Pubblicato il 15/07/22 da Andrea Borzì

Wonder Boy Collection – Recensione

Un piccolo pezzo di storia raccolto in una comoda schedina.
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Per gli amanti del mondo videoludico, il nome Wonder Boy farà sicuramente scattare una campanella in testa: sia tra coloro che ne hanno potuto vivere e godere dell’evoluzione, sia per chi è giunto dopo, che anche se non l’ha testato con la propria mano ha sicuramente incrociato almeno una volta nel proprio cammino il  nome di questa serie.

Un anno fa, in occasione del trentacinquesimo anniversario della serie di Wonder Boy, è stato rilasciato Wonder Boy: Asha in Monster World, remake del quarto capitolo della serie, Monster World IV. A continuare l’opera, ci pensano i ragazzi di Bliss Brain, per conto di ININ Games, che ci regalano, su Playstation 4 e Nintendo Switch, la Wonder Boy Collection, raccolta dei primi 4 titoli della serie classica: Wonder Boy (arcade, 1986), Wonder Boy in Monster Land (arcade, 1987), Wonder Boy in Monster World (Mega Drive, 1991) e Monster World IV (Mega Drive, 1994).

Porting bello, porting funzionale

Essendo Wonder Boy Collection un compendio di porting, posso dire che il lavoro finale è ben fatto e i titoli reagiscono egregiamente, rimandando una sensazione simile all’esperienza originale. Ciò che però migliora l’esperienza generale dei titoli sono tutta la serie di funzioni aggiunte che facilitano l’approccio al giocatore; prima di tutto la possibilità di poter salvare e caricare la partita in qualunque momento.

Premendo il tasto start sarà possibile infatti accedere al menù di emulazione con il quale potremmo modificare diverse impostazione come ad esempio: potremmo rimappare interamente i comandi, modificare le impostazioni dello schermo o ancora le impostazioni di velocità riavvolgimento tempo (da x1 a x4). Infatti durante la nostra esperienza avremmo modo di accelerare il tempo di gioco o di riavvolgere il tempo indietro premendo i tasti dorsali; ciò permetterà ai giocatori di decidere autonomamente l’approccio da avere col titolo: se puntare ad una esperienza pura e frustrante così come il gioco è stato ideato oppure prendersela comoda e resettare ogni piccolo errore fatto.

Wonder Boy che salta sulle nuvole

Se dovessi trovare una nota di demerito, sicuramente la navigazione all’interno del gioco con i tasti pre-impostati non è tra le più fluide, specie considerando che il tasto start (almeno nella versione Switch) è assegnato ad R/L3 ovvero la pressione delle levette, che in un primo momento (finché non avrete compreso qual è il tasto) vi assicuro darà non poche rogne.

La magia dei filtri…

Quando si parla di porting di giochi in pixel art, che arrivano da tecnologie di epoche diverse e che ovviamente erano pensati per una tipologia specifica di monitor, sappiamo bene come questi soffrano sui nuovi display e di conseguenza quanto siano importanti le impostazioni video e la presenza di filtri che possano aiutare a ricreare quella magia ormai perduta.

Wonder boy che si appropinqua verso la lava

Devo dire che le impostazioni grafiche di questa Wonder Boy Collection mi hanno sicuramente colpito; partendo dalla dimensione dell’immagine (che comunque rimane fedelmente in 4:3) avremo modo di applicare scaling e shader al fine di simulare quanto più possibile un tubo catodico; ancora poteremmo aggiungere scanline, modificare la gamma o la curvatura dello schermo, ecc… insomma di impostazioni da smanettare ne avremo al fine di ottenere l’esperienza visiva più appagante.

Conclusione

Tirando le somme, Wonder Boy Collection è sicuramente un ottimo modo per fare conoscenza con un pezzo di storia videoludica, rivivendo l’evoluzione di un brand che nel corso della sua storia ha saputo adattarsi ai tempi cangianti, introducendo in piattaforme arcade non solo elementi Rpg ma anche da Metroidvania, trovando il suo posto nel mercato del tempo. Se desiderate conoscere qualcosa sui predecessori dei titoli che oggi amate e contemporaneamente mettervi alla prova con dei giochi che nella loro forma originale di certo non semplificavano la vita al giocatore, Wonder Boy Collection è l’acquisto da fare, specie nella sua versione Switch che vi permette di giocarli ovunque voi siate.

  • Ottimo passatempo in portatilità.
  • Impostazioni di gameplay e grafiche di tutto rispetto.
  • Porting di buona fattura.

 

  • A tratti troppe facilitazioni
  • Pericolo di bestemmie.

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...