Pubblicato il 29/09/20 da Samuel Castagnetti

NBA2K21 Recensione

Si torna sotto canestro
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L’anno scorso avevo deciso di prendermi una pausa dalla serie e quindi non l’ho recensito io NBA2K, quest’anno però ho voluto vedere se dal rant di due anni fa era cambiato qualcosa e quindi è ora di parlare di NBA2K21. Il motivo della pausa era dovuto al fatto che pur essendo il gioco sportivo con la carriera migliore sulla piazza, mi aveva stancato per i continui ostacoli posti da un sistema di monetizzazione abbastanza asfissiante, da come potete evincere dalla mia recensione di NBA2K19. Ho voluto sperare che un minimo fosse cambiato pur sapendo che probabilmente sarebbe stato peggio… e infatti così è stato, ma vediamo il perché.

NBA2K21 WNBA
Quest’anno c’è anche l WNBA!

NBA2K21: La nostra recensione

 

Palleggio, arresto e… eh niente, arresto.

Per poca voglia di ripetermi cercherò di coprire relativamente i problemi di monetizzazione del gioco, se volete vedere quali sono potete farlo sulla recensione di due anni fa, che non è che sia poi così outdated, e se non fosse per ulteriori peggioramenti potrei tranquillamente fare un ctrl+c ctrl+v su questo articolo senza accampare critiche particolarmente fuori luogo.

Detto questo, il gioco è effettivamente diverso da prima, sia a livello estetico che pratico. Il tiro in particolare è diverso dagli installment precedenti e non in meglio. Il calvario che ho dovuto affrontare per poter scrivere questa recensione è raro. Mi spiego: se si ha una statistica di tiro sotto il 70, buona fortuna a mettere un canestro dalla media o lunga distanza. questo per le modalità che non sono MyCareer è relativamente un problema, ma si sente forte anche lì. In carriera, dove il gioco ti condanna a giocare in un certo modo per ricevere un buon voto (e non è che sia così facile, sia chiaro), questo nuovo sistema di tiro ti prende e ti inchioda mani e piedi ad una struttura lignea rassomigliante una croce e ti innalza verso la sofferenza. Io ho passato tutta la fase di carriera relativa al college facendo assist e facendo qualcosa come dai due ai quattro punti a partita. Giocare così non è divertente.

NBA2K21 Lillars
Dame Lillard, atleta di copertina di quest’anno.

NBA2K21 My Career

Allora dopo il paragrafo precedente le cose non sono rosee per NBA2K21, ma parliamo di quella che secondo me è la modalità più importante: MyCareer. La prima cosa nella quale mi sono imbattuto nella modalità carriera è il fatto che se non ti accorgi che quando scegli la faccia del tuo personaggio la puoi anche modificare, rischi di rimanere in uno strano circolo vizioso. Io non ho visto il tasto in basso piccolino e pensando che era in una schermata successiva sono andato avanti; avanti non era. Infatti successivamente si poteva “buildare” il personaggio a seconda delle nostre preferenze, ma poi le opzioni erano di cancellarlo oppure di partire con la carriera. Il problema si pone adesso: se sceglievo di cancellare il personaggio, il menù non mi riportava alla personalizzazione dell’aspetto del giocatore, ma alla schermata di gestione delle statistiche (che era appunto successiva). Sono rimasto due giorni ad aspettare una risposta dal supporto, la risposta, che poteva essere gestita in-game senza fare un sistema stupido come il fango, era quella di iniziare la carriera che poi si poteva modificare. Dopo questo piccolo dettaglio per il quale vorrei dare un Darwin Award a chi ha deciso ancora una volta che il playtesting è inutile nei giochi, possiamo parlare della carriera.

NBA2K21 Tatum
Jayson Tatum con i suoi Celtics.

Tolto il fattore che se tiri ti stai attivamente danneggiando il voto della squadra, la storia è carina, costellata di attori che riconosciamo anche con una buona facilità e godibilità. Il mio problema è che indipendentemente dal cammino sui carboni ardenti che devi affrontare per godertela (che è un problema abbastanza primario visto che la storia è li per dare uno spessore in più al gioco, ma se il gioco è quasi ingiocabile la storia serve a poco), riesce ad essere peggio degli altri anni. Mi spiego: è sempre stata una storia abbastanza scadente, ma tutto sommato negli anni ti accompagnava abbastanza a lungo durante la carriera, quest’anno una volta approdato in NBA il nulla.

Ora uniamo i puntini: i punti stat si comprano con i credits, i credits si comprano con i big money veri. Sorvolando come con un gioco bello (Flight Simulator) il fatto che NBA2K21 è ormai da anni un gioco pay to win, si spiega meglio come la carriera diventi sempre di più un’esperienza che si impara ad odiare e come sotto al 70 un tiro verde nemmeno a pregare nel centro di un vulcano.

NBA2K21 Kobe
Ovviamente non potevano mancare ottanta riferimente al tardo Kobe

Conclusioni

A me NBA2K piaceva come franchise, giocarlo tutto sommato continua a divertirmi, ma succede sempre meno. Senza parlare delle microtransazioni folli contenute nel gioco, sinceramente NBA2K21 è stato il peggior NBA2K tra quelli che ho giocato. Il tiro è talmente sbagliato da rendere l’esperienza di gioco miserabile, almeno per me, in un format che è andato a peggiorare negli anni. Io sinceramente non lo consiglio, poi vedete voi come vi siete trovati negli ultimi anni con il franchise, ricordatevi però che se lo comprate su current gen, l’upgrade alle nuove console non è gratuito ma dovrete comprare il gioco nuovamente, edizione speciale permettendo. Ah già c’è la WNBA che si fa piacere avere come opzione ma che lascia il tempo che trova.

  • Storia carina

 

  • Sistema di tiro imbarazzante
  • Sempre meno cura su MyCareer
  • Monetizzazione folle

Rednek - Biografia

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.