Pubblicato il 27/09/20 da Ruka

Super Mario 3D All-Stars

Quando la bellezza non basta
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Super Mario 3D All-Stars: La nostra recensione

La nostalgia, quella canaglia: capace di annebbiare la vista anche al più pignolo dei pignoli quando si tratta di valutare oggettivamente qualcosa, è la bestia con cui chiunque si definisca un critico deve prima o poi fare i conti. E dato che Super Mario 64 è il mio gioco preferito di sempre, rischiavo di non vederci bene durante la stesura di questo articolo. “Rischiavo” perché Nintendo è riuscita, nella sua incompetenza più totale, a fornirmi un validissimo paio di occhiali pagati a caro prezzo.

Mario ha preso una Stella

Gameplay

Sul gameplay c’è davvero poco da dire in quanto i tre giochi presenti nella collection, ovvero Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy, sono rimasti pressoché invariati rispetto alle controparti originali. Una scelta che potrebbe far contenti i puristi, ma che a conti fatti si traduce nella totale mancanza di miglioramenti nella QoL dei singoli giochi: non fraintendiamoci, Mario non invecchia mai ma si sarebbe potuto fare di più oltre all’ovvio remap dei comandi per far funzionare tutto a dovere su Nintendo Switch.

L’idraulico baffuto corre e salta che è un piacere, muovendosi agilmente in quel level design fenomenale che l’ha reso famoso e che fa da sfondo alla solita raccolta di stelle necessarie al prosieguo nell’avventura. A minare l’esperienza però ci pensa un leggero input lag che rende alcune sezioni un pelo più ostiche che in passato: ciò è dovuto principalmente al fatto che i tre giochi vengono riprodotti attraverso un emulatore interno, con tutti i pro e contro che ciò comporta.

Mario osserva Delfinia dall'alto

Comparto tecnico

Appurato che i tre titoli sono immacolati, gli alti e bassi della produzione si denotano in quella che dovrebbe essere un’opera di miglioramento, ma che a conti fatti riesce solo a metà: a fare da contrappeso a una risoluzione interna aumentata ci pensa un fastidioso filtro su texture e interfaccia che, anziché abbellire, peggiora la situazione rendendo il tutto più “pasticciato” e innaturale. Si presentano poi alcuni cali di framerate nei momenti più concitati, che peggiorano ulteriormente la situazione quando uniti all’input lag di cui sopra.

Sul fronte sonoro nulla da segnalare: il comparto audio della “trilogia” risulta pressoché perfetto, e possiamo goderne perfino dal menu principale tramite un player che riproduce i singoli brani.

Mario all'inizio di Galaxy

Conclusioni

Come avrete già capito, il problema di Super Mario 3D All-Stars non sono i giochi, ma il modo in cui Nintendo li ha riproposti su Switch: a mio parere un prezzo inferiore e il non limitarne la vendita nel tempo sarebbero stati il modo migliore per proporre ai fan questa collection valida sì, ma piuttosto pigra nella sua realizzazione. Allo stato attuale gli unici moventi d’acquisto sarebbero un collezionismo sfrenato e una voglia incredibile di (ri?)giocare a questi tre capolavori, chiudendo un occhio sulle magagne evidenziate in questa sede.

Provaci ancora, Nintendo.

  • Tre giochi fantastici
  • Colonna sonora immortale

 

  • Manca Galaxy 2
  • Lavoro di porting non eccelso
  • Diverse magagne tecniche

Ruka - Biografia

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate?