Taiko No Tatsujin

Nintendo Switchi Vashion

Pubblicato il 06/08/18 da Carisma20
recensione
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Taiko No Tatsujin

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Aggiornamento del 7/11/2018: Taiko no tatsujin: Drum & Fun è la versione europea tradotta direttamente da quella presa in esame per questa recensione, potete quindi tranquillamente basarvi su questa per decidere se acquistare o meno la versione nostrana del gioco.

Se seguite la nostra pagina Facebook avrete sicuramente visto il post in cui mostravo la versione giapponese di questo gioco. Il caso ha voluto che qualche giorno fa ci sia stata la conferma dell’arrivo del gioco in Europa in ben due versioni (addirittura localizzate in italiano), quella Switch, che era la più scontata per via dell’aggiunta delle periferiche di movimento, e quella PS4. Questa recensione ha quindi un duplice scopo, sia informare chi fosse intenzionato a recuperare la versione dell’uomo del Giappone, sia chi vuole attendere l’uscita del gioco a novembre sul nostro territorio… o magari anche chi voglia recuperarle entrambe, probabilmente le tracklist dei giochi distribuiti in aree geografiche diverse saranno profondamente differenti. Nell’attesa di saperne di più, per vedere quanto abbia senso recuperare anche la versione italiana del gioco (non vorrei ritrovarmi a tamburellare sulle canzoni di Vasco o Madonna – con la seconda un po’ più probabile- ), parliamo di questa, che tanto sarà uguale a quella che arriverà da noi.

Il menù principale è estremamente intuitivo, sono subito chiare le varie modalità.

Partendo dal presupposto che la maggior parte delle canzoni sono tipicamente orientali, salvo qualche eccezione nella categoria Musica Classica e poco altro, appare chiaro come questa versione sia indirizzata a chi apprezza il Jpop, le canzoni degli anime (lo ammetto, ho avviato il gioco e sono andato subito a cercare la opening di Evangelion), le Vocaloid (male, solo tre canzoni in questa versione, mi aspettavo qualcosa di più) e anche qualcosa di popolare giapponese. Insomma se non masticate questa roba, onde evitare di ritrovarvi delusi, statene alla larga.

D’altronde tutto in questo gioco richiama fortemente il Giappone, a partire dai personaggi, le varie figure giapponesi, e ovviamente anche il controller. Con taiko, in giapponese, si tende a identificare le percussioni in generale, e il tamburo è sempre stato uno strumento popolare per loro, tanto che veniva usato anche nelle cerimonie religiose, fino a diventare uno degli elementi imprescindibili di una sala giochi: se sei in terra nipponica e entri in una di queste, sta pur certo che troverai almeno un cabinato arcade del taiko.

Questo sono io, in una delle mie rarissime buone esecuzioni.

Avviando il gioco ci troviamo davanti le impostazioni, che permettono di configurare eventuali input lag del televisore, così da aggiustare al meglio il nostro timing… non c’è bisogno che vi dica quanto sia importante una cosa del genere in un rhythm game, almeno spero. Sistemato il tutto, grazie anche alla vibrazione a tempo dei Joy-Con, ci ritroveremo di fronte a una schermata principale coloratissima e, caratteristica fondamentale, estremamente intuitiva. Sì, perché il gioco è ovviamente in giapponese e, sebbene sia prevista una patch inglese in uscita il 9 agosto, attualmente sono relegato a tentare di riconoscere che diamine sto facendo dalle immagini e da qualche parola che ho imparato a riconoscere.

Il gioco è davvero coloratissimo e i vari effetti sono bellissimi da guardare.

Nel gioco sono presenti due note: il Don, raffigurato dalla faccina rossa che rappresenta il colpo al centro del tamburo, e il Kat, azzurro, rappresentante il colpo sul bordo. Il gioco ci mette di fronte a combinazioni di queste due note, da suonare a tempo, ed è indifferente quale mano vorremo usare per ogni colpo. L’aspetto che mi piace di più di Taiko No Tatsujin è proprio questo, la totale libertà nell’usare la bacchetta che si vuole per ogni colpo dato.

Ogni canzone ha quattro livelli di difficoltà, tranne qualche eccezione che ha un quinto livello, chiamato Ura Oni (estremamente demoniaco), con versioni delle canzoni rallentate/accelerate/etc. Roba che non mi sono neanche degnato di provare, è già tanto se riesco a completare le versioni normali con cinque stelle di valutazione, figuriamoci andare oltre.

Il gioco personalizzerà i personaggi in base alla categoria della canzone scelta.

Non sono riuscito a provare il Drum Controller, che non ho recuperato per via dei problemi che aveva la versione PS4, ma pare che in questo caso siano riusciti a migliorare la responsività del tamburo, magari lo recupererò appena arriverà da noi. Per tutto il resto, gioia e dolori in ogni modo di giocare, dato che ne avremo diversi da scegliere.

Il controller è ottimo, responsivo, preciso, nulla da dire a riguardo. Purtroppo risulta anche il modo meno divertente per approcciarsi al titolo. In modalità portatile è possibile utilizzare il touch screen della console e anche qui nulla da dire, funziona bene. In ultimo abbiamo la possibilità di utilizzare i Joy-Con come bacchette, modalità che risulta essere la più divertente, data la simulazione del tamburo, ma anche la meno precisa.

Il tema dedicato alle Vocaloid.

Non c’è una distanza fissa dalla quale far partire la nota, quindi potrete scegliere l’altezza delle bacchette come preferite: il colpo viene registrato nell’attimo in cui, effettuando un movimento dall’alto verso il basso, bloccheremo la bacchetta, per poi riportarla verso l’alto. Ruotando il polso otterremo il Kat, mentre battendo diritti otterremo il colpo al centro del tamburo, ossia il Don. Sarà necessario un po’ di tempo per riuscire a pulire bene gli input e anche per capire quale sia il modo migliore per tenere in mano i Joy-Con. Purtroppo nella foga, soprattutto alle difficoltà più alte, capiterà di effettuare un colpo lento, portando la console a percepire un colpo errato o a paddarlo completamente (paddare = non registrare). Come consiglio personale, immaginate di avere un piccolo tamburello davanti e colpite soltanto utilizzando i polsi: la precisione aumenterà enormemente anche alle difficoltà più frenetiche.

Alla modalità principale, limitata a due giocatori, si aggiunge una modalità fino a quattro giocatori, quella dei minigiochi, che rappresentano un’ottima aggiunta, sempre incentrati sull’andare a ritmo. Alcuni sono davvero ben riusciti, e le stesse musichette rischieranno di entrarvi nel cervello, altri un po’ meno. I minigiochi vi permettono anche di sbloccare nuove canzoni nella modalità principale, oltre a personaggi aggiuntivi.

I minigiochi rappresentano un’ottima aggiunta per divertirsi con gli amici.

I personaggi avranno abilità speciali, che influenzeranno il vostro modo di giocare una canzone nella modalità principale e, tra le vecchie conoscenze delle precedenti versioni, troveremo anche Kirby e il mollusco di Splatoon.

Tirando le somme, questa versione casalinga di Taiko No Tatsujin riesce a riunire più modi di giocare, grazie alla possibilità di approcciarlo con la periferica che si vuole, laddove la migliore risulta sicuramente il Drum Controller (sperando abbiano risolto i problemi della responsività). Se siete appassionati di rhythm game e di canzoni Jpop, o siete fruitori di anime e simili, questo titolo rappresenta un acquisto quasi obbligato nella sua versione nipponica, altrimenti attendete tranquillamente la versione europea del gioco. Infine, se vi trovate spesso con i vostri amici, i minigiochi possono diventare qualcosa di più di una semplice modalità secondaria.

Perché sì:
Perché no:
  • Colorato
  • Nipponico
  • Vari sistemi di controllo
  • Minigiochi

 

  • Sistema di controllo con i Joy-Con divertente ma impreciso

Taiko

Giappone

Evangelion e Splatoon theme

Controlli

Carisma20 - Biografia

Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca... The bones of beasts and the bones of kings become dust in the wake of the hymn. Mighty kingdoms rise but they all will fall, no more than a breath on the wind.