Pubblicato il 05/08/19 da Nicola De Bellis

Blazing Chrome

Pioggia di piombo
Developer: /
Publisher: , /
Piattaforma: , , , /
PEGI:

Introduzione – Lettera d’amore

Ah, le coincidenze della vita. Proprio qualche settimana fa ho gettato l’occhio sulla Contra Anniversary Collection, concludendo che riesce a ricordare al mondo che Contra esiste, ma non si sforza di fare altro. Neanche due settimane dopo arriva sugli scaffali virtuali un gioco che lo sforzo lo fa con grande piacere.

Blazing Chrome, sviluppato da JoyMasher per PC, Switch, PlayStation 4 e Xbox One, è una lettera d’amore indirizzata a Contra, scritta da chi ha già stilato lettere verso Ninja Gaiden (Oniken) e Castlevania (Odallus). Non esattamente gli ultimi arrivati nel campo degli omaggi ai classici ’80/’90.
Blazing Chrome, esattamente come i precedenti lavori della software house, non è un’ode ad un singolo gioco; in questo caso specifico, l’ispirazione principale è Contra Hard Corps, ma incorpora anche elementi di Metal Slug e perfino omaggi al loro stesso Oniken.

Tutto come ai bei tempi andati…

Trama – La guerra dei tostapane

Siamo alla fine del ventiduesimo secolo e la guerra contro le macchine ha raggiunto il suo atto finale. Purtroppo, la squadra in svantaggio è quella degli esseri umani (l’omaggio a Terminator non è casuale ed evidenzia da subito il reale spirito del gioco). Della resistenza umana è sopravvissuto solo un manipolo di soldati, bloccato oltre le linee nemiche in una missione suicida. Nei panni della soldatessa Mavra e di Doyle, tostapane riconvertito per giocare nella squadra dei buoni, sta a noi distruggere il nucleo della fortezza delle macchine e porre fine alla guerra.
La storia si racconta in brevissime cutscene, introduttive e finali, e narra poco più di quanto ho riportato. Non che la cosa sia negativa, questo è il tipo di gioco in cui sono le pistole a parlare, e conoscono una parola sola.

Gameplay – Spara o muori. O entrambi assieme.

Come anticipato, l’ispirazione principale arriva da Contra Hard Corps per Mega Drive ed è visibile in svariati elementi. Il sistema di armi, per iniziare, permette di portarne fino a quattro tipi contemporaneamente e passare liberamente tra tutte quelle raccolte, con l’arma equipaggiata persa al momento della morte. La rotolata evasiva è un altro elemento ripreso da Contra Hard Corps (in cui era, invece, una scivolata), una buona aggiunta che aumenta la varietà di approcci ai livelli (soprattutto a difficoltà massima). Potrei andare avanti e citare i livelli a bordo della moto, il boss che ci insegue dal lato dello schermo, il fatto che controlliamo una soldatessa ed un robot (anche se quest’ultimo è a dimensioni d’uomo, al contrario del piccolo goblin di metallo del gioco Konami), l’aggiunta dei veicoli pilotabili e dell’attacco corpo a corpo, ripresi invece da Metal Slug, c’è tanto su cui puntare il dito.

I livelli sulle moto sono direttamente ripresi da Contra Hard Corps.

Non intendo mettere Blazing Chrome in cattiva luce menzionando tutto ciò (o mettere il mio possente cervello in buona luce per aver notato tutti i riferimenti), anzi, voglio enfatizzare come ciò sia positivo. Questo gioco è la collimazione di decenni di design e passione per il genere. Blazing Chrome raccoglie tutto, ma proprio tutto, di trent’anni di run’n’gun, scremandone tutta la fuffa fastidiosa.
Ad esempio, con pochissime eccezioni, i nemici non respawnano all’infinito. Un trucchetto classico per aumentare la difficoltà, soprattutto nelle versioni arcade, erano orde infinite di nemici, spesso con fastidiosi pattern randomizzati (Metal Slug, in particolare verso i livelli finali, è un noto colpevole). In Blazing Chrome questo non accade quasi mai, con la rara eccezione del nemico extra che appare per costringerci a non restare assolutamente fermi in un punto. Questo aiuta il gioco a fornire una sfida onesta, con pattern prevedibili da imparare. La logica si estende anche ai boss, generalmente forniti di attacchi ben telefonati con raggi d’azione definiti e visibili. Le occasionali sbavature sono, purtroppo, presenti, ma generalmente il gioco è limato il più possibile.

In generale, l’esperienza offerta da Blazing Chrome è esattamente il tipo di gioco che ricordate quando pensate a Contra o Metal Slug. Enfasi da porre sul “gioco che ricordate”, poiché la memoria è barbina e tende a dimenticare gli aspetti negativi. Blazing Chrome questi aspetti li rimuove del tutto, concentrandosi, invece, sul tentare di essere il meglio che il genere possa offrire.
I livelli sono molto variegati, i boss piovono a catinelle e, una volta finita la breve campagna (appena due o tre ore), offre nuove modalità, la difficoltà Hardcore (che rimuove i salvataggi e costringe ad un numero di vite limitato) e due personaggi alternativi che offrono un tipo di esperienza completamente diverso. I due ninja (un piccolo auto-omaggio al gameplay di Oniken, ma ispirati anche da altri classici del passato) non hanno armi da fuoco, solo la spada, ma rispetto ai soldati sono più veloci, menano più duro, saltano più in alto, hanno una schivata a mezz’aria e possono caricare il colpo in modo che attraversi l’intero schermo. Rigiocare Blazing Chrome nei panni dei ninja significa sperimentare un nuovo gioco, il che aiuta parecchio la rigiocabilità, a fronte di una campagna base molto corta.
Parte della scarsa lunghezza è forse da imputare al comparto tecnico. No, non è un giudizio negativo, anzi.

Il plasma è l’arma più interessante, normalmente spara piccoli laser, ma caricandolo diventa un raggio che raggiunge l’intero schermo.

Grafica e sonoro – Retrogusto retro e di gusto

A livello di presentazione, Blazing Chrome è di una bellezza rara. La pixel art dettagliatissima, dagli sfondi alle tonnellate di animazioni, dipinge un quadro straordinario. Le linee guida sono, ancora una volta, da ritrovare in Contra Hard Corps, dal quale riprende la palette di colori sporca e metallica, come ovvio omaggio all’estetica Mega Drive (vedere anche Ranger-X e Alien Soldier per esempi simili). Un comparto tecnico di qualità così elevata ha, di certo, richiesto fin troppo tempo per essere realizzato da un team così piccolo, tagliando di parecchio le possibilità di aggiungere più livelli e feature.
Eccellente anche il lato musicale, con una colonna sonora ispirata dal recente sound retrowave e molto gradevole. Pezzi come quelli del secondo livello e del boss finale, in particolare, fanno ribollire il sangue nelle vene durante l’azione. Questo è un punto molto specifico per pazzoidi come me, ma l’unica cosa irritante è che la musica resta a metà strada tra l’emulare il sound graffiante del leggendario chip Yamaha YM2612 e l’utilizzo di sample più morbidi multicanale, generalmente più comuni su Super Nintendo o alcune schede arcade. Un suono più deciso in una direzione o nell’altra sarebbe stato migliore, ma, come ho detto, è qualcosa che solo i pazzi come me tendono a notare.

Se c’è una cosa negativa è che non si spinge sugli stessi livelli di follia sperimentale che altri giochi del tempo osavano. Lo scrolling dei fondali velocissimo, i boss giganti con gli arti animati in rotozoom, sono tutte belle cose, ma lascia finalmente volare il sangue con la pura insanità, degna della demoscene di inizio anni ’90, solo durante il lunghissimo e difficilissimo boss finale.
Onestamente, voglio sperare che in futuro un Blazing Chrome 2 venga al mondo per darmi ancora di più di tutto ciò che mi è piaciuto.

Ovviamente le battute finali sono in una base piena di schifezze biomeccaniche. È una tradizione.

Conclusioni – Bis, per favore

In realtà questo è un buon riassunto per Blazing Chrome: l’ho adorato, ne voglio di più. È uno splendido run’n’gun che, nonostante i mille omaggi al passato, si sorregge sulle sue gambe come una gemma del genere. L’unico problema è che ce n’è troppo poco, ne voglio di più. Voglio più livelli, più personaggi, più boss folli con più effetti grafici fuori di testa che riportino alla mente le demo hardware del tempo.
Non prendete la scarsa longevità di Blazing Chrome come un fattore negativo: pochi giochi riescono a lasciare una fame così intensa.

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay raffinatissimo
  • Pixel art stupenda
  • Personaggi alternativi
  • Grande varietà

 

  • Molto molto corto
  • Pochi extra da sbloccare

pixel art

gusto rétro

pioggia di piombo

Jack Ryder - Biografia

Avatar
Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.