Pubblicato il 29/07/19 da Kevin Ferrari

Rage 2

Quando il gunplay non è tutto!
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Introduzione – Una caramella dal retrogusto amaro

Rage 2 si potrebbe definire come una caramella al limone frizzante, tipo quelle che si trovavano nelle case delle proprie nonne: dolcissime all’esterno, talmente dolci che incantavano le papille gustative, ma poi, all’improvviso, l’amaro e l’acidulo del succo frizzante. Quello che faceva fare strane facce. Ecco, il rivestimento esterno è il gunplay: bello, dinamico, intrigante e dannatamente divertente; talmente bello che non vorremo mai finisse. Mentre invece l’interno è il succo del gioco: privo di contenuti. una campagna principale molto breve e un comparto tecnico non totalmente soddisfacente. Questo succo rovina la parte superiore perché non è abbastanza dolce da sovrastare la parte amara, offrendo nel complesso un gusto meh, cioè è mangiabile, ma se ne protrebbe fare a meno.
Dietro allo sviluppo di Rage 2 ci sono due studi di sviluppo: Avalanche Studios e id Software. La prima è quella che ha svolto il grosso del lavoro, sviluppando il gioco, mentre la seconda si è occupata di supervisionare il titolo. L’influenza di id Software si potrebbe definire un salvavita per il gioco che si è dimostrato molto carente nei lati non legati al gunplay. Adesso, passo per passo, andremo ad analizzare Rage 2 in tutto e per tutto, non lasciando niente al caso, così da vedere cosa è andato storto nello sviluppo.

Trama – La fiera dei cliché

C’è un protagonista, Walker (all’inizio del gioco si può scegliere il suo sesso), che perde sua “madre” e la sua casa durante l’attacco di una fazione cattiva. Da quel giorno si prefissa un obbiettivo di vendetta, cercarando alleati per sconfiggere il nemico. Durante il viaggio incontrerà molteplici persone che lo aiuteranno a crescere, a migliorare le sue abilità ed a trovare una quadra che lo coadiuverà nel suo piano per vendicare la defunta madre. Quanti cliché avete contato? Anche se sembra che il mio obiettivo sia quello di ridicolizzare la trama di Rage 2, ahimè non è così: la storia principale è molto semplice e cade spesso nel banale, nonostante i personaggi che si interfacceranno con Walker siano caratterizzati bene. La “fazione cattiva” è l’Autorità, il principale nemico, capeggiata dal redivivo Generale Cross (con un esoscheletro che definire “molto figo” è quasi un insulto), che intende dominare il mondo grazie al suo esercito di abomini partoriti da malati e controversi esperimenti genetici.
Dopo questo grande ritorno direttamente dal primo Rage, si potranno trovare altre fazioni nemiche che, durante l’avventura di Walker, daranno non poco filo da torcere: i Sudari Immortali saranno i nemici più ostici di Rage 2, grazie alla loro avanzatissima tecnologia di combattimento e i loro mezzi devastanti; i Bulli e i Cinghiali, ossia i comuni rider, sono i nemici più presenti nonché quelli più deboli. Schiacciarli con il nostro veicolo sarà sempre un piacere. Però, o voi persone amanti della lore, non preoccupatevi: in giro per la mappa, nei vari punti di interesse, potete trovare i datapad, dei collezionabili che mostreranno discussioni, pensieri o insulti riguardanti il mondo di Rage 2.

La debolezza nel comparto narrativo si mostra pure nelle missioni secondarie, che sono poche e molto simili tra loro: vai in zona A e uccidi tutto e tutti; se va di fortuna si potrebbe beccare un Boss.

IL cattivone del gioco: il generale Cross.

Avalanche Studios è famosa per creare mappe molto grandi, basti pensare che la mappa di Just Cause 2 è una di quelle più grandi nel mondo dei videogiochi e anche in Rage 2 la mappa non è da meno: grande, dettagliata e con molteplici biomi. La diversità delle zone (deserto, palude, foresta, città diroccate e complessi cittadini) è sicuramente un lato positivo che rende l’esperienza di Rage 2 più coinvolgente, fornendo al giocatore quella diversità che basta per apprezzare il contesto ambientale. Sotto il punto di vista tecnico non c’è molto da criticare, in quanto tutte le zone sono ben interconnesse attraverso strade ben visibili nella minimappa e facilmente raggiungibili con i veicoli. Sfortunatamente non ci sono zone segrete di particolare interesse, ma la presenza di easter eggs non manca: riferimenti a Doom, partendo dalle armi più iconiche fino a Tim Willits, riferimenti al capitolo precedente e cose strane… fidatevi, cose strane.

La nota dolente, collegata al comparto narrativo, è data dalle pochissime attività che il mondo di gioco offre. Può essere bellissimo, con scorci mozzafiato e prospettive superbe ( e di fatto è proprio questo il caso), ma se il gioco non offre un giusto numero di attività in rapporto alla grandezza della mappa, tale vastità è inutile e rende il gioco solamente noioso

Non solo puro divertimento, ma sono trattate anche tematiche sociali in Rage 2… circa.

Nonostante la banalità e la longevità, molto contenuta, trovo ingiusto condannare la trama di Rage 2: sì, il comparto narrativo è quello più debole del gioco, ma in questa sua (estrema) semplicità funziona. La storia regge e non ha bisogno di DLC per essere spiegata. La sua funzione è solo quella di fornire un pretesto per andare a sparare a qualsiasi cosa capiti a tiro.

Gameplay – Sparare è la fine del mondo

Questo sono le prime parole di felicità che abbiamo esclamato quando ho ucciso il primo nemico in Rage 2. Il gunplay è sicuramente il pilastro che sorregge questo gioco e, probabilmente, se non ci fosse stata la mano di ID Software non si sarebbero raggiunti gli stessi risultati. La ruota delle armi, che ne comprende 9, è funzionale e perfettamente bilanciata, offrendo più tipologie di armi diverse l’una dall’altra, proponendo così un’enorme quantità di approcci possibili al combattimento. Inoltre, ci sono armi che hanno un effetto secondario che le cambia totalmente, come il fucile da combattimento: normalmente è un fucile a pompa, ma mirando si trasforma in fucile di precisione che spara onde d’urto.

La frenesia non manca in Rage 2.

A condire il divertimento del gunplay è la resa sonora degli scontri e la vibrazione del controller: la soddisfazione che si prova quando si uccide un nemico è condizionata anche da questi dettagli, piccoli, ma fondamentali. Il rumore diverso di ogni tipo di arma, la netta distinzione dei suoni quando si ricarica, il rumore viscerale delle teste spappolate, la vibrazione ben calibrata a ogni colpo sparato e subito. La cura e la dedizione per il proprio lavoro è una caratteristica ricorrente di id Software, e anche Rage 2 non è esente dall’amore che lo studio dedica. Sfortunatamente, il gunplay non è l’unica componente di questo gioco, sennò era già Game Of The Year a mani basse.

Spostiamoci dal bello al meno bello con la guida e i veicoli. Sono tanti, ma proprio tanti, e diversi. I modelli sono ben realizzati e idonei al contesto, stravaganti e particolari come Mad Max… ma così è anche troppo! Uno dei precedenti lavori di Avalanche Studios è Mad Max, un gioco molto godibile e a tratti unico, passato un po’ in sordina. Le feature principali erano la guida, la personalizzazione e gli assalti dei veicoli, e nonostante non fossero perfette, il gioco era divertente e molto godibile. Anche se in maniera più ridotta, i meccanismi di guida di Rage 2 sono i medesimi del gioco datato 2015. Non che ci sia nulla di male: la guida è godibile e non ci si può lamentare, ma durante le partite c’è quella sensazione di già visto per chi ha già passato del tempo giocando a Mad Max.

Le fortezze su ruote sono un forte richiamo a Mad Max.

Comparto tecnico – Un’estetica apocalittica

Per l’occhio Rage 2 è senz’altro bello da vedere, anche se non particolarmente dettagliato. Le texture non sono spesso in alta definizione e gli shader un po’ innaturali fanno storcere il naso, ma, nel complesso funziona. Inoltre gli effetti particellari sono molto belli e rendono le esplosioni decisamente spettacolari.
Sul punto di vista dei modelli invece siamo su un altro livello: ben definiti, particolari e affascinanti. L’unica pecca è la qualità delle texture, ma per il resto sono davvero ottimi.

Il comparto sonoro ha una qualità altalenante, ma sfortunatamente la parte negativa prevale su quella positiva: dove assistiamo a un audio eccelso nell’ambito gunplay, tutto il resto non è niente di particolare, se non addirittura scarso. Ad esempio, tutto ciò che riguarda il doppiaggio: alcuni doppiatori non sono riusciti a immedesimarsi nel contesto creando così delle situazioni molto fuori luogo in alcune scene.

Abbiamo già detto che i modelli sono curati?

Bug e glitch sono la norma nei giochi Bethesda e Rage 2 non manca all’appello, ma, fortunatamente, non sono frequenti e talvolta strappano anche qualche risata. Per quanto riguarda l’ottimizzazione, abbiamo provato il gioco su Playstation 4, pertanto ci esprimiamo solo riguardo ciò che abbiamo visto su questa piattaforma: il frame-rate si aggira attorno ai 30 FPS, ma in zone molto affollate e nelle città si presentano cali importanti portando il frame rate sui 10-20 FPS, una cosa per niente buona. Non capitano spesso delle scene dove si dovrà fronteggiare un grosso numero di nemici, ma, quando accade, il frame-rate ballerino potrebbe diventare un ostacolo al divertimento.

Una menzione particolare va alla fotocamera del gioco: facile, intuitiva e offre molteplici spunti artistici. Per chi adora immortalare i propri ricordi nei videogiochi o creare immagini ad effetto, la fotocamera di Rage 2 è senza ombra di dubbio quello che fa al caso vostro.

Le città sono un punto vivo del gioco, nonché un ottimo spazio per provare la fotocamera.

Conclusioni – Divertente, ma per poco

Rage 2 è indubbiamente un gioco divertente, ma dura troppo poco. Una mappa grande e ben variegata non è sufficiente per divertire quando mancano le attività da svolgere, ed è davvero un enorme peccato. Il comparto narrativo non è nulla di entusiasmante e neppure quello tecnico brilla moltissimo, però bisogna dire che è ben voluto dall’occhio se visto nel complesso.

Il gioco è disponibile per Playstation 4, Xbox One e PC a un prezzo medio di 40 euro.

Perché sì:
Perché no:
  • Gunplay fenomenale
  • Modelli curati
  • Complessivamente bello da vedere
  • La Fotocamera è una bella chicca

 

  • Poco longevo
  • Comparto Narrativo troppo debole
  • Aspetti tecnici non all'altezza delle aspettative
  • FPS non stabile

Gunplay

Mappa

Modelli

Combattimenti

Guida e Veicoli

Kevin Ferrari - Biografia

Kevin Ferrari
Cresciuto con la mitica PlayStation 1, la mia passione dei videogiochi è cresciuta esponenzialmente nel tempo fino al punto di volerla condividere. Se volete rendermi felice leggete un mio articolo e criticatelo.