, si potrebbe dire, già visto, il modo in cui i ragazzi di Housemarque sono riusciti a veicolare le emozioni di Selene e la narrazione complessiva del gioco è stato magistrale, mischiando momenti estremamente criptici (ma mai tanto da diventare frustranti) e plot twist geniali che si sposeranno alla perfezione con il gameplay e con il prosieguo del gioco.

Una casa inquietante nel bel mezzo di un mondo alieno in costante cambiamento? Tutto perfettamente normale.

“Ti ho mai detto qual è la definizione di follia, sì?”

E proprio parlando di gameplay è impossibile non menzionare il più grande difetto di Returnal: l’assenza di un sistema di salvataggio. Per quanto il gioco tenga bene a mente ogni cambiamento che avviene alla fine di ogni ciclo, per il giocatore è impossibile interrompere una delle run a metà e riprendere successivamente da dove aveva lasciato in sospeso, anche solo con un salvataggio temporaneo. Questo vuol dire che per una sessione unica il giocatore potrebbe dover essere pronto a impiegare un’ora, o forse anche due e più, prima di poter spegnere la console senza perdere i propri progressi.

Tolto questo problema, che gli sviluppatori hanno già fatto intendere di voler risolvere, il gioco si rivela un action frenetico e divertente, incentrato sul ripetere i cicli fino a trovare i giusti oggetti e ottenere abbastanza consapevolezza; persino i nemici più ostici diventeranno gestibili con il giusto equipaggiamento e un po’ di esperienza. La componente casuale del gioco però potrebbe costringere il giocatore a passare troppo tempo nell’area iniziale, in cerca di risorse necessarie a sopravvivere poi nelle zone successive.

Il cervello umano riesce a tenere traccia di un massimo di otto elementi contemporaneamente. A quanto pare, al boss non importa granché.

Un inizio promettente

Passando invece al lato tecnico, Returnal ci dà un’idea di quello di cui la nuova console di Sony è capace. A livello artistico il gioco si presenta bene, le aree di gioco sono spettacolari e spesso molto vaste, ma niente che possa far pensare al giocatore “Wow, questo non sarebbe mai stato possibile su PS4”. Non sono poi presenti caricamenti di sorta una volta iniziato a giocare (salvo alcuni caricamenti nascosti durante i cambiamenti di area).

Le ambientazioni sono favolose, ma il modello di Selene lascia un po’ a desiderare. La vedremo raramente in volto durante il gameplay, però un po’ più di impegno sarebbe stato apprezzato.

Il framerate invece è stato stabile per la prima metà della mia avventura, ma ha iniziato ad essere traballante nella seconda parte: non mi è chiaro se la cosa sia dovuta ad alcune zone e nemici poco ottimizzati o sia colpa della patch 1.003.001 che, secondo alcuni utenti, porterebbe alcune nuove problematiche all’interno del gioco.

Il comparto sonoro è ottimo, i suoni sono commisurati alla perfezione e sono tetri e ansiogeni proprio come si confà ad un gioco del genere, e anche le musiche da combattimento sono molto carine.

Una menzione d’onore anche al feedback aptico del nuovo DualSense, utilizzato molto bene. È difficile spiegare a parole quanto i cambiamenti di vibrazione e i grilletti adattivi si sposino bene con l’esperienza di gioco, ma è stato sicuramente un valore aggiunto non da poco.

Finalmente un gioco divertente

Per chi come me passa moltissimo tempo davanti ai videogiochi, spesso questi diventano un modo per passare il tempo e spegnere il cervello, quasi un’interazione passiva; mi rendo conto che un titolo è davvero di qualità quando non vedo sinceramente l’ora di riprendere in mano il pad e giocare per ore e ore, perdendo completamente la cognizione del tempo. Succede raramente, ma con Returnal è stato proprio così: un mondo complesso e in continua evoluzione, una trama e una lore coinvolgenti, un gameplay frenetico e divertente e infine ambienti meravigliosi. Onestamente non avrei potuto chiedere di meglio da questo gioco.

  • Gameplay entusiasmante che crea dipendenza.
  • Le sorprese non finiscono mai.
  • Ambientazioni estremamente curate.

 

  • Le run migliori possono durare ore, ma non c'è un sistema di salvataggio.
  • Alcune situazioni rendono gli attacchi nemici poco visibili.

Muso - Biografia

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