Pubblicato il 29/06/20 da Carisma20

Push and Pully in Blockland

Un videogame dal sapore retrò
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Push and Pully

Push and Pully in Blockland è un arcade che si ispira chiaramente ai grandi classici del passato, in particolare in tutto quel filone di giochi che molti conosceranno come Bomberman e simili. In realtà lo nomino solo per il fatto che probabilmente quasi tutti lo conosceranno, perché il gioco in realtà prende a piene mani le meccaniche di Pengo, un altro arcade game, sviluppato da SEGA, dove l’obbiettivo del gioco era spingere blocchi per schiacciare i nemici tra una parete e il blocco lanciato.

Il primo mondo si mostra in una varietà di colori accesi

Arcade a tutta forza

Push and Pully è praticamente un Pengo moderno, con una meccanica di abbinamento a tre elementi che permette di raccogliere anche power up. Ogni blocco ha infatti un’immagine sopra che ne indica il tipo: tramite l’azione di spinta è possibile mettere in fila (o colonna) i blocchi, e una volta che riusciremo ad impilarne almeno tre otterremo un diamante che ci fornirà punti, una bomba che viene detonata tramite spinta nell’impatto con un ostacolo (danneggiando tutto in 9 caselle) e una piattaforma che potremo raccogliere e portare in giro e poterla usare come un normale blocco. Un tempo limite scandisce una certa urgenza nel completare il livello velocemente, pena la perdita di una vita e il doverlo ricominciare.

È davvero tutto qui? Sì, è davvero tutto qui, e il mix di meccaniche ottimamente combinate, complice una semplicità di gamedesign che prende a piene mani direttamente da classici di 30 anni di storia videoludica, è davvero ben riuscito.

Il gioco ha una difficoltà progressiva, partendo dai primi livelli dove è praticamente impossibile morire, fino ad aggiungere nemici con movimenti e attacchi sempre più atipici. Il gioco si dipana in una serie di cinque mondi ben diversificati. Push and Pully non brilla certo per quantità di ore di gioco, ma è tranquillamente rigiocabile vista la sua indubbia natura arcade che vi porterà a competere per un punteggio sempre più alto (complice anche un sistema di leaderboard online) e l’inclusione del multiplayer locale, dove i giocatori potranno usare Push e Pully per cooperare e portare a termine il titolo.

Nel corso dell’avanzamento si aggiungono mappe rompicapo, caratterizzate da un numero esiguo di blocchi e le boss battle alla fine di un mondo, leggermente più difficili del resto dell’avventura.

Le boss battle sono leggermente più difficili

La forza di un mondo ormai lontano

Se guardiamo al passato, la quantità di titoli che andavano ad includere il multiplayer locale era praticamente la quasi totalità, magari anche coadiuvata di una modalità in split-screen, per qualsiasi piattaforma. Nintendo ha sempre ritenuto fondamentale questo aspetto, e probabilmente è ciò che si riflette anche nel prossimo Captain Tsubasa, dove pare che il multi locale sia presente solo nella versione per la console ibrida… ma tutti gli altri?

Negli anni si è un po’ persa l’idea di giocare in due o più sulla stessa console, le avventure cooperative sono diminuite ridicolmente, sostituite da un online che vuole confronti PvP e qualche titolo cooperativo per quattro persone, caratteristica simbolo dei vari loot shooter.

Push and Pully va un po’ a solleticare l’interesse di coloro che cercano qualcosa da giocare in compagnia nella stessa stanza. L’edizione Switch inoltre beneficia della sua portabilità, potendo essere “intavolato” praticamente ovunque per una partita veloce.

Conclusioni

Push and Pully è un gioco per nulla innovativo, non ha inventato nulla e anzi, prende di peso meccaniche di vecchi giochi e le mixa qui, in un prodotto moderno che vale davvero la pena provare. Meccaniche semplici che funzionano alla perfezione, un aspetto visivo davvero molto gradevole, che risulta davvero intrigante nonostante la difficoltà sia nella media… e il prezzo a cui è proposto è più che giusto.

Inoltre, un gioco adattissimo ai bambini, che mi sento di definire anche educativo dato che spostare blocchi a caso ci condurrà sicuramente ad una sconfitta.

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay
  • Cooperativa locale
  • Coloratissimo

 

  • Per nulla innovativo

Carisma20 - Biografia

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Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca.

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