Pubblicato il 16/09/19 da Nicola De Bellis

Metal Wolf Chaos XD

...because I'm the President of the United States of America!
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Introduzione – C’era una volta in America Giappone

Nel 2019 è facile sapere tutto su tutto con un paio di clic. State leggendo questo articolo perché avete cercato il nome di un gioco su Google, forse siete incappati nell’articolo e vi ha incuriositi, forse un amico su Discord ve ne ha parlato e vi state informando. Nel 2004 le cose non erano altrettanto semplici. Immaginate, per un attimo, di tornare indietro di quindici anni: siete su un canale IRC o state leggendo un forum, qualcuno butta lì che il team di Armored Core ha creato anche un altro gioco sui mech, ma completamente fuori di testa. Il gioco è esclusivo al mercato giapponese, però, non lo troverete di certo in negozio, per giunta è un’esclusiva Xbox. Vi toccherebbe importare non solo il gioco dal Giappone, a prezzi esorbitanti. ma anche un’Xbox giapponese (o avere una console modificata, dispettosi). Ricordate che siamo nell’era pre-YouTube, ammesso che riusciate a trovare video del gioco, sono trailer giapponesi o video fumosi a risoluzione infima, spesso lunghi appena un paio di minuti. I Let’s Play ancora non esistono, l’emulazione è impossibile (perfino al giorno d’oggi). Recensioni in inglese o in italiano sono introvabili, gli screenshot sono poco meglio dei video.
Il gioco diventa un’esclusiva per l’elite folle abbastanza da addossarsi i costi di importazione, per gli amici che vivono in Giappone, per i cuggini (rigorosamente con due G) con console poco originali. Il mistero rende il gioco una chimera. Nasce così un cult.

Se vi faccio una premessa così lunga è perché giocare Metal Wolf Chaos XD nel 2019, grazie agli sforzi di General Arcade e Devolver Digital, non significa solo giocare un buon shooter in terza persona coi mech. L’originale gioco di FromSoftware, uscito nel 2004, è una reliquia, un premio ambito da tutti gli entusiasti di videogiochi che, per un motivo o per l’altro, non potevano accollarsi la spesa per provarlo con le proprie mani. Il mistero lungo quindici anni si dissolve, ma la domanda importante è questa: riesce Metal Wolf Chaos ad essere all’altezza delle aspettative?

Qualcuno ha chiamato il Presidente?

Trama – Welcome to the White House

Il presidente degli Stati Uniti pilota un robottone: questa è la premessa che ha acceso la curiosità di parecchie persone quindici anni fa. Spieghiamo un po’ meglio il contesto: gli Stati Uniti sono piedi all’aria a causa di un colpo di stato, capitanato dal Vice-Presidente Richard Hawk, il quale intende instaurare un regime fascista sotto la falsa pretesa di giustizia e patriottismo (tipici repubblicani, eh?). La Casa Bianca è sotto assalto e al Presidente Michael Wilson non resta che una chance: pilotare il mech presidenziale (che tutti i presidenti hanno, come ben sapete), fuggire dall’assedio e liberare personalmente gli Stati Uniti dalla minaccia repubblicana, nel nome della libertà su cui è stata costruita questa gloriosa nazione.
In questo gioco completamente giapponese c’è una leggerissima vena patriottica per gli U.S.A., giusto un filino. Come potete intuire, non si prende sul serio neanche per un secondo. Metal Wolf Chaos è una commedia al 100%, ogni linea di dialogo è una barzelletta, leggermente satirica, ma senza perdersi in diatribe politiche sul mondo reale.

Jody è la segretaria del Presidente e ci accompagna per tutta l’avventura, senza risparmiarsi mai una battuta.

Ok, è il momento di parlare dell’elefante nella stanza (e non il simbolo del Partito Repubblicano, huehuehue), l’inevitabile, sfortunata connessione agli eventi del mondo reale. Metal Wolf Chaos tocca, accidentalmente, qualche nervo scoperto, particolarmente al momento della sua release originale in un mondo post-tragedia dell’11 Settembre. La release sul mercato americano era prevista fin dal 2005, ma all’occidente non è andata molto giù l’idea di vedere soldati americani e veicoli dell’esercito, riprodotti con modelli 3D molto verosimili, nel ruolo dei cattivi ragazzi da schiacciare coi piedoni di un mech. L’idea di glorificare il presidente e la sua idea di liberare l’america per renderla di nuovo gloriosa è, di contro, spinosa per il 2019.
Metal Wolf Chaos, però, ha il superpotere di non prendersi sul serio. I collegamenti alle tematiche reali sono sfortunati, ma non intenzionali. La cultura giapponese era troppo distante, al tempo, per preoccuparsi di mettere su carta (o su disco, per meglio dire) della reale satira su uno stato distante migliaia di chilometri, geograficamente e culturalmente. Il patriottismo, in Metal Wolf Chaos, è la punchline, gli ideali democratici e repubblicani (incarnati, rispettivamente, dal Presidente Michael Wilson e dal VP Richard Hawk) sono di proporzioni cartoonesche, filtrate attraverso la lente giapponese. Tutte le cutscene e i dialoghi hanno un solo scopo: far ridere ed essere fichi allo stesso tempo. Nulla più, nulla meno.

Presidente contro VP in un duello mortale a bordo di robottoni. Un gioco molto serio e pacato.

Gameplay – Armored Patriot

Lasciamoci tutto alle spalle per parlare del gioco in sé. Per tutti coloro che avessero scoperto l’esistenza di FromSoftware solo nel 2011, in un mondo post-Dark Souls, è bene ricordare che le loro specialità erano i mech. La serie Armored Core è praticamente estinta da quasi un decennio, ma per un certo periodo è stato praticamente il loro Call of Duty. Il mech che dona il nome al gioco, Metal Wolf, si rifà parzialmente ai sistemi utilizzati in Armored Core, con parecchie semplificazioni. Il feeling del movimento è un po’ pesante, per restituire l’impatto di un robottone, ed utilizza lo stesso sistema di mira (ogni arma ha un mirino di dimensioni diverse, tutto ciò che entra nel mirino viene auto-lockato), ma i controlli sono molto più affini ad un tradizionale shooter in terza persona per console.
La simulazione di mech, tratto distintivo di Armored Core, è quasi completamente accantonata da Metal Wolf Chaos, che preferisce essere più veloce, più fluido e orientato all’azione pura. Metal Wolf può trasportare fino a otto armi contemporaneamente, tenerne una per mano e passare liberamente tra tutte le armi equipaggiate. Il sistema di salute non si cura di armatura o resistenza a certi tipi di armi, scegliendo invece una semplice barra della vita (divisa in segmenti, ogni segmento si ricarica, come uno scudo di Halo, ma esaurendolo viene perso).

Avreste mai pensato, un giorno, di combattere letteralmente contro la Casa Bianca?

La personalizzazione del mech è quasi del tutto assente. Sparsi per i livelli ci sono celle di energia da collezionare, ogni cinque celle viene aggiunto un nuovo segmento alla salute totale, questo è il massimo potenziamento possibile per il mech. Le armi, però, sono un’altra storia. Nel garage è possibile investire fondi presidenziali per la ricerca e la costruzione di numerose categorie di armi. La varietà è molto alta, da semplici pistole e fucili a gustosi bazooka, railgun e multi-lanciamissili.
Il lato negativo è che non tutte le armi sono utili, anzi, gran parte dell’arsenale è immondizia. Suggerimento importante per tutti coloro che si apprestano a giocare Metal Wolf Chaos: investite principalmente in machineguns e bazooka. La categoria delle machineguns sembra inutile, in quanto i primi modelli sono mitragliette dal danno misero, ma bastano appena un paio di investimenti per sbloccare la vostra prima chaingun, la categoria di armi più potente in assoluto. I bazooka sono altrettanto potenti e vitali, in quanto molti nemici possono essere danneggiati solo da armi esplosive.
Tutte le altre categorie di armi hanno i loro pregi, ma sono generalmente parecchio inferiori e renderanno il gioco più difficile. Già, perché Metal Wolf Chaos sa essere punitivo, come era tipico all’epoca della sua release. Un aspetto sfortunatamente ereditato da Armored Core è la tendenza a dare informazioni insufficienti (o del tutto sbagliate) prima della missione. Nel briefing dettagliato è possibile vedere una stima generica dei tipi di nemici che popolano il livello, ma i boss non sono contati, idem per i soldati a bordo di mech, contati come normale fanteria. Siete entrati in missione con equipaggiamento leggero per eliminare fanteria ed elicotteri? In realtà la missione richiede di abbattere alcuni bersagli vulnerabili solo ai bazooka e con uno strettissimo limite di tempo. Capita fin troppo spesso di entrare in missione, venire schiaffeggiati dalla sorpresina del livello, perdere, tornare al garage e ripensare la strategia da zero.
Personalmente non ho grossi problemi con questi trucchetti, ma io ci sono abituato da vent’anni. Altre persone là fuori potrebbero prenderla molto più sul personale. In generale, portate sempre con voi un paio di chaingun e un paio di bazooka e dovreste essere equipaggiati per gran parte di ciò che vi verrà tirato in faccia.

Comparto Tecnico – Serie B di serie A

Un’ultima nota importante sulla presentazione: Metal Wolf Chaos XD è un remaster, non un semplice port, e ne migliora alcuni aspetti. Le texture sono più pulite, è stato aggiunto un effetto ambient occlusion per migliorare le ombre ed altre pinzillacchere qui e lì. L’illuminazione è molto piatta, idem per le texture, ma visto in movimento riesce ad essere comunque molto piacevole, grazie agli eccellenti effetti di distruzione. Quasi tutto, in game, crolla o esplode in una gioia di pezzetti volanti, scintille e fiamme. Forse è proprio l’abbondanza di questi effetti che ha costretto il team ad abbassare la qualità di altri asset, pur di non far esplodere la console. Per il tempo, la production value è relativamente elevata, in realtà. Nonostante fosse, sostanzialmente, un grosso scherzo, Metal Wolf Chaos venne prodotto da un team di professionisti che sanno esattamente dove mettere le mani per risparmiare risorse e mettere a schermo grafica e animazioni piacevoli.

Gli effetti di distruzione sono abbondanti e molto piacevoli.

In aggiunta al remaster grafico, tutti i testi sono stati tradotti in lingue a noi comprensibili. Avete capito bene, testi, non voci. Quello che rendeva Metal Wolf Chaos una chimera, nel 2004, è proprio questo: tutte le voci sono in inglese e lo sono sempre state. Il gameplay è molto semplice e i menù sono intuitivi, quindi importare il gioco, al tempo, significava poterselo godere al 99% senza sapere una parola di giapponese.
In ogni caso, le voci originali sono rimaste invariate e non potrei essere più felice. Il doppiaggio è atroce, sembra che si siano impegnati per suonare il più forzati o inappropriati possibile. Il copione è palesemente tradotto male, con numerose frasi troppo lunghe o senza senso. Lo amo.
Metal Wolf Chaos ha la dose giusta di cattivo doppiaggio e humour esagerato per farsi volere bene da tutti. Ha quella qualità trash tipica dei primi anni del 2000 che lo rende speciale e prezioso. Le musiche meritano anche due parole, bloccate anch’esse in un vortice temporale, un’epoca in cui la colonna sonora poteva contenere tracce di numerosi stili contemporaneamente. Si balla tra lo stravagante jazz fusion dei menu e il rock aggressivo in missione ed è tutta buona musica. Anche le tracce più esotiche sono un piacere per le orecchie.

Conclusioni – Okay, LET’S PARTYYYYYYY!

Metal Wolf Chaos XD è esattamente il tipo di gioco che fa per me, il me sepolto dentro, il bambino interiore che ancora si diverte con Earth Defense Force. A livello di gameplay non è straordinario, ma è solido e piacevole, con controlli e feeling perfetti. Quello che lo rende speciale è tutto il resto, la gloriosa celebrazione del patriottismo americano in forma di commedia, scritta da persone che l’America non l’hanno vista neanche col binocolo. In sostanza, Metal Wolf Chaos XD è il gioco perfetto e il mio voto finale è di 50 stelle su 50 striscie. Perché?

Perché io sono il presidente degli Stati Uniti d'America.
Because I’m the President of the great United States of America!

Perché sì:
Perché no:
  • Humour e presentazione eccellenti
  • Gameplay semplice, ma piacevole
  • Ottime musiche
  • Distruzione a palate
  • Alta rigiocabilità

 

  • Difficoltà altalenante
  • Armi sbilanciate
  • Alcuni boss frustranti

AMERICA

FUCK YEAH!

Jack Ryder - Biografia

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Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.