Pubblicato il 27/05/20 da Carisma20

Profane

Twin Stick Bullet Hell Shooter
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Profane non è un titolo per tutti. O forse sì.

Trattasi di un Twin Stick Shooter, ossia un sistema di gioco comandato tramite l’utilizzo delle due levette digitali del pad dove quella sinistra viene utilizzata per muovere il personaggio utilizzato, l’altra per indicare la direzione di fuoco dello stesso. Il tutto è mischiato ai classici sistemi Bullet Hell. Penso abbiate capito sia un genere che adoro vista la mole di titoli che mi ritrovo a portare in recensione… insomma, inferno di proiettili, letteralmente, unito ad un sistema a doppia levetta che apprezzo abbastanza, il tutto condito con una difficoltà molto alta.

Un titolo per Hardcore Gamers insomma. Quelli veri, non quelli che si definiscono tali per aver finito Dark Souls. Più volte. Al 6° New Game+. Forse è per questo che la gente mi odia…

L’hub centrale da cui selezionare le abilità prima di tuffarsi nella bossfight

Trama – Talaal

La trama, per quanto non sia chiaramente il punto fondamentale di Profane, non è così scontata come si potrebbe pensare. Certo non fa gridare al miracolo, e alcune cose sanno di già visto, ma per una produzione che punta chiaramente al gameplay, è grasso che cola.

Un potere in grado di generare vita creò Eonora e Dio decise che un potere così grande dovesse subire una qualche forma di controllo. Creò così 7 maschere da dare agli araldi, con il compito di trasmetterle ad altri. L’avidità porto però allo scoppio di guerre tra i possessori delle maschere, finché una di esse, alla fine, prevalse sulle altre. Le varie tribù, unitesi allo scopo di sigillare la maschera, vi riuscirono a cara prezzo.

La maschera riuscì però a liberarsi e riversò una nebbia su tutta Eonora capace di corrompere qualsiasi cosa. Talaal trova l’ultima maschera degli araldi che era ancora libera e inizia il suo viaggio per sconfiggere tutti i boss che le si parano davanti, liberandolo in questo modo dalla corruzione imposta.

Gameplay – Riservato agli hardcore gamers

Profane ha una caratteristica particolare: il nostro avatar non dispone di un quantitativo predefinito di vite come accade spesso nei Bullet Hell. Il nostro game over sarà invece scandito dal tempo, un countdown che cala vertiginosamente nel momento in cui subiamo un colpo (15 secondi per ogni colpo subito), oltre a scorrere normalmente. Nel momento in cui il timer raggiunge lo zero, l’ambiente si fa molto più scuro e cupo, e un solo colpo determina la fine del gioco.

Il gioco prevede l’approccio ad un serie di boss, tutti molto difficili e con più fasi da superare, ognuna con i propri pattern. La caratteristica particolare è che subire un colpo non ci donerà un periodo di invincibilità, quindi un serie di colpi ci colpirà una volta per ogni proiettile qualora non saremo pronti di riflessi a spostarci dalla traiettoria, con la rapida discesa della barra del tempo che questo comporta.

Oltre alla normale modalità di fuoco, è possibile equipaggiare abilità attive (attivabili tramite la raccolta di anime che i nemici rilasciano quando vengono colpiti) e abilità passive.

Un piccolo problema si verificava nel momento in cui c’erano ostacoli particolari (il secondo boss gira su se stesso e attivava una barriera a 180° sull’arena) e appena partiva la nuova fase del boss, capitava che essa entrasse in collisione con il nostro avatar e registrasse il colpo, togliendoci 15 secondi dal timer. Fortunatamente pare che siano stati donati 1 o 2 secondi di invulnerabilità al personaggio all’inizio di una nuova fase (dove né il boss né il PG emettono proiettili) che evita questo problema.

Io che due secondi dopo muoio malamente per prendere questo screen

Aspetto tecnico

Il gioco non ha nessun cedimento, e meno male. La versione provata è quella dedicata a Nintendo Switch, qualora steste pensando di prenderla su questa piattaforma per beneficiare della sua portabilità. andate tranquilli. Il gioco rimane sempre fluido, cosa fondamentale in questo genere di giochi.

Menzione d’onore agli elementi di gioco, tutti ben distinguibili grazie ai colori utilizzati, e nonostante una povertà di poligoni, il gioco nasconde questa cosa grazie ad un ottimo stile grafico adottato.

La lava del livello infligge danni, non esistono barriere all’interno dell’arena

Conclusioni

Profane è un’ottima sorpresa, che mi sta tenendo incollato (finalmente qualcosa da giocare oltre a Project Diva) per la sua difficoltà e ottima gestione degli elementi di gioco. Il gioco potrebbe essere frustrante per alcuni, specie se odiate le piogge di proiettili, ma qualora abbiate già avuto esperienze in passato con questo genere, posso assicurarvi che vi terrà impegnati per parecchie ore.

Perché sì:
Perché no:
  • Stile
  • Gameplay
  • Difficoltà

 

  • Difficoltà

Carisma20 - Biografia

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Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca.

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