Pubblicato il 26/07/19 da Sara Porello

Final Fantasy XIV: Shadowbringers

Onore al Guerriero dell'Oscurità
Developer: /
Publisher: /
Piattaforma: , /
Genere: , , , /
PEGI:

Introduzione – Una nuova espansione per FFXIV

Sono passati due anni dalla precedente espansione, Stormblood, e Square Enix, con una puntualità e precisione che vorremmo trovare anche in altri titoli della casa nipponica, delizia i fedeli fan del suo titolo MMO Final Fantasy XIV con una nuova espansione, sempre curata dal direttore di questo capitolo della saga, Naoki Yoshida: finalmente, ecco a noi Shadowbringers!

La nuova espansione presenta tante novità, sotto tutti i punti di vista. La storia proseguirà di pari passo con l’introduzione di nuove aree esplorabili, le terre di Norvrandt. Naturalmente, il level cap è aumentato: è ora possibile raggiungere il livello 80. Queste novità portano con sé tutta una serie di modifiche al gameplay ed espansioni: un sistema di battaglia aggiornato, nuovi dungeon, Raid (Eden) e Trial (Titania e Innocence), quest, nuovi set di armi e armature, e il nuovo sistema Trust per affrontare i dungeon con l’aiuto degli NPC.

Non finisce qui: Shadowbringers introduce due nuove razze giocabili – i felini Hrothgar e le “conigliette sexy” Viera – e, soprattutto, due nuovi Job: il Gunbreaker nel ruolo di tank e il Dancer nel ruolo di DPS.

Noi veterani di FFXIV in Pixel Flood ci siamo tuffati nuovamente in Eorzea per questa nuova avventura… e adesso ve la raccontiamo nel dettaglio!

I mondi del Cristallo
I mondi del Cristallo: in Shadowbringer visitiamo the First.

Trama – Un nuovo mondo

Dopo un secondo scontro con un nemico che ritenevo sconfitto, svengo, come altri compagni d’arme prima di me. Sono comunque più fortunato di loro, riuscendo a risvegliarmi con accanto a me Aymeric, il quale, sollevato, mi racconta di come Estinien mi ha salvato da morte certa. Ripresomi dal lungo riposo, decido quindi di partire alla ricerca dei compagni “caduti”, seguendo le direttive di un misterioso figuro incontrato in sogno.

Così ci ha lasciato Stormblood, con un epilogo forte, che va ad introdurre una trama ancora più potente, dark (nonostante la luce che pervade il mondo di Norvrandt) e dai twist inaspettati.

Ecco, perché in realtà non ci tuffiamo esattamente in Eorzea… A differenza di tutte le precedenti espansioni,  infatti, Shadowbringers non sarà ambientato nel continente a cui siamo ormai abituati, ma addirittura in un altro mondo, uno dei tredici specchi del Cristallothe First. Un mondo quasi del tutto consumato dalla luce, in cui solo la regione di Norvrandt tenta ancora di sopravvivere. Il Campione della luce è stato “chiamato” in questo mondo da un evocatore, con uno scopo ben preciso: salvare the First dalla distruzione che lo attende. Ben presto, però, sarà chiaro che il fato di questo mondo è strettamente collegato a quello di the Source, il mondo da cui proviene il Campione della Luce… e al destino stesso di quest’ultimo. Salvare the First sarà il solo modo per salvare the Source… e forse tornarci, un giorno.

Mappa di Norvrandt
La nuova regione: Norvrandt.

A Norvrandt il Guerriero della Luce ritroverà gli amici che lo hanno accompagnato nel suo viaggio finora, gli Scions. Ma dovrà anche affrontare le minacce che stanno consumando the First, prima tra tutte quella dei sin eaters, creature un tempo umane e animali ma ora mutate e sfigurate dalla luce, che le ha lasciate con un’unica, insaziabile fame: quella di aether vivente. The First è anche il mondo da cui proviene il Guerriero dell’Oscurità, e se pensavate di esservelo lasciato alle spalle, be’, Shadowbringers vi farà ricredere.

Una trama potente, costituita da molte sotto-trame che, come consuetudine, si intrecciano, si separano, si ritrovano… Shadowbringers ci offre personaggi vecchi e nuovi, un setting fantasy con situazioni e sentimenti universali e una storia emozionante e mozzafiato, che di volta in volta vi farà sussultare di sorpresa, di sdegno, di dolore e di gioia. In puro stile FFXIV.

Gameplay – Meccaniche che vincono… si migliorano!

Recensire il gameplay di un MMORPG non è mai compito facile. Bisogna considerare molti elementi, farsi un sacco di domande come “com’era il gameplay prima dell’espansione?” o “a quale classe hanno giovato i cambiamenti?”. Per dirla in poche parole: il gameplay in generale è migliorato, ma non per gli Healer.

Personalmente, trovo che il gameplay di FFXIV sia (anche prima dell’espansione) uno dei migliori in circolazione per i MMORPG. È ricco, variegato, completo. Tuttavia, c’erano alcune meccaniche che col tempo e con i cambiamenti introdotti nel corso degli anni, in particolare con la nuova espansione, erano diventate stantie e superate. Stormblood aveva dei piccoli problemi che sono stati pian piano sistemati tra una patch e l’altra, mantenendo però certe legnosità nel sistema.

Quello che salta subito all’occhio è sicuramente l’introduzione dei due nuovi Job sopra citati: Gunbreaker per i tank e Dancer per i DPS. Indirettamente collegato a questo, anche il sistema di battaglia ha subito delle modifiche, all’apparenza minori ma nella quotidianità del gameplay molto significative.

Il team di Naoki Yoshida per la nuova espansione ha deciso di prendere a colpi di accetta molte meccaniche alla base del battle system, eliminando, modificando e aggiungendo variabili, skill e talenti andando a migliorare la giocabilità di molti Job: combattimenti più veloci nei dungeon grazie alla rimozione dei TP e agevolando l’utilizzo degli AoE, un nuovo sistema di gestione dell’enmity che permette ai Tank di compiere il loro lavoro al meglio, certe sinergie tra classi sono state rimosse per non obbligare l’uso di una classe piuttosto che un’altra per i Raid e così via.

Sin eater
I sin eater saranno la nuova minaccia di questa espansione.

Peccato però appunto che gli Healer abbiano subito una bella botta: il White Mage è quello che ha subito meno danni e resta comunque abbastanza in carreggiata, ma sia Scholar che Astrologian sembrano rimanere indietro, soprattutto l’ultimo, che con il cambiamento del funzionamento delle carte è passato dall’essere un buffer a tutto tondo a un buffer concentrato solo sul puro danno, il che è un pelo triste.

Passando invece a parlare dei dungeon non posso che ripetere quanto detto per Stormblood: il design delle bossfight continua il crescendo iniziato nell’ultima espansione: andando a prendere a piene mani dalle meccaniche introdotte nei ben più complessi Raid, tutto viene adattato in un contesto più “piccolo”,  ma che richiede comunque la sua dose di concentrazione e impegno per affrontarle.

Doveroso poi sottolineare un altro cambiamento piuttosto grosso (ma di dubbia utilità) in questo settore: è ora possibile affrontare i dungeon in solitaria o con un party di NPC che andranno a ricoprire tutti i ruoli tradizionali “mancanti”. La modifica ha senza dubbio alcuni lati positivi: è utile, ad esempio, per ridurre i tempi di attesa spesso molto lunghi per affrontare uno specifico dungeon, magari così vecchio che nessuno gioca più; oppure consente di disporre di un party affidabile di IA programmate per fare “le azioni giuste”. Tuttavia, considerato il livello medio dei giocatori di FFXIV, continua a risultare molto più conveniente (e soprattutto veloce!) affrontare i dungeon con un party di giocatori casuali, o, meglio ancora, con il proprio affiatato gruppo di amici, se possibile. Ma nei casi più disperati, sarà una bella comodità poter scegliere di giocare con fedeli NPC che non commetteranno mai errori.

Affrontare i dungeon con NPC
Il nuovo sistema di trust permette di affrontare i dungeon in solo con NPC.

Shadowbringers porta poi con sé un numero considerevole di modifiche alla UI, alla struttura di alcuni menu, ai marker delle AoE (mutuati dal vecchio Eureka) e altro, per un grosso miglioramento complessivo della qualità della vita dei giocatori.

Lato gameplay quindi, l’MMORPG si difende molto bene, con giusto un paio di cadute nel comparto healing, senza però snaturare tutto il suo fascino. Shadowbringers resta fedele a un sistema di gameplay collaudato, aggiornandolo e migliorandolo dove necessario.

Comparto tecnico – Final Fantasy è sempre Final Fantasy

Uno degli aspetti che da sempre caratterizza tutti i capitoli della saga Square Enix è la qualità tecnica e artistica di ogni Final Fantasy. In questo senso, FFXIV non fa eccezione, e non la fa neanche la sua ultima istanza, Shadowbringers.

Partiamo subito dal comparto audio, secondo me punta di diamante del MMORPG sin dal fallimentare lancio della versione 1.0, il quale si è evoluto passando dalla mano dell’ormai leggendario Nobuo Uematsu al meno consociuto, ma non per questo non meritevole, Masayoshi Soken.

Ormai sono assuefatto dalle composizioni di Soken, siano esse epiche come il tema di Thordan o elettroniche come quello di Omega. Grazie a Shadowbringers ora le ore di musica che ascolto in viaggio ogni giorno sono aumentate. In particolare vi consiglio di andarvi a sentire il tema di Rak’Tika Greatwood.

Scorci di Norvrandt
Dal punto di vista artistico, i paesaggi di FFXIV sono sempre meravigliosi.

In generale, il tema di fondo di Shadowbringers ci presenta i consueti motivi che accompagnano iconicamente ogni occasione di gioco in una salsa più rockettara. Non mancano però le dolci, struggenti melodie che tanto bene si adattano a un gioco che fa dell’anima umana uno dei suoi punti cardine.

Il discorso cambia leggermente per quanto riguarda il comparto grafico. La prima istanza del gioco, A Realm Reborn, uscì nell’ormai lontano 2013: il gioco era un vero e proprio gioiellino, con una grafica d’avanguardia. Ma in questo settore, in questo momento, sei anni rappresentano un sacco di tempo, e il motore grafico di FFXIV comincia a portarne i segni, se comparato ad alcuni capolavori grafici recenti. Considerando l’età del gioco, tuttavia, bisogna ammettere che Shadowbringers si difende bene. L’abbandono del supporto agli OS 32bit e alle Directx 9 pare abbia aumentato, di pochissimo, la risoluzione di alcune texture, anche se mi sarei aspettato qualcosa di più; ancora non si arriva, ad esempio, al livello di qualità raggiungibile su PC con i filtri di ReShade o mod simili.

Nulla da eccepire dal punto di vista artistico, invece: con immensa creatività grafica, Shadowbringers continua a proporci paesaggi magici, stupefacenti, diversissimi tra loro… gli artwork sono davvero degne del miglior fantasy.

Conclusioni – Sì, l’abbiamo adorato

Lo avrete capito dalla recensione, Shadowbringers ci è piaciuto. Ci è piaciuto eccome. Ecco cosa ne pensano i nostri due “veterani di FFXIV“, autori di questo articolo a quattro mani.

Michael Maneia

Shadowbringers, per ora, rivaleggia senza troppi problemi con Heavensward, l'espansione a mio parere migliore del MMO giapponese, e ha ancora due anni buoni per superarla. Non posso che fare i miei complimenti a Naoki Yoshida e al suo team di sviluppo, i quali un'altra volta ci consegnano un ottimo gioco di ruolo dalla trama oscura ed avvincente, dal gameplay collaudato e con pochissime pecche. Ho trovato molto interessante anche la direzione presa per lo sviluppo dei Job, ora condensati in quattro macro quest (definite Role quest e divise in base al ruolo di cui fa parte il Job) con solo l'ultima quest esclusiva per la classe, le quali vanno a espandere aspetti legati al passato del mondo di gioco ed i personaggi a esso legati. Shadowbringers è, senza ombra di dubbio, uno dei Final Fantasy meglio scritti degli ultimi anni e non posso non elogiare l'operato di Natsuko Ishikawa, Koji Fox (per la localizzazione sempre on point) e l'intero team di doppiaggio.

Sara Porello

Mi aspettavo tanto da questa nuova espansione, e Shadowbringers non mi ha delusa. Final Fantasy è forse il prodotto videoludico a cui sono più legata e affezionata, e non è facile accontentarmi. Ma Shadowbringers ci è riuscito. La storia è scritta divinamente, le novità introdotte sono interessanti e migliorano un gioco che già era ottimo prima, le sbavature sono davvero poche - e poco significative. Espansione dopo espansione, patch dopo patch, tassello dopo tassello, Square Enix e Naoki Yoshida stanno costruendo un mondo sempre più ricco, stanno raccontando una storia sempre più intensa e coinvolgente. Se continueranno a seguire il cammino intrapreso, credo che i giocatori di FFXIV potranno stare tranquilli: si divertiranno ancora per tanti, tanti anni a venire!

Perché sì:
Perché no:
  • Scrittura della storia superba
  • Due nuovi nuovi Job
  • Sistema di battaglia migliorato e semplificato
  • Paesaggi meravigliosi e musiche coinvolgenti

 

  • Comparto healing penalizzato
  • Motore grafico ormai sorpassato

THE FIRST

NUOVI CONTENUTI

MECCANICHE AGGIORNATE

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.