Pubblicato il 29/05/20 da Filippo D'Alessandro

WarriOrb

Amore e odio per un demone a forma di palla
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WarriOrb è un titolo che avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore. Il piccolo indie dello studio Not Yet è un platformer con enigmi in cui impersoneremo un demone intrappolato in una palla dopo che un incantesimo lanciato da un mago non è andato a buon fine. Il demone palla o la palla demone senza nome che ci troveremo a controllare si ritroverà a rimbalzare attraverso diversi scenari per ottenere la propria libertà, sconfiggendo nemici e completando enigmi in quello che è un titolo molto difficile ma che premia i giocatori più persistenti con una bella dose di serotonina ad ogni sfida superata.

Dall’est con amore

WarriOrb è il primo titolo dello studio Not Yet, team di sviluppo dell’est europa formato inizialmente da due membri (Csaba Molnar e suo fratello Gézu), che hanno dedicato il proprio tempo libero allo sviluppo del gioco. Quello che era un passatempo è diventato pian piano un progetto sempre più grande e ambizioso che, nonostante alcuni suoi aspetti non proprio perfetti, riesce ad avere una sua personalità molto distinta rispetto a tanti altri titoli, rendendo ancora più particolare l’atmosfera e l’esperienza vissuta con WarriOrb, che mi ha fatto tornare in mente la prima volta che esploravo Lordran e dintorni in Dark Souls.

Sotto questa sua scorza un pochino dura si nasconde un gioco che merita sicuramente la vostra attenzione, andiamo ora a vedere nel dettaglio cosa intendo.

Un mondo in rovina

All’avvio WarriOrb ci mostra un bel messaggio di incoraggiamento: “L’avventura che ti aspetta non sarà delle più facili, ogni tentativo è sempre un passo in avanti.“, questo dovrebbe farvi capire già da subito che le sfide che affronteremo in WarriOrb non saranno per niente facili. Presa visione del menu principale, da qui selezioneremo nuova partita e la difficoltà della nostra avventura tra le tre disponibili (Facile, Normale e Insane): la prima ci dà respawn infiniti presso il Soulkeeper (un incantesimo che funziona da respawn portatile e che possiamo piazzare dove vogliamo) prima di ripartire da un checkpoint e diminuisce il danno ricevuto dai nemici. La difficoltà normale, che è consigliata dal gioco stesso, rimuove gli aiuti appena descritti mentre infine Insane fa l’opposto di quella facile, togliendo i respawn infiniti dal Soulkeeper e costringendoci a partire da un checkpoint ogni qualvolta finiremo gli HP, in più aumenta il danno inflitto  dai nemici. Ponderate attentamente la vostra scelta perché, una volta iniziato, non si può cambiare il livello di difficoltà, occorre ricominciare.

Veniamo introdotti alla storia di WarriOrb da un filmato alquanto triste: vediamo un mago intento a studiare per trovare un incantesimo in grado di riportare la propria figlia in vita, ma qualcosa va storto durante il rituale e viene evocato un demone. Noi, nei panni di quest’ultimo, ci troviamo intrappolati in una palla, senza memoria della nostra vita precedente e catapultati in un mondo in rovina, colpito da una misteriosa calamità. L’unico modo per ottenere la propria libertà e forse anche i nostri ricordi? Aiutare il mago a trovare tre artefatti dal grande potere per riprovare a resuscitare la figlia.

Rimbalza di quì, rimbalza di là

Catapultati nel gioco vero e proprio ci ritroviamo di fronte ad un platformer che non fa sconti già dalle prime battute di gioco, molto hardcore diranno alcuni. Ci toccherà apprendere bene tutti i comandi del nostro nuovo corpo: possiamo rotolare per passare nei cunicoli più ristretti o rimbalzare per raggiungere punti più alti, ovviamente bisogna fare molta attenzione nel calibrare e gestire i movimenti di una palla, un nostro calcolo sbagliato ci può costare il ritorno al checkpoint, costringendoci a ritornare dove eravamo riaffrontando nemici e salti che avevamo già superato. Per fortuna i comandi di WarriOrb sono molto precisi, se dovessimo sbagliare qualcosa sarà solamente colpa nostra.

WarriOrb non offre solamente sezioni di platforming ed enigmi, durante le nostre peripezie ci imbatteremo molto spesso in gruppi di nemici da affrontare. Durante questi scontri potremo usare diverse armi che troveremo esplorando (anche se sono tutte praticamente identiche) e tante magie molto variegate. Queste azzuffate risultano essere poco avvincenti e molto semplici, contro avversari poco caratterizzati e dalle animazioni molto rigide. Non posso dire la stessa cosa delle bossfight, ideate ad hoc per metterci alla prova. Battere i boss richiederà tutto il nostro impegno ed un mix di tutte le meccaniche elencate sinora, anche qui però le animazioni fanno storcere il naso.

L’ambientazione e la colonna sonora di WarriOrb sono il piatto forte dell’esperienza: il misterioso mondo di gioco è una delizia da esplorare, girando in lungo e in largo scopriremo nuovi dettagli su cosa è successo alla popolazione e cosa ha causato il declino del regno, ogni strada scelta è una nuova avventura che ci porterà a trovare nuovi oggetti e power-up, inoltre esplorando incontreremo bizzarri personaggi, dallo stile artistico molto particolare; Le interazioni con questi NPC sono uniche e divertenti e qualche volta finiranno col rompere la quarta parete, da loro riceveremo diverse missioni secondarie e potremo commerciare per ottenere diversi oggetti. Il tutto è accompagnato da una fantastica OST, che riesce a trasmettere appieno il senso di abbandono e declino del mondo, ma anche speranza, siamo sicuri di non essere a Lordran?

In conclusione

WarriOrb è quel gioco che si ama follemente e che in altri frangenti si odia completamente, non c’è via di mezzo, complice alcune scelte di design e il livello di sfida del titolo, decisamente alto, che potrebbe farvi demordere dal finirlo, ma che premia i giocatori persistenti. Se non mollerete e sarete ancora lì, davanti allo schermo, cercando di completare una parte molto difficile prima di concludere la vostra sessione, sarete ricompensati da un senso di soddisfazione che non tutti i titoli sanno offrirvi. Ovviamente, se la pazienza non è il vostro forte dovreste stare lontani da un titolo del genere. Io però non posso che consigliarvi questo gioco, soprattutto se non avete paura delle sfide: il prodotto dei ragazzi di Not Yet è un titolo che ha molta personalità, un diamante grezzo oserei dire, le imperfezioni presenti rendono WarriOrb un’esperienza unica, che non troverete da nessun’altra parte.

Perché sì:
Perché no:
  • Ambientazione
  • Colonna sonora

 

  • Animazioni
  • Dove devo andare ora?

Furippo - Biografia

Filippo D'Alessandro
Una persona semplice con delle passioni semplici, l'alcol, le donne, e, la più importante di tutte, i videogiochi, che lo hanno da sempre accompagnato nella sua vita, dapprima su Game Boy, passando dalla PlayStation di Sony ed approdando su PC.

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