Pubblicato il 06/12/21 da Ciro Muso Acanfora

Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition – Rockstar, che succede?

Un fallimento inaspettato.
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Pochi giochi hanno segnato la storia del media videoludico come i giochi presenti nella Grand Theft Auto Trilogy, da Grand Theft Auto III a Grand Theft Auto: Vice City, concludendo con l’eternamente acclamato Grand Theft Auto: San Andreas, i titoli che hanno reso universalmente nota Rockstar rimangono nel cuore di milioni di videogiocatori e buona parte di coloro che leggeranno questa recensione hanno dei ricordi correlati ad almeno di uno di questi.

Quando qualche mese fa è stata annunciata una versione remastered, seguendo gli esempi di successo offerti da Crash e Spyro, il pubblico ha sognato di poter tornare fra le vie di Liberty City e Los Santos, rivivendo le avventure e i tradimenti che hanno fatto sognare la scorsa generazione di gamer.

Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition è uscito lo scorso 11 Novembre a “cura” di Grove Street Games e pubblicato da Rockstar per PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X|S, e mio malgrado non è per niente quello che mi sarei aspettato.

Miglioramenti grafici, ma (purtroppo) non solo.

Iniziamo partendo dalla parte grafica.

Quando è stata annunciata al pubblico una remastered per la trilogia che ha reso famoso Grand Theft Auto ci sono state persone, fra cui il sottoscritto, che temevano un semplice “rilancio” dei vecchi capitoli della serie con poco lavoro aggiunto. Niente più che texture scalate e una risoluzione migliore, giusto per poter affibbiare la dicitura “versione migliorata” a questi tre giochi.

Qualche tempo dopo però sono stati presentati dei video trailer che presentavano un confronto fra quello che era la versione originale e la nuova versione del gioco, accompagnato da un inevitabile: “Beh dai, sembra che un po’ ci abbiano lavorato sopra, potrebbe valerne la pena!”
Spoiler alert: Non del tutto.

La nuova Vice City contro la vecchia Vice City.

A onor del vero, c’è da dire che il lavoro fatto nei primi due giochi è discreto. I personaggi, in particolar modo i protagonisti di GTA III e GTA Vice City, sono qualitativamente superiori (e anche di molto) rispetto ai corrispettivi all’interno dei giochi originali, e in generale il mondo di gioco è stato tirato a lucido con texture, risoluzione e illuminazione decisamente più adatte a delle piattaforme next-gen.

Ma arriviamo al punto saliente.

Per quanto alcune migliorie siano oggettivamente curate, ci sono state tantissime sviste da parte degli sviluppatori specialmente sul capitolo che più di tutti ha reso nota questa saga: GTA San Andreas. Scritte sulle vetrine dei negozi completamente errate, rigging dei personaggi a dir poco raccapricciante, texture dell’acqua che se viste dalla distanza sembrano una scacchiera, una pioggia che rende il gioco al limite dell’ingiocabile…  
Insomma, se GTA III e GTA Vice City hanno sicuramente beneficiato su molti fronti da questa nuova versione del gioco, GTA San Andreas è senza ombra di dubbio peggiorato più di quanto sia migliorato.

Come è possibile vedere già da questa immagine, se per Claude e Tommy c’è stato un drastico miglioramento, CJ non ha avuto la stessa fortuna.

Grand Theft Auto Trilogy: un buco nell’acqua sotto tutti i punti di vista.

Passando invece al lato tecnico c’è molto da dire, ma poco da lodare.

Tutti e tre i giochi soffrono bene o male delle stesse problematiche, partendo innanzitutto dal framerate. La versione da noi giocata, su PS5, presenta due modalità:

  • La modalità “Fedeltà”, che permetterà di giocare il gioco con una qualità grafica migliore ma che non può andare oltre i 30 FPS.
  • La modalità “Prestazioni”, che permette di rinunciare a qualche gioco di luci e ombre per portare il gameplay a 60 FPS.

Per quanto sia assurdo giocare a una remastered a 30 FPS, nonostante i giochi non siano decisamente al pari con gli standard odierni in termini di qualità poligonale e texture, sarei anche stato in grado di accettare questo compromesso se solo il gioco fosse stato in grado di mantenere fede alle sue promesse e offrire un’esperienza con un framerate di roccia. Così non è, perché succederà spesso di trovandosi in situazioni che presentano numerosi fonti di illuminazione in cui il gioco vedrà calare i suoi FPS vertiginosamente. Mai tanto da renderlo ingiocabile, ma sicuramente abbastanza da renderlo inaccettabile.

Eviteremo di soffermarci sui numerosi bug che portano al di fuori del mondo di gioco, ma alcuni di questi sono piuttosto ricorrenti sempre negli stessi punti.

Anche la qualità audio del doppiaggio è purtroppo carente, principalmente in GTA III e GTA San Andreas saranno presenti vari dialoghi a stento comprensibili, se non tramite l’utilizzo di sottotitoli. GTA Vice City presenta inoltre una peculiare IA che porta gli NPC a guidare in maniera decisamente poco coerente con quello che dovrebbe essere il mondo di gioco (anche se abbastanza coerente con quello che sarà il comportamento del giocatore), provocando numerosi incidenti e omicidi stradali.

C’è inoltre da far notare che, almeno, i caricamenti saranno davvero rapidi rispetto alle versioni originali.

Ma almeno è ancora divertente?

Oh sì, assolutamente sì.

Se il vostro obiettivo è quello di riscoprire le avventure di Claude, Tommy Vercetti e CJ, vivendo un mondo di gioco senza bug o glitch che vadano ad inficiare la vostra esperienza e la vostra immersione, allora probabilmente vi converrebbe ingoiare la pillola amara e giocare le versioni originali, con una grafica decisamente più brutta ma probabilmente più stabili.

Se invece il vostro intento è di passare qualche ora divertendovi a sparare a gente a caso e rivivere i pomeriggi con gli amici della vostra gioventù allora GTA Trilogy sarà in grado di intrattenervi a dovere: al netto delle promesse non mantenute, come ad esempio nuovi checkpoint all’interno delle missioni nella trama principale (personalmente ho SEMPRE dovuto ricominciare la missione da zero, tutte le volte che sono morto), i tre capitoli di Grand Theft auto mantengono la loro innata indole di gioco perfetto per il “cazzeggio” più puro, complice anche la presenza degli originali trucchi che permetteranno di dare sfogo alla malvagia fantasia di ogni giocatore.

Guidare un Hydra era emozionante all’epoca e rimane emozionante anche oggi.

Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition. Una remastered da dimenticare.

Rockstar è da ormai numerosi anni considerata una delle azienda all’apice dell’industria videoludica, nell’Olimpo delle compagnie in grado di produrre un capolavoro dopo l’altro. Nessuno si aspettava una rivoluzione rispetto agli originali, ma senz’ombra di dubbio chiunque abbia atteso l’uscita di questa remastered sperava in un prodotto di qualità al pari di qualsiasi altra loro release negli ultimi 20 anni.

Mi duole dirlo, ma purtroppo questa volta non è stato così. Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition è un prodotto decente sotto molti punti di vista, ma assolutamente inaccettabile sotto molti altri. È senza ombra di dubbio possibile ipotizzare (e sperare) che i giochi vengano sistemati tramite delle patch, ma al momento della scrittura di questa recensione è difficile consigliare l’acquisto.

  • Illuminazione e texture migliorate in tutti e tre i giochi.
  • Componente divertimento invariata, se non addirittura migliorata.

 

  • Comparto tecnico imbarazzante.
  • Alcuni bug possono essere nocivi per il gameplay.
  • Più divertente, ma per i motivi sbagliati.

Muso - Biografia

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