Pubblicato il 01/07/20 da Samuel Castagnetti

Disintegration

Il mondo delle idee
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Un giorno i ragazzi di V1 Interactive si sono svegliati e hanno pensato a Disintegration, e a me piace pensare sia rimasto nelle loro menti: era più bello lì. Come avete già potuto intuire, oggi vi parlo di Disintegration, sviluppato da V1 Interactive, pubblicato da Private Division. Disintegration è un FPS con forti elementi da RTS che si svolge in un setting sci-fi post apocalittico. Vediamo com’è andata ai ragazzi di V1 Interactive.

Ombre nel cielo.

Gameplay – Disintegration è intelligente ma non si applica

Come già annunciato nella frase di apertura dell’articolo, quella di Disintegration non sarà una recensione particolarmente positiva. Sorvolando completamente sul setting, che troveremo nel paragrafo dedicato alla storia, a livello di meccaniche Dinistegration parte da un’idea carina, ma non riesce a metterla in pratica in maniera godibile. Il gioco ruota attorno al fatto che noi possiamo sparare, e al tempo stesso comandare i nostri subordinati sul campo di battaglia. Per quanto mi riguarda, sparare l’ho trovato assolutamente insoddisfacente. Il gunplay è davvero di basso livello, a mio parere: non deve essere il nuovo shooter della vita, sia chiaro, ma almeno non essere piatto come un foglio. Unito ad un gunplay assolutamente inutile, c’è il sistema RTS. La componente strategica è sicuramente più importante di quella di shooting per molti versi, ma anch’essa risulta scialba rispetto a giochi più completi.

L’interazione con l’ambiente è carina, ma si ferma a poche interazioni utili, e l’intelligenza artificiale è abbastanza sub par in generale, sia in fatto di nemici sia in fatto di alleati. L’esperienza di gioco che per me ne è derivata è quella di interesse iniziale che è velocemente mutato in noia. Il sistema di controllo delle unità, per quanto macchinoso, si riesce ad apprezzare con il tempo, e la sua unione con il sistema di shooting offre comunque un’esperienza accettabile e organica, dopo un po’ di tempo. Si vede l’idea di fondo che il team ha avuto, il problema è che l’idea era carina, l’esecuzione meno. Il risultato di tutto questo è che non si ha né un buon shooter né un buon RTS, ma uno scarso esempio di entrambi.

Disintegration squadra
Alcuni membri del cast.

Multiplayer, forse…

Mi trovo in difficoltà sul multigiocatore; ho davvero poco da dire, anche perché non sono riuscito a giocarne molto. La difficoltà che trovo consiste nel capire se il gioco è stato pensato per il multigiocatore, oppure se il multi è un plus rispetto al singleplayer. A livello di esperienza di gioco è sicuramente migliore del singleplayer, per quel poco che son riuscito a giocare (per via della poca popolazione sui server). La domanda però rimane, e cambierebbe molto nel contesto di questa recensione. Il fatto che il singleplayer sia la componente “secondaria” potrebbe giustificare molte cose che al momento non risultano giustificate. Allo stesso modo, il fatto che il multigiocatore non stia assolutamente decollando dimostra che anche dal quel punto di vista sono stati commessi degli errori. Oltre a questo non ho davvero molto da dire.

Disintegration esplosioni
Disintegration non è brutto alla vista.

Storia, personaggi e mondo di gioco

Per me questo gioco è un roller coaster di emozioni, e il suo comparto narrativo lo rappresenta bene. Il mondo di gioco è concettualmente una figata: l’umanità, in crisi per via di varie menate e catastrofi, ha incastrato i propri cervelli dentro nuovi corpi metallici, in un processo chiamato integrazione; uno dei volti di questo cambiamento è proprio il nostro protagonista: Romer Shoal. Il cambiamento non doveva essere per forza definitivo, ed ecco che entra il nostro cattivo d’ordinanza: Rayonne. A costui piace un casino l’integrazione, e quindi, siccome è cattivo, vuole integrare anche i restanti umani.

Perché parlo di roller coaster? Perché la storia in sé è abbastanza scialba, ma il mondo in cui si incastra era un’idea davvero carina; alcuni personaggi hanno un design dimenticabile, ma altri sono davvero godibili. La storia del gioco, la si può apprezzare, ma nulla di più; non lascia ricordi particolari, è mediocre come molte cose nel gioco. Il protagonista ho imparato a disprezzarlo da subito, ma questo è probabilmente un problema mio. Il cattivo è assolutamente il peggior personaggio del gioco. I compagni di squadra brillano sicuramente più di altri personaggi nel gioco. Non è una stella polare, sto bagliore, sia chiaro; ma, pur essendo abbastanza stereotipati, spesso funzionano bene.

Le ombre nel cielo continuano.

Valori di produzione

I videogiochi sono strani, Beppe! I valori di produzione di questo gioco seguono lo stesso discorso del comparto narrativo: roller coaster. Ci sono elementi, come la varietà nelle missioni o le cutscene, di buona qualità, che sono in alto, e poi ci sono i bassi. Il gioco gira molto bene, non ho avuto problemi tecnici di alcun tipo (di cui mi sia accorto, almeno), e questo è sicuramente un plus in un gioco al lancio, soprattutto in questo periodo storico. Come accennato prima, i developer hanno fatto un buon lavoro per dare varietà alle missioni, anche a livello di look, e si vede.

Le cutscene, per quanto non siano un costo impossibile, sono di livello e godibili: direi un pollice su, per quanto mi riguarda. I dolori arrivano dal resto. Da quello che il gioco mi ha dato la sensazione di essere dal primo momento in cui ho preso i comandi. Il gioco mi ha ricordato le produzioni medie di tempo PS2. Sia chiaro, non è un gioco PS2, ma l’idea di dove si va a mettere è quel mercato che possiamo definire doppia a piuttosto che tripla A. E diciamo che i valori di produzione generali lo rispecchiano.

Tirando le summe su Disintegration

Io in Disintegration ci ho voluto sperare, ma purtroppo non mi ha soddisfatto. Il gioco ha di sicuro un mercato, e spero che a V1 Interactive vada tutto bene, ma per me il gioco è sotto la media in ogni sua espressione. È godibile, sia chiaro, ma non mi ha rapito né per la trama né per il gameplay. In definitiva, dategli una possibilità, ma probabilmente in tempo di saldi.

Perché sì:
Perché no:
  • Stabile
  • Personaggi secondari
  • Mondo di gioco

 

  • Storia dimenticabile
  • Gameplay non incisivo come dovrebbe
  • Un titolo che sembra doppia A

Rednek - Biografia

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C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.

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