Pubblicato il 01/03/17 da Jacopo Ambaglio

Speciale anime e videogiochi

Secondary Title

Overlord (Kugane Maruyama)

Overlord

C’era una volta un MMORPG molto famoso.
Il MMORPG sta per chiudere.
Il nerd stava in un gilda fortissima.
Il nerd ci rimane intrappolato dentro dopo la chiusura.
… Sì dai, ormai lo avrete capito, con il plot iniziale siamo sempre più o meno lì.

Non ho tantissime parole da spendere su questo prodotto, essendo la sua produzione fuori dalle novel lenta quanto la vita che mi scorre davanti mentre guardo un episodio di Evangelion.

Momonga, il personaggio Lich del protagonista, Satoru Suzuki, si ritrova nella sede della sua vecchia gilda, circondato dagli NPC dei suoi gildani, ma in un mondo esterno diverso dall’ambientazione di Yggdrasil, il MMORPG in questione. Per farsi riconoscere facilmente da eventuali altri compagni rimasti intrappolati con lui, cambia il suo nome con quello della vecchia gilda: Ainz Ooal Gown.

Come anticipavo, nulla di particolare, l’anime è molto scorrevole e divertente, non è prettamente una produzione comica, ma non mancheranno siparietti vari tipici degli shonen, niente di trascendentale comunque. Il marchio di fabbrica di Overlord sta nel fatto che lui è assolutamente OP, nessuno al mondo sembra avere la minima speranza di tenergli testa e, attualmente, il buon Ainz spadroneggia in lungo e in largo avendo qualche difficoltà solo contro Shalltear (<3), NPC creato da un suo compagno di gilda e andato fuori controllo. Abbastanza curato dal lato “elementi MMORPG”: ho apprezzato l’inserimento di vari livelli di magie, di svariati livelli di oggetti magici e la particolare attenzione sul lato di magie di tipo buff e debuff.

E poi… E poi basta, perché l’anime è dannatamente fermo, mentre il manga è andato leggermente avanti (in Italia è arrivato al numero 4).

Perché sì:
Perché no:
  • Combattimenti davvero godibili

 

  • Uscite leeeeeeente
  • Anime fermo

Ipah - Biografia

Jacopo Ambaglio
Aspetta, faccio la presentazione standard da recensore navigato. Cresciuto coi videogiochi che quando ho cominciato io proprio levati, si giocava a Pong coi sassi. L'abilità videoludica di Faker unita al senso critico di Matt Preston.

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