Pubblicato il 07/03/20 da Sara Porello

The Suicide of Rachel Foster

Segreti sepolti

Introduzione – Non è tutta depressione quel che sta nell’ombra 

The Suicide of Rachel Foster. Non appena ho letto il titolo di questo gioco, ne sono rimasta colpita e macabramente affascinata. Dopo qualche istante di gioco però è apparso evidente che questo titolo non parla (solo) di suicidio, ma tratta ben altre tematiche, altrettanto dolorose e difficili da trattare. 

Il gioco è stato sviluppato dallo studio italiano One-O-One Games e pubblicato da Daedalic Entertainment: dalla collaborazione di queste due case nasce questo piccolo gioiello narrativo, un’avventura grafica punta-e-clicca in prima persona, con un’ambientazione dal gusto thriller. 

In un setting alla The Shining, questo titolo esplora tematiche familiari strazianti, attraverso gli occhi di una giovane donna che ha sperimentato la perdita e il dolore, e non ha avuto altra scelta che dimenticare per sopravvivere. 

 

Trama – Certi segreti è meglio lasciarli nel passato… 

Montana, 1993. Nicole sta cercando di lasciarsi alle spalle un passato difficile, fatto di dolore e perdita, e di dimenticare la vicenda che ha rovinato la sua famiglia e la sua vita: molti anni prima, un’adolescente di nome Rachel Foster, amante del padre di Nicole, si è suicidata, sconvolgendo la vita della piccola comunità in cui vivevano. In seguito, Nicole ha perso entrambi i genitori, ma prima di morire la madre le ha lasciato una lettera in cui le chiede di vendere l’hotel di famiglia, il Timberland, per chiudere definitivamente col passato e andare avanti con la sua vita.  

Nicole si reca così nella struttura ormai abbandonata, in cui non metteva piede da dieci anni, decisa a sbrigare le formalità e andarsene al più presto. Una tempesta di neve, tuttavia, la costringe a rimanere nell’hotel più a lungo del previsto. Durante la permanenza forzata, Nicole scopre poco a poco alcune informazioni che sembrano mettere in dubbio il suicido di Rachel Foster e  che suggeriscono l’esistenza di qualche presenza misteriosa nell’hotel. Nicole è decisa ad andare fino in fondo e scoprire la verità, anche se questo comporterà un dolorosissimo confronto con il proprio passato e con la propria storia famigliare. 

Una narrazione che alterna momenti thriller a tratti in cui invece sono protagonisti il dolore e l’amarezza, scorrevole e mai noiosa, in cui il giocatore dovrà scavare nei ricordi di Nicole e disseppellire dolorosi e terribili episodi del passato. 

L’unica protagonista “presente” è Nicole, splendidamente tormentata e maledetta: è attraverso i suoi occhi e i suoi gesti che il giocatore vivrà la storia. Nicole è una di quelle persone contro cui la vita si accanisce ancora e ancora, senza dar tregua, senza scampo; forte e fragile al tempo stesso, Nicole prova a resistere alle avversità della vita, ma è sconfitta in partenza. L’affianca Irving, voce telefonica, un funzionario statale incaricato di assisterla mentre è bloccata all’hotel per via della tempesta, che presto deciderà da aiutarla anche nella sua ricerca sella verità. Tutti gli altri personaggi sono assenti, morti: Leonard e Claire, padre e madre di Nicole; il reverendo Foster, padre di Rachel e amico di Leonard; la stessa Rachel Foster. In una manciata di ore, la storia riesce a restituire un’immagine vivida e realistica di tutti loro.

Ombrelli visti dall'alto
Il gioco inizia con un funerale.

 

Gameplay – Avanzare nel buio 

The Suicide of Rachel Foster, più che un’avventura grafica, è un’avventura narrativa. Non ci sono sequenza di azione, e anche i puzzle che il giocatore deve risolvere sono piuttosto semplici, trattandosi perlopiù di recarsi nelle varie stanze dell’hotel e raccogliere o interagire con alcuni oggetti che sbloccheranno la narrazione. 

Quest’ultima prosegue, oltre che con l’esplorazione dell’hotel, attraverso le chiamate tra Nicole e Irving, che segnano i momenti chiave della storia. 

Le uniche variazioni sono costituite dall’uso di alcuni oggetti (polaroid, torcia, microfono) che serviranno a Nicole per orientarsi in alcune scene. 

Le meccaniche sono dunque semplicissime e ridotte all’osso, e permettono così al giocatore di concentrarsi sulla storia e di vivere un’esperienza immersiva e coinvolgente. I toni horror e a tratti paranormali mantengono l’attenzione del giocatore sempre vigile, e ogni scena riesce in qualche modo a essere inquietante, persino angosciante, complici l’ambientazione spettrale dell’hotel abbandonato e la colonna sonora. 

Due piccolissimi nei: in alcune sequenze al buio, Nicole si troverà a dover utilizzare il flash di una vecchia polaroid per farsi luce; questa meccanica è estremamente scomoda e non aggiunge nulla alla narrazione: una semplice torcia sarebbe risultata più efficace. I salvataggi automatici, poi, sono talvolta un po’ distanti uno dall’altro, visto che avvengono in corrispondenza di ogni nuovo giorno di permanenza nell’hotel. Alcune giornate tuttavia sono narrativamente più lunghe di altre, e se dovrete interrompere il gioco durante queste sequenze, vi ritroverete a dover riascoltare lunghi dialoghi già sentiti senza la possibilità di saltarli. 

Si tratta comunque di imperfezioni minori, che non guastano più di tanto il gameplay o la narrazione. 

Il titolo ha anche una minima componente giocoruolistica: le scelte che Nicole prenderà nei dialoghi, tuttavia, non avranno influenza sul finale, e sarà solo l’ultima scelta a determinare a quale dei due finali disponibili andrà incontro la giovane.

Manichini
Macabre rappresentazioni

Comparto tecnico – La bellezza dei dettagli 

In questo titolo il comparto tecnico si dimostra all’altezza di quel che ci si aspetta. La grafica di The Suicide of Rachel Foster è cupa, scura, e l’hotel in cui è ambientato il gioco sembra disegnato per angosciare il giocatore in ogni momento. La cura dei dettagli è impressionante: provate a esaminare uno di libri che troverete durante il gioco, o la custodia vuota di una VHS… Vi sembrerà di tornare agli anni ‘80. 

Musiche, effetti sonori e doppiaggio completano il quadro, creando un’atmosfera immersiva che oscilla dall’amarezza all’inquietudine, dal dolore al terrore… Come già anticipato, The Shining è il punto di riferimento di questo titolo, e gli sviluppatori ne ricreano perfettamente le atmosfere.

La hall dell'hotel
L’hotel Timberland…

Conclusioni – Non c’è pace per i perduti 

Non posso che promuovere a pinei voti The Suicide of Rachel Foster. Le meccaniche semplici del gioco lasciano il giusto spazio a una narrazione potente e immersiva, le tematiche forti del gioco sono affrontate con intensità e senza veli. La storia si sviluppa nell’arco di 4-5 ore, più che sufficienti per raccontate la vicenda tenendo la tensione sempre alta. Il gioco ha una componente narrativa preponderante, quindi è adatto a tutti quei giocatori che vogliono godersi una storia thriller avvincente senza concentrarsi troppo sulla risoluzione degli enigmi.

Perché sì:
Perché no:
  • Narrazione coinvolgente
  • Atmosfera thriller
  • Tematiche forti

 

  • Salvataggi automatici sporadici
  • Polaroid per far luce... davvero?

The Shining

Dolore

Sara Porello - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.

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