Pubblicato il 10/11/20 da Barbarossa

Assassin’s Creed: Valhalla

Vichinghi, Valhalla e altre Vanità
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Assassin’s Creed Valhalla: Ubisoft non ti riconosco più

Ammettiamolo tutti insieme: ormai c’eravamo abituati alla mediocrità. C’eravamo accomodati con il facile pensiero che tanto Assassin’s Creed è un gioco che ormai ha dato tutto, che è una IP (ab)usata e ormai vecchia. Scrivo questo perché c’ho creduto anche io.

Poi 3 anni fa è uscito Origins, il primo gioco della saga che finalmente prende una posizione su che tipo di genere vuole essere. L’anno dopo Odissey e, finalmente, qualcosa dentro di me si è smosso, quasi tornando ai livelli di quando ero ragazzo e mi emozionai nel vedere Altair saltare da un tetto ad un altro.
Passano altri due anni ed esce Assassin’s Creed Valhalla. È la terza volta in 13 anni di IP che Ubisoft fa saltare l’uscita annuale per potersi concentrare sullo sviluppo e indovinate un po’?

Ubisoft, non ti riconosco più.

Squillino le trombe… Eivor è arrivata!

Gameplay e comparto tecnico – Il coraggio della scelta

Non ti riconosco più, Ubisoft. Perché finalmente non posso più lasciarmi scappare una tua pubblicazione con la presunzione che tanto sarà mediocre; perché posso dire di aver finalmente giocato ad un grande Assassin’s Creed dai tempi della seconda iterazione.
Ma andiamo con ordine.

Assassin’s Creed Valhalla è ambientato tra Norvegia ed Inghilterra proprio durante il periodo in cui le popolazioni nordiche cominciarono a fare dell’ isola britannica il proprio parco giochi , razziando senza pietà quelle terre. Vestiremo i panni di Eivor, guerriero/a (potremo scegliere se giocare come uomo o come donna, come in Odissey) del Clan Raven alle prese con il suo trasferimento nella terra d’Albione.
Se da un lato le meccaniche di gioco prendono a piene mani dai titoli precedenti, dall’altro deviano e si reinventano, creando dei sistemi simili ma originali. Ad esempio, le abilità speciali a disposizione si impareranno non tramite un sistema di punti, ma bensì attraverso l’esplorazione della mappa, di solito in zone segrete o ostili, cosa che rende questa acquisizione ancora più piacevole e soddisfacente, soprattutto.

Il giocatore, ovviamente, avrà modo di evolversi grazie ad un sistema di livelli che permetterà di spendere dei punti abilità classici per migliorare le sue statistiche passive, ma allo stesso tempo imparandone di attive: queste abilità classiche avranno un impatto molto più orizzontale sul vostro gameplay, rispetto a quelle speciali che, invece, saranno più potenti ma a consumo limitato.
Il combattimento e lo swordplay mi sono sembrati molto soddisfacenti ed estremamente responsivi: le animazioni sono molto fluide e combattere molto spesso nel caos di un raid è comunque piuttosto immediato e divertente. Il combat system permette una grandissima varietà di combinazioni tra armi a due mani, due armi ad una mano, armi ad una mano e scudi e scudi ed altri scudi. Sì, avete capito bene: scudi ed altri scudi. Vi invito a farvi un piacere e dilettarvi in qualche combattimento con questa inusuale combinazione: cambierà la vostra prospettiva.

Team Doppio Scudo… presente!

C’è anche un aspetto quasi manageriale, in Assassin’s Creed Valhalla. Saremo infatti chiamati a far proliferare la nostra colonia da semplice insediamento fino a diventare una vera e propria città, con la sicurezza di trovare tutti i servizi sempre a disposizione, evitandoci così di girare da un punto all’altro del mondo con la speranza di trovare quello che ci serve. Insieme a questo aspetto cresceranno anche le possibilità di evoluzione del personaggio come, ad esempio, migliorando il proprio Carisma (grazie al Flyting, una vera usanza Vichinga che assomiglia ad una rap battle dei giorni nostri) che ci darà accesso delle linee di dialogo (con conseguenze) durante le varie Saghe e archi narrativi che andremo a sbloccare pian piano durante l’avventura.

Il mondo descritto da Assassin’s Creed: Valhalla è un mondo vivo, sporco, grezzo, in evoluzione, dove nulla è certo e le  visioni dei personaggi cambiano con esso. Gli ambienti sono incredibilmente realistici e riprodotti con assoluta maestria nei minimi dettagli. Una delle cose più difficili da realizzare in assoluto, ossia la luce, è invece gestita in maniera magistrale, permettendo di riuscire ad utilizzare lo strumento di Photo Mode, veramente completo, per creare delle piccole perle. Il level design è quello a cui siamo abituati da sempre, con moltissime possibilità di approccio stealth anche se, devo dire, in questa iterazione la soddisfazione del corpo a corpo è così ampia che a volte ho deliberatamente deciso di affrontare degli scontri come avrebbe fatto un Vichingo.

L’AI del gioco ha fatto qualche passo avanti ma nulla di particolarmente notabile, anche se a volte ho notato qualche sprazzo di lucidità in più, specialmente per quanto riguarda il rendersi conto della presenza del giocatore. In combattimento, purtroppo, specialmente per la natura spesso caotica di quest’ultimo, l’intelligenza artificiale si blocca in loop e ne esce solo dopo essere stata colpita o uccisa.

Il comparto audio di Assassin’s Creed Valhalla è di ottimo livello, con effetti sonori ben distinguibili ed una buona colonna sonora. Particolarmente apprezzabili le canzoni cantate dal gruppo di guerrieri mentre si veleggia sui vari fiumi e canali su cui potremo viaggiare sulla mappa di gioco.

La somma delle parti, quindi, pare rendere Assassin’s Creed Valhalla un ottimo titolo. In questo caso, però, il valore del gioco in sé va ben oltre quella somma di cui ho appena parlato. Questo perché finalmente Ubisoft ha avuto il coraggio di fare una scelta: rendere Assassin’s Creed: Valhalla non più un miscuglio di generi e di storie, ma una presa di posizione in entrambi gli aspetti, spingendo sull’acceleratore in un’unica direzione per le due categorie, consegnandoci finalmente un gioco che vale la pena di essere esplorato, giocato, goduto.

Un episodio crossover? Forse…

Assassin’s Creed Valhalla – Tornare a volare

In definitiva, Assassin’s Creed Valhalla potrebbe tranquillamente definirsi come riferimento di questa IP per le console di vecchia e nuova generazione. Un gioco esteso, complesso ma non complicato, con tantissimi aspetti da esplorare non solo dal punto di vista ambientale, ma anche di storia. Grazie alle sue meccaniche e dinamiche consolidate ma aggiornate, il suo gameplay di alto livello e un comparto tecnico generale di tutto rispetto, Assassin’s Creed: Valhalla è un titolo da avere nella vostra collezione se anche voi, come me, speravate finalmente di tornare a vedere questa serie volare nei cieli più alti.
Questa volta è un corvo, non un’aquila… ma poco importa.

See you, Game Cowboys!

  • Gameplay frizzante
  • Ambienti incredibilmente dettagliati
  • Meccaniche e dinamiche di gioco ben progettate

 

  • Qualche bug di troppo
  • AI non sempre al top

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.