Pubblicato il 29/03/20 da Carisma20

Project Diva Mega Mix

Miku Hatsune su Switch
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Miku Hatsune on Nintendo Switch

Se avete seguito la nostra pagina Facebook, sapete che ho avuto modo di recuperare Project Diva Mega Mix in edizione limitata direttamente dal Giappone. Sappiamo che il rhythm game delle Vocaloid arriverà durante l’anno anche in occidente, e gli interessati a recuperare il titolo potranno iniziare a farsi un’idea già da ora su ciò che li aspetta grazie a questa recensione. I contenuti saranno molto probabilmente identici, esattamente come già avvenuto per l’edizione Nintendo Switch di Taiko No Tatsujin, anch’esso venne da me recuperato dalla Samurai Land (se non sai cos’è clicca qui per la nostra recensione).

In questo caso tuttavia, al contrario di quanto successo col Taiko, la lingua inglese non è purtroppo presente nell’edizione giapponese del gioco.

Sottolineo che non avendo acquistato console Sony dopo la Playstation 2, questo è il primo titolo della saga a cui mi approccio. Non posso quindi fare paragoni con i vecchi titoli e dirvi cosa è cambiato dal passato.

hatsune miku project diva
Ho beccato uno sguardo strano, lo so

 

Il focus dei rhythm game: Il gameplay

Non c’è una modalità storia, quindi come da tradizione delle sale giochi, ciò a cui Project Diva Mega Mix punta maggiormente è il gameplay nudo e crudo. Chiunque seguisse o ha seguito in passato il fenomeno delle Vocaloid troverà sicuramente almeno qualche canzone conosciuta. Per me che le ho seguite giusto i primi tempi, andandomene poi lentamente a disinteressare, ho trovato la maggior parte delle track completamente nuove, ma ho avuto vita più facile con le (poche) presenti che già conoscevo per prendere familiarità con il gioco.

Conoscere la canzone porta infatti risultati migliori, avendo un’idea del ritmo delle canzoni che ci permetteranno di seguirlo meglio. Il gioco è intuitivo e un rapido tutorial al primo avvio ci mostrerà come funziona il tutto per entrambe le modalità di gioco. La modalità classica richiede al giocatore di premere a tempo i tasti singoli o le combinazioni di essi visualizzati sullo schermo, garantendoci un punteggio più alto mano a mano che riusciamo a inanellare input corretti. Esso infatti verrà moltiplicato per il numero di Combo Streak, ossia il numero di input in sequenza corretti eseguiti.

Perdere punti significa perdere terreno sulla barra situata nella parte bassa dello schermo che ci dà un’idea della nostra performance. Finire la canzone sotto la soglia minima richiesta ci indica una sconfitta, mentre, avendo successo, ci conferirà una medaglia in base alla percentuale di risultato ottenuta. Questi valori cambiano in base alla difficoltà selezionata, nella Normal ci basterà ottenere almeno il 50% della barra per avere successo. Ci verrà in questo modo conferita la medaglia di bronzo. Per ottenere valori più alti, dovremo arrivare al 75% per il silver, e 85% per il gold. Questi valori salgono per la difficoltà Hard, con un minimo di 60% di barra per considerare la track eseguita correttamente. Non ho ancora idea dei valori da raggiungere nelle due difficoltà Extreme… non mi sono ancora cimentato, ho già parecchie gatte da pelare con Hard.

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La meccanica di HOLD in Project Diva

Project Diva Mega Mix – Il punteggio è importante

Ogni livello di difficoltà aggiunge cose che ci renderanno l’esperienza più difficile, e di conseguenza appagante se riusciremo ad eseguire il tutto correttamente. Ad esempio nella difficoltà Normal avremo due tasti principali (A e B), con gli altri due (X e Y) che verranno utilizzati solo nella parte finale. In Hard useremo immediatamente tutti e quattro i tasti e avremo un numero di HOLD maggiori. Gli HOLD sono i tasti che vanno mantenuti premuti il più a lungo possibile per ottenere un bonus di punteggio. Interromperli prima non ci farà ottenere i suddetti punti, ma non interromperà la Combo Streak.

La Combo Streak è valida finché premeremo i tasti a tempo o saremo solo leggermente fuori tempo: sono quindi ammessi solo risultati Cool e Fine per ogni nota. Qualsiasi altro risultato, che sia fuori tempo o dovuto ad una pressione del tasto errato comporterà l’azzeramento della Streak, cosa da evitare il più possibile dato che il punteggio ne risentirebbe inevitabilmente molto: compiere un errore dopo un valore di 200 Combo comporta che il punteggio della successiva nota ci fornirà il punteggio base moltiplicato x1 invece che x201, quella ulteriormente successiva x2 invece che x202 e così via. Un errore vi costa punti in maniera esponenziale in continuazione.

Ma non fatevi spaventare dal punteggio, esso è sì importante, ma badateci relativamente. Io stesso se commetto errori all’inizio tendo a riavviare la canzone, ma se faccio errori successivamente continuo. Questo perché permette di imparare meglio i pattern dei tasti da premere, e ad ogni modo il gioco risulta soddisfacente anche così: ogni volta che concludiamo la canzone con un nuovo punteggio record sentiremo che la nostra abilità sta migliorando anche se a noi non sembra. Per quanto sia giusto porre come obbiettivo effettuare una Full Combo, ossia zero errori, a volte sbaglieremo qualcosa.

project diva lista canzoni
La quantità di canzoni anche senza i dlc è enorme

Nuova modalità per Nintendo Switch

Onestamente ho solo provato questa modalità, e non ne sono entusiasta. Il tutto è volto a simulare l’utilizzo dei bastoni illuminati che si usano durante i concerti delle Vocaloid, ma credo sia una modalità più indirizzata a chi ama Just Dance e simili. Personalmente non la amo affatto e sto macinando ore di gioco nella sola versione classica di Project Diva Mega Mix.

I due Joycon vanno impugnati direzionati verso l’alto con i pollici portati a premere i grilletti. Grazie ai sensori di movimento, potremo muovere i due cursori relativi sullo schermo e premere il grilletto al momento giusto, andando a sovrapporci alla nota che dall’alto scende verso il basso. I cursori si muovono nella parte bassa dello schermo solo orizzontalmente. Anche qui è presente la meccanica di HOLD, con la differenza che a volte ci verrà richiesto di muovere i controller per mantenere attivo il canale della nota.

La modalità non è stata sviluppata male, ma la trovo molto più semplice e meno appagante della modalità classica: credo abbia semplicemente un target completamente diverso di giocatore che non riesce a farmela apprezzare.

Molti video saranno concerti veri e propri di Miku Hatsune

L’importanza del controller – Hori

Per chi segue un minimo i rhythm game, vengono spesso pubblicati insieme ad un controller apposito, e Project Diva Mega Mix non fa eccezione. Moltissimi sicuramente ricordano le chitarre di Guitar Hero, o la batteria. Se vi state chiedendo che fine abbia fatto Guitar Hero, è morto male: a un certo punto tutti si son messi d’accordo che a nessuno fregava più niente del titolo e il team si è ritrovato a pagare i diritti delle canzoni che sicuramente non costavano poco, senza nessun ritorno economico.

Altri, sicuramente in minor numero, hanno una conoscenza dei tamburi del Taiko. Project Diva Mega Mix ha un controller a 8 tasti grandi e uno slide touch che permette di utilizzare un’interazione particolare quando richiesta a schermo, che sono le freccette continue che ci richiedono di muovere la mano verso destra o sinistra. Su un normale controller vengono usati i grilletti o le levette (preferisco le levette per via del feedback migliore, anche se è più comodo usare i grilletti).

C’era la voglia e una mezza idea di recuperare anche il controller, ma tolto il fatto che costa tipo 300 o 400$, e fosse prodotto solo su richiesta in preorder entro lo scorso fine settembre, non sapevo quante ore avrei investito effettivamente nel titolo, il che mi ha fatto desistere dall’effettuare una così importante spesa. Col senno di poi, avessi saputo avrei investito così tanto tempo nel gioco (praticamente su Switch non sto giocando altro), l’avrei preso a occhi chiusi. Lo recupererò se e quando sarà disponibile in occidente.

Il costo può sembrare eccessivo per molti di voi, magari abituati alle suddette chitarre vendute a 80€, ma erano realizzate in plasticaccia e indirizzate a vendere il più possibile piuttosto che agli appassionati di questo genere. Un controller da sala, perché parliamo di un dispositivo grande esattamente quanto quello da sala, con 8 pulsanti che si illuminano quando vengono premuti, uno slide che si illumina quando ci passiamo sopra con la mano e tutto il resto dei tasti necessari per le varie funzioni (come il tasto home, + e -), il tutto di ottima qualità, vale quel prezzo. Provare a costruirselo da soli è sicuramente un’opzione, ma il prezzo non si allontanerà molto da quello proposto. A meno che non voi non siate ingegneri elettronici e grafici, vi conviene spendere i soldi per il controller ufficiale.

Ma tranquilli, il gioco è godibilissimo con i Joycon.

Le schermate di caricamento raffigurano vari personaggi delle Vocaloid

L’importanza del controller – Nintendo

Se per Guitar Hero è palese la necessità delle chitarre per godere appieno del gioco, in questo caso possiamo tranquillamente accontentarci dei Joycon. Certo non riusciremo a ricreare l’esperienza della versione da sala, ma il tutto risulta comunque molto divertente. I tempi di risposta del Joycon sono ottimi, anche quando si gioca sul televisore con i controller staccati dalla console. Il problema di questa configurazione è rappresentata probabilmente dai tasti troppo piccoli che a volte possono spingerci a mancare la pressione di un tasto.

Il controller per Nintendo Switch (intesto come il pad) ha i tasti più grandi e può ovviare al problema, sempre che voi lo abbiate già o siate disposti ad acquistarlo.

Ho visto in giro per internet gente che è riuscita ad adattare i controller Playstation e forse anche quelli Xbox (non ricordo di preciso), ma al costo di un maggior input lag. Non so personalmente quanto ne valga la pena, essendo la lag una componente che fa perdere molto in questi giochi: difficile andare a ritmo se il controller non risponde bene.

Io con i Joycon mi trovo tutto sommato bene, e se recupererò il controller ufficiale da sala sarà solo per sfizio personale.

Le animazioni sono ottime

Vocaloid e SEGA

Ciò che ho trovato fondamentale, per ovvi motivi, è l’intuitività del menù. Non ho avuto difficoltà a capire cosa ogni voce del menù fosse, nonostante le scritte incomprensibili. Il gioco gira a 30FPS, cosa che assolutamente non è un dramma in questo caso. L’audio è ottimo, mi sembra giusto menzionarlo visto che è una componente fondamentale dell’esperienza, forse un po’ troppo basso quello della musica che spesso viene coperto dai feedback della pressione tasti, specie in modalità portatile dove c’è un limite massimo al volume. Il problema viene mitigato su TV, abbassando leggermente il volume dei feedback dalle opzioni e alzando quello della TV. I feedback vi consiglio di tenerli attivi, servono a fornirci traccia del se state andando a tempo o meno, in modo da correggere il tiro nel caso non lo foste.

Inoltre è presente nelle opzioni la possibilità di cambiare i tasti presenti a schermo in modo da non fare confusione, sostituendoli con freccette, o addirittura con i pulsanti noti delle console Sony, cosa ottimo per chi ha già familiarità con la saga e ha difficoltà ad associare i tasti Nintendo (soprattutto la X che può darvi qualche grattacapo all’inizio).

La quantità di elementi per personalizzare i Vocaloid in ogni track è praticamente enorme, e viene inclusa anche la possibilità di disegnare le proprie magliette per farle indossare a Miku e agli altri personaggi. Purtroppo manca un sistema di condivisione online delle magliette create, sarebbe stata ottima una funzionalità che permettesse di scaricarle sulla console e utilizzarle. Nota a favore, se si dispone di un pennino per touch screen, è possibile disegnare la maglietta direttamente in modalità portatile con l’ausilio dello stesso.

Conclusioni

Project Diva Mega Mix è un ottimo rhythm game, non ne ho giocati molti, ma personalmente questo mi sta tenendo incollato allo schermo in una maniera che non mi sarei mai aspettato, portandomi a macinare ore su ore. Probabilmente la lunghezza di questa recensione ne è una prova, dato che mi ha spinto a sviscerare bene il gioco, portandomi a migliorare le mie abilità, dandomi soddisfazione nel vedere un aumento di velocità nella lettura ed esecuzione dei pattern, ma senza tuttavia farmi ancora sentire arrivato. Insomma, sto giocando ancora ad Hard, d’altronde. E nemmeno in tutte le canzoni.

La difficoltà è legata non solo a quella scelta ma anche alla singola canzone: ognuna di esse ha un numero che identifica indicativamente l’abilità necessaria a portarla a termine; è possibile riuscire a completare alcune canzoni a difficoltà molto alte e ad avere problemi in altre a difficoltà basse.

Oltre alla normale modalità, è possibile scegliere di esercitarsi in passaggi difficili potendo selezionare il minutaggio da cui partire a giocare e ripetere in loop la sezione, e una modalità video ci permetterà di visualizzare il video della canzone senza i tasti da premere, in modo da guardare semplicemente o imparare il ritmo della track, se ci è nuova. È possibile anche creare playlist di più tracce video.

Inoltre, come specificato, non è necessario l’acquisto di un controller a parte, cosa che spesso viene richiesto in questo genere di giochi.

 

Perché sì:
Perché no:
  • Numero di canzoni
  • Personalizzazione tasti
  • Miku Hatsune

 

  • La nuova modalità

 

Carisma20 - Biografia

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Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca.

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