Pubblicato il 26/06/20 da Sara Porello

Those Who Remain

Hai paura del buio?

Introduzione – Tenebre dentro e fuori

Those Who Remain è un videogioco in prima persona di genere thriller psicologico, sviluppato dallo studio indie Camel 101 e distribuito da Wired ProductionsWhisperGames. Si tratta di un’avventura narrativa con una componente esplorativa e alcuni elementi di avventura grafica, con un setting horror sovrannaturale.

You never know how lucky you are, when you have a perfect life.
Everything seems to be taken for granted.
Losing something makes you realize how lucky you are.
Then everything starts falling apart.
Eventually your past life feels like a distant dream, a movie you saw a long time ago…

Le prime parole. 

Subito impattanti e significative.  

A definire fin dal principio che spesso l’orrore è il figlio malnato della disperazione. 

Il tema centrale della narrazione si sviluppa nell’oscurità, un’oscurità innaturale in cui si nascondono, quiete e letali, sinistre creature dagli occhi scintillanti. Due realtà distorte si intrecciano, così come si intrecciano narrazioni di due passati: l’omicidio irrisolto di una bambina e la tragica storia personale del protagonista.  

Trama – Nella notte

La storia che vivremo in Those Who Remain si svolge a Dormont, piccola cittadina degli USA. Edward ha perso la moglie e la figlia, e vive sospeso in una cupa depressione. Una notte, Edward inizia a vedere, tra le tenebre della sua cittadina, strane sagome umane con occhi che emettono una fredda e sinistra luce azzurra. Queste presenze non sembrano inseguirlo, ma Edward capirà presto che l’unico modo per tenerle lontane è trovarsi sempre in prossimità di una fonte di luce. Mentre cerca di tornare a casa, Edward sarà “condotto” in una serie di luoghi (la stazione di polizia, l’ufficio postale, la biblioteca, ecc.) per rivivere e approfondire gli eventi più traumatici di Dormont, iniziati con la tragica morte della piccola Annika, caduta in un dirupo con la bicicletta, a seguito della quale la madre della bambina è impazzita di dolore. Edward scoprirà poco a poco la verità dietro a quel tragico incidente, in cui l’intera cittadina sembra coinvolta, dai responsabili diretti agli amministratori che li hanno protetti. 

Nel suo viaggio in una Dormont immersa in una notte perenne, e da cui tutti gli abitanti umani sono apparentemente scomparsi, Edward avrà anche modo di muoversi tra due realtà: quella della Dormont che è abituato a conoscere e quella di una Dormont più spettrale e incubica, popolata dai fantasmi che si agitano nella mente di Edward, e che lo porteranno a rivivere i dolorosissimi eventi del suo passato.

Creature della notte
Dormont. Un posto accogliente…

La storia si svolge in un setting prevalentemente horror, con scene studiate ad hoc per far saltare sulla sedia il giocatore, o per tenere la tensione sempre alta. L’elemento horror e soprannaturale subisce una forte influenza da un classico di questo genere, Silent Hill, con la realtà parallela di Dormont che ricorda in modo marcato quella della citata serie: una realtà distorta, in rovina, cupa, spettrale, in cui una polvere sottile aleggia nell’aria e in cui tutto sembra più spaventoso, fatiscente, morto.

Gameplay – Tieni le luci accese 

Il gameplay di Those Who Remain è lineare e semplice. Il giocatore vestirà i panni di Edward, con una visuale in prima persona. Poche semplicissime interazioni con gli oggetti dello scenario e una serie di puzzle davvero facilissimi faranno da supporto a un’avventura basata sulla narrazione più che sulle meccaniche. Esplorando ogni scenario, il giocatore potrà trovare non solo oggetti da utilizzare, ma anche note, lettere e giornali che raccontano la storia di Dormont. Per procedere in alcune aree sarà necessario agire nella “realtà parallela”, compiere azioni per liberare la via, per poi tornare all’ambientazione principale. Per proseguire sarà inoltre essenziale assicurarsi sempre una fonte di luce, poiché non appena Edward si avventurerà nelle tenebre, le misteriose creature lo uccideranno, costringendovi a riprendere dall’ultimo salvataggio automatico.

Scena horror
Le inquadrature da film horror sono molto suggestive…

Le meccaniche comprendono anche una componente giocoruolistica, in cui il giocatore sarà chiamato a fare scelte morali (vere e proprie sentenze di condanna alla dannazione o assoluzione) basandosi sugli indizi raccolti. Le scelte morali di Edward determineranno il finale del gioco. 

Meccaniche così semplici permettono di concentrarsi maggiormente sulla narrazione e sulla storia, senza dover perdere troppo tempo con puzzle impossibili.

Comparto tecnico – Welcome to Silent Hill 

La grafica di Those Who Remain non brilla per qualità e accuratezza. Gli scenari sono abbastanza scarni e non troppo curati, e la qualità grafica in generale non è ottima. La scelta di ispirarsi al già citato Silent Hill, sia nella costruzione degli scenari che nel design delle creature mostruose che incontreremo, paga sempre in un gioco horror.  

Ho apprezzato particolarmente la scelta, visivamente forte, delle creature immobili dai brillanti occhi azzurrognoli, sempre in agguato nell’oscurità. Proprio per i loro occhi, sono una presenza costanze, incombente, minacciosa: pur rimanendo immobili, il giocatore è consapevole in ogni momento della minaccia che rappresentano. 

Creatura Silent Hill
Direttamente da Silent Hill.

Invece, disturba un po’ l’immersività la scelta di marcare i collezionabili come oggetti super brillanti nell’oscurità: Capita spesso che entrando in una stanza semibuia si venga accecati, ancor prima di entrare, dal rettangolo luminoso di una nota affissa alla parete. 

Discorso diverso per il sonoro, che invece è caratterizzato da una serie di musiche ed effetti sonori particolarmente calzanti, che incoraggiano l’immersività e contribuiscono in larga parte a creare quegli effetti di suspence e spavento improvviso tipici dei film horror.

Conclusioni – Il buio che inghiotte tutto 

Those Who Remain non può essere di certo un capolavoro dell’horror videoludico, ma riesce a non sfigurare grazie a una narrazione sciolta e a un’ambientazione coinvolgente che, come ogni opera horror degna di questo nome, riesce a tenere il giocatore in uno stato costante di inquietudine e senso di minaccia. Un titolo non irrinunciabile, ma certamente godibile se vi piace il genere horror alla Silent Hill. E come in ogni narrazione horror che si rispetti… evitate di giocarlo di notte a casa da soli. 

Perché sì:
Perché no:
  • Narrazione horror coinvolgente
  • Influenze da Silent Hill

 

  • Grafica non ottimale

creature mostruose

comparto sonoro

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.

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