Pubblicato il 12/09/19 da Samuel Castagnetti

Gears 5

Semplicemente grazie!
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Introduzione – Brothers meet again

Di inverni la serie di Gears of War ne ha visti parecchi, alcuni molto più felici di altri, dopo uno “dry spell” abbastanza prolungato mi sento di dire che gli ingranaggi sono tornati a girare.
Una saga partita con un primo capitolo innovativo ma non privo di difetti, consolidata e spettacolarmente conclusa con un secondo e terzo capitolo da pelle d’oca, la serie si era poi incastrata in un angolo polveroso dell’industria, con il fallimentare Judgement che ha segnato come una ferita ancora aperta la saga; infine Gears of War 4, che ha riaperto timidamente le danze per quello che effettivamente è uno dei migliori Gears di sempre: Gears 5.
Andiamo quindi a vedere insieme cosa rende Gears 5, un successo a mio parere.

Primo colpo d’occhio nel nuovo Gears 5.

Trama – Oro, Incenso e Mirrah

La storia prosegue quanto narrato nel quarto capitolo, ma lo fa in grande. È doveroso sottolineare che il mood e le sensazioni sono diverse da quelle della trilogia originale, e lo rimangono, oserei dire per tutto il gioco salvo il quarto atto. Il fatto che la sensazione sia differente non è un male, d’altronde è differente anche il gioco ed i suoi personaggi. A proposito di personaggi, fortunatamente JD viene messo largamente in secondo piano (lo trovo un personaggio assolutamente indegno dell’essere il figlio di suo padre), e la torcia, almeno per questo capitolo, viene più che giustamente passata nelle mani di Kait. La connessione forte con il finale di Gears 4 ha portato a questa scelta, e fortunatamente direi, Kait risulta un personaggio assolutamente godibile e con quel livello di complessità necessario per essere il lead in questo capitolo.
Moltissimo spazio viene offerto a Delmont, simpatico, ma poco altro. Sotto l’aspetto della trama il gioco è gestito molto bene, il pacing è funzionale alla narrazione e l’introduzione di alcuni elementi di level design aumenta la longevità in maniera non troppo invasiva. È inutile nascondere che qualche passo falso è presente, come vari escamotage poco nascosti per gestire alcuni elementi di trama, ad esempio personaggi che a caso diventano “cattivi”, per poi tornare buoni esattamente quando le necessità narrative hanno fatto il loro corso. Detto questo, quella che possiamo chiamare umanizzazione dei COG, seppur parzialmente riuscita, funziona, ma il Cole Train continui a non fermarlo. Complessivamente spettacolare, emozionante, divertente e ben gestito, devo dire che durante il quarto atto quella sensazione da saga originale un pochettino è tornata.

Kait è una cosmonauta.

Gameplay – Gears of Gore

È inutile nascondersi dietro a un dito, il gameplay di Gears è il solito. Ci sono alcune aggiunte significative, ma in linea di massima non siamo andati nel futuro di mille anni, è lo stesso di sempre e va bene così. L’aggiunta di Jack è assolutamente interessante e utile: Jack è un robottino volante che offre vari “servizi”, quali invisibilità, scudi, scan ad area e molti altri. Queste skill si possono migliorare tramite l’utilizzo di componenti che si trovano nel mondo di gioco e completando alcune side quest. Eh sì, side quest, perché il mondo di Gears 5 comprende due aree “open world”. Open world è virgolettato perché è open, ma non è davvero open, nel senso che si tratta di due grandi aree percorribili con lo Skiff (un mezzo a trazione eolica) che contengono approssimativamente qualche side quest e le missioni principali, con assolutamente nient’altro da fare.
Per essere più chiari possibile, se vi aspettate Red Gears of Redemption avete sbagliato tutto. Sono semplici aree che servono a spezzare la linearità del titolo ed a offrire attività varie, propedeutiche al famoso allungamento del brodo, ma siccome il gioco è bello nessuno si lamenta.

Surfin’ S-E-R-A!

Multiplayer – Escape from Horde

Ancora una volta il multigiocatore classico e la modalità Orda sono bene o male analoghi a quelli che abbiamo sempre conosciuto, con qualche spruzzo cosmetico in più. È evidente che, oltre alla campagna, The Coalition punti ad avere una base PvP stabile nel tempo, peccato per i server che, almeno per il momento, non sono stati gentilissimi con me. il PvP classico offre un buon numero di modalità ma, come detto in precedenza, nulla è davvero nuovo a livello di meccaniche.
L’Orda, la modalità co-op regina di Gears, rimane sempre divertente, anche se dispendiosa in termini di tempo con le sue 50 ondate, ed è qui che entra in gioco Fuga. La nuova modalità, che riduce i tempi della modalità orda, offre un’esperienza più veloce e compatta, meno tattica ma sicuramente divertente. Il comparto multigiocatore è più solido che mai per un Gears, Fuga necessita di qualche contenuto in più m,a una volta che avrà acquistato varietà, sicuramente se la giocherà con Orda ad armi pari.

Gehd du da choppah!

Comparto tecnico – Un pugno di sabbia e uno di neve

Nulla da dire in negativo su entrambi, gran lavoro sia tecnicamente, che su PC rende benissimo, sia a livello di audio, sempre on point. Ho avuto qualche calo di frame rate. solo per colpa mia e solo quando ho alt-tabbato su una finestra Chrome con una ventina di tab aperte, ma a parte questo è andato sempre tutto liscio. L’unica critica per quanto riguarda l’audio è che ho stupidamente scaricato il gioco in italiano e ho sofferto davvero tanto, de gustibus non disputandum est.
A parte posizioni prese in partenza, il doppiaggio italiano è sinceramente altalenante, con pezzi doppiati meglio di altri, ma per certi versi succede sempre ed in tutte le lingue quando si tratta di videogiochi. Un plauso va alla schermata opzioni, che permette di ottimizzare facilmente i vari settaggi per il proprio setup, con una semplice visualizzazione dell’impatto che hanno sui vari componenti hardware (ovviamente su PC).

Remember Reach.

Conclusioni – Guess who’s back

Grazie The Coalition, finalmente Gears of War è tornato! Non è privo di difetti ed in larga parte sperimentale, ma molti di questi esperimenti e dei cambiamenti apportati dai developer sono a mio parere riusciti. La scelta di Kait come protagonista a me non infastidisce e la trovo sensata nei termini della trama, oltre ad essere probabilmente il personaggio più interessante tra quelli introdotti in Gears of War 4.
In fin dei conti Gears 5 è un pacchetto completo, come da anni non si vedeva nel panorama shooter, gran bella campagna, gran bel multiplayer e modalità co-op.

Perché sì:
Perché no:
  • Main quest di livello
  • Tantissima lore e approfondimenti
  • Gameplay on point ma...

 

  • ... l'open world è mediocre
  • Alcuni personaggi sono spessi come un foglio di carta

Cole Train

Lore

Trama

Gameplay

Rednek - Biografia

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C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.