Pubblicato il 08/11/22 da Andrea Borzì

Star Ocean: The Divine Force – Recensione

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Di titoli Gdr ne abbiamo visti tanti nel corso del tempo, ognuno con le proprie caratteristiche e vicende, che se da un lato portano saghe incredibili e longeve dall’altro anche tante storie bizzarre e perplesse. Possiamo dire tranquillamente che questo è il caso di Star Ocean: The Divine Force, sesto titolo ufficiale della serie di Tri-Ace (spin-off a parte) di una serie che sembrava morta nel lontano 2016, con un quinto titolo da dimenticare.

Star Ocean: The Divine Force sarà stato il titolo in grado di rilanciare la serie?

Prima di cominciare, faccio la solita premessa: come molti di questi titoli che non hanno riscosso enorme successo nel globo, Star Ocean: The Divine Force presenta un ottimo doppiaggio Giapponese e (un discutibile) Inglese, sottotitolati in giapponese, inglese e (inspiegabilmente) in francese, per cui se non siete abili fruitori di almeno una di queste tre lingue, vi consiglio caldamente di rivolgervi altrove.

La storia fin’ora

In Star Ocean: The Divine Force avremo modo di vivere l’avventura sotto due punti di vista diversi, quello di Reynold e quello di Laeticia, i due principale personaggi del titolo. La scelta iniziale cambierà poco ai fini della macro trama; il giocatore avrà la possibilità di assistere alle medesime scene sotto i due punti di vista e a momenti specifici per il singolo personaggio. Ciò comporta che al fine di conoscere tutta la trama, dall’inizio alla fine, il giocatore sarà costretto a completare il titolo 2 volte, cosa non da poco, considerando che per terminare la prima run saranno richieste all’incirca 45 ore di gioco.

La trama in se non dispiace; certo, non parliamo della scrittura del secolo, ma, nella sua totalità, funziona ed intrattiene, nonostante la prevedibilità dei fatti e i cliché utilizzati. Allo stesso modo i personaggi incontrati e i compagni di viaggio, che per quanto non spicchino di innovazione, risultano gradevoli, ben costruiti e ben integrati all’interno della narrazione.

Possiamo dire che in Star Ocean: The Divine Force la trama ha fatto un grande passo in avanti rispetto ai suoi predecessori, tuttavia il cammino è ancora lungo.

Gameplay

Se dovessi descrivere il gameplay di questo Star Ocean, lo potrei riassumere in “squisitamente giapponese“; infatti, per quanto risulti piacevole nella sua interezza, il titolo si mostra ancorato a meccaniche vecchie che forse sarebbe ora di rinnovare un pochino.

Il sistema di combattimento, dalla forte impronta action, convince, ma nel contempo mostra gravi difetti. Il giocatore avrà modo di modificare le combo da far utilizzare ai personaggi, combo che faranno uso della barra AP, che verrà consumata di uno o due frammenti in base all’azione svolta. La barra AP, potrà essere allungata momentaneamente mediante attacchi a sorpresa, cosa che darà la possibilità di fare combo più lunghe senza rischiare di rimanere inermi nell’attesa che la barra si ricarichi. Tuttavia, per quanto una volta appresa la tecnica, mostri un giusto margine di agilità per il giocatore, non saranno poche le situazioni in cui, numero di nemici e camera faranno sì che non si riesca a comprendere esattamente cosa sta accadendo a schermo.

Per intenderci, non poche volte, menando un solo nemico, mi sono ritrovato vittorioso senza capire cosa fosse successo a tutti gli altri, al contrario nelle zone più strette, non sempre risulta facile capire chi ci sta attaccando.

L’esplorazione, invece, risulta spesso molto divertente, non tanto per le mappe in se (spesso dei corridoi molto larghi che, nonostante fingano una certa profondità di campo, sono limitati da pareti invisibili), quanto per le possibilità dell’esplorazione; infatti oltre al salto e ai singoli movimenti (soprattutto la corsa, visto che saremo più veloci di un treno) avremo modo, dopo i primi muniti di gioco di far uso del sistema D.U.M.A. che oltre a darci una mano a combattere, ci permetterà di scansionare l’area circostante e effettuare brevi voli e lunghe planate con il quale saremo in grado di raggiungere alture o superare dirupi e ostacoli.

Aggiungo che, grazie alla possibilità di prendere i nemici di soppiatto, rendendo gli scontri estremamente veloci, e al sistema DUMA che migliora la facilità con cui prendere i nemici alle spalle, il ritmo dell’esplorazione verrà interrotto molto di rado, rendendo il tutto un gigantesco parco giochi per gli amanti del Parkour.

Il menù è l’elemento meno riuscito, o almeno quello che risulta più vecchio: tanto scarno quanto completo. Infatti, sebbene sia completo di ogni qualsivoglia sezione dedicata al miglioramento dei personaggi (tra skilltree che permettono una totale personalizzazione a impostazioni per combo, skill passive e attive, attrezzatura e potenziamento e creazione oggetti, ecc…) il menù non risulterà facilmente navigabile, con miriadi di descrizioni minute per effetti e potenziamenti che sembrano pensati più per un computer o uno schermo ravvicinato, che per una console. Insomma, Star Ocean: The Divine Force sembra un MMORPG che non è voluto andare online.

Grafica e Tecnicismi

L’aspetto più altalenante del titolo è sicuramente l’elemento grafico; un titolo che urla di antiquato sotto quasi ogni aspetto. Non fraintendetemi, non parliamo una brutta grafica o di una pessima direzione artistica, quanto della costante impressione che sia una versione 4k di un gioco di 3 generazioni fa.

Certamente, il fatto che questo titolo sia stato rilasciato anche per Playstation 4 e Xbox One, potrebbe aver limitato le scelte tecniche, tuttavia, non credo che l’intento di farlo apparire come un MMORPG sia dovuto dalle limitazioni della scorsa generazione (soprattutto se consideriamo che il gioco gira splendidamente e che i pochi cali di frames sono prettamente dovuti alla velocità con cui si può esplorare la mappa).

Stesso principio vale anche per le animazioni dei personaggi, spesso affrettate e legnose, non soltanto nei movimenti generali del gioco ma anche nelle cutscene, dando sempre una sensazione di posticcio che aleggia nella mente del giocatore.

Infine il comparto audio, con soundtrack che sono certamente orecchiabili, ma che talvolta entrano in un loop insopportabile, che spingono o a concludere velocemente l’aera o a chiudere il gioco per un po’ di pace mentale.

Conclusione

Star Ocean: The Divine Force è sicuramente un passo in avanti verso la direzione giusta per la ripresa del brand; Una trama convincente ed un gameplay divertente, soprattutto nell’esplorazione, rendono il titolo appagante e degno di prova. Tuttavia non è privo di difetti, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto tecnico e grafico. Se il titolo punta a rilanciarsi e a trovare un bacino di utenza più ampio di quello avuto finora, è il caso che inizi a svecchiare le proprie meccaniche e alleggerire quella meccanicità nelle cose tipica del paese del sol levante.

  • Trama e Personaggi ben caratterizzati
  • Esplorazione Divertente
  • Buon punto di partenza per futuri titoli

 

  • Grafica e tecnicismi arretrati
  • Combattimenti Caotici

 

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...