Il rosa dovrebbe essere un colore rilassante.
CAVE, evidentemente, non era d’accordo.
Muchi Muchi Pork! e PinkSweets: Ibara Sorekara tornano su PlayStation 5 con Boosted, raccolta che recupera due shoot ’em up rimasti per anni confinati a un pubblico molto più ristretto rispetto ai nomi più celebri dello studio. Non saranno DoDonPachi o Espgaluda, ma bastano pochi crediti per ricordarsi che, quando CAVE decideva di riempire uno schermo di proiettili, raramente lo faceva senza avere qualcosa da insegnare.
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Il lardo è una cosa seria
Muchi Muchi Pork! è probabilmente il più immediato dei due; il che, considerando che parliamo di ragazze-maiale lanciate dentro un bullet hell, è già una frase surreale.
Dietro l’estetica volutamente assurda si nasconde però un sistema di punteggio molto preciso: eliminare i nemici permette di accumulare risorse per il Lard Attack, mentre le medaglie aumentano progressivamente di valore finché riusciamo a mantenere viva la catena.
Perderne una significa vedere buona parte del lavoro andare in fumo.
L’avidità viene premiata finché non diventa incompetenza.
Ed è proprio qui che il gioco funziona: capire cosa fare richiede poco, farlo bene molto di più. Shot, Lard Attack e bombe iniziano lentamente a trovare un proprio ritmo; quello che nei primi minuti sembra soltanto un incidente rosa pieno di proiettili diventa, con un po’ di disciplina, sorprendentemente leggibile.
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Le caramelle hanno i denti
PinkSweets è meno accomodante.
Lo scudo permette di assorbire il fuoco nemico e caricare il Rose Cracker, ma dietro questa apparente generosità si nasconde un sistema di rank perfettamente disposto a punirci per essere diventati troppo allegri. Sparare, raccogliere, sopravvivere: quasi tutto può contribuire a rendere progressivamente più cattiva la partita.
È più strano, più severo e decisamente meno interessato a spiegarsi; quando però le sue regole iniziano a entrare nelle dita, arriva quella soddisfazione molto arcade di accorgersi che il gioco non era ingiusto: eravamo noi a non averlo ancora capito.
Boosted offre abbastanza varianti da permettere sia un ingresso meno traumatico sia nuove occasioni per chi conosce già gli originali; replay, classifiche, modalità aggiuntive e arrangiamenti musicali completano un pacchetto più interessato a farli giocare ancora che a esporli dietro una teca.
Peccato che qualcuno abbia interpretato l’idea di conservazione con un entusiasmo eccessivo: il porting non contiene praticamente una riga in inglese se non quelli presenti nella prima release.
Dopo vent’anni possiamo ancora imparare i sistemi di PinkSweets; sarebbe stato gentile non costringerci a imparare anche il giapponese per avviarli, almeno tradurre il menù principale…
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Sentenza
Muchi Muchi Pork! è il più facile da amare; PinkSweets quello che probabilmente impiegheremo più tempo a capire. Entrambi, però, conservano una qualità che gli anni non hanno consumato: più impariamo, meno il caos sembra casuale.
Il porting avrebbe potuto aiutarci un po’ di più, magari iniziando dall’alfabeto latino.
Nel Dojo il colore della cintura conta; quello dello schermo molto meno.
Se è rosa, può comunque prenderci a calci.
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