Iris.Fall

I fili della marionetta

Pubblicato il 07/12/18 da Sara Porello
recensione

Iris.Fall

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Introduzione: Su il sipario!

Pare proprio che quest’anno le avventure grafiche con ragazze e gatti vadano di gran moda. Dopo Another Sight e Tsioque, ecco che tocca a NEXT Studio presentarci la propria avventura grafica, Iris.Fall, con protagonista una ragazzina e un gatto. 

Iris.Fall è un’avventura grafica tutta basata sulla risoluzione di enigmi e giochi di logica. Dimenticate la estenuante ricerca degli oggetti più disparati e i tentativi di combinarli tra loro nei modi più impensati, in un continuo viavai di luoghi già esplorati nel timore che vi sia sfuggito qualcosa… In Iris.Fall, questi aspetti sono ridotti al minimo, e tutta l’attenzione si concentra invece sulla soluzione di un’incredibile varietà di enigmi logici, in un’ambientazione teatrale, in tutti i sensi. 

 

Trama: Va in scena il Vaudeville 

La piccola Iris si sveglia da un incubo nel cuore della notte… Sgattaiola fuori dal letto, e inizia a inseguire un misterioso gatto nero, che la conduce infine a un vecchio teatro fatiscente… Iris entra nell’edificio, e sarà subito chiaro che il sogno è tutt’altro che finito… 

Continuiamo a inseguire il gatto nero nei meandri del teatro in rovina: nella sala macchine dove scale e meccanismi s’intrecciano; sul palcoscenico, tra marionette senzienti che danzano come automi; nei camerini, così simili alla stanza di Iris e pieni dei suoi ricordi; tra le pagine di un libro che narra racconti di fate e farfalle. E molto, molto altro. 

È difficile parlare di trama in un gioco come Iris.Fall; pare piuttosto un susseguirsi di scene oniriche tenute insieme dal fil rouge dell’inseguimento del gatto, tese a scoprire un’oscura verità su Iris attraverso il suo viaggio onirico, che culminerà in un finale dalle mille interpretazioni. 

Iris.Fall è Alice in un quadro di Escher, è Coraline in un film di Tim Burton. 

Iris.Fall è un’avventura gotica e dark, ma anche popolata di fiabe per bambine. 

Iris.Fall è un viaggio nel teatro del sogno, surreale quanto solo il mondo onirico riesce a essere. 

Una scena visivamente potente del teatro
Il Re del Teatro

Gameplay: Luci e ombre 

Nel gioco, lo avrete già capito, interpreteremo Iris. La progressione del gameplay, a differenza di molte avventure grafiche, è lineare, e va a braccetto con la progressione nella storia: non occorre esplorare a lungo, perché in ogni scena verremo immediatamente messi di fronte a uno o più enigmi, risolti i quali una splendida animazione ci trasporterà alla scena e agli enigmi successivi. 

La creatività degli enigmi è sorprendente Una caratteristica che ricorre in varie scene è la necessità di muovere oggetti in primo piano per permettere all’ombra di Iris di avanzare lungo il percorso che va così stagliandosi sullo sfondo.

La maggior parte degli enigmi sono di facile risoluzione, almeno dopo qualche tentativo. Alcuni mi hanno dato filo da torcere, altri ammetto di averli risolti per caso, senza capire bene cosa dovevo fare. Ma proprio qui sta il bello: di fronte a ogni enigma, rimarrete dapprima spiazzati, perché non lo avete mai affrontato nel gioco; poi inizierete a provare mosse a caso; infine, compresa la logica dell’enigma, vi sarà necessario ancora qualche tentativo per risolverlo. Ho apprezzato moltissimo la curva di apprendimento che il gioco offre. La maggior parte degli enigmi saranno alla vostra portata, ma, anche se non fosse così, provando un po’ a casaccio riuscirete comunque a superarli ben prima di perdere la pazienza. Chapeau. 

Iris alle prese con uno degli enigmi.
Nel gameplay, Iris e la sua ombra si alternano.

Comparto tecnico: Dietro le quinte 

In una parola: eccellente. 

In Iris.Fall, la grafica non solo è curatissima e visivamente gradevole, ma è parte integrante del gameplay stesso, per i motivi che ho già descritto sopra. Bianco e nero con sprazzi di luce gialla, contrasti di luce, chiaroscuri, luci e ombre: tutto questo è fondamentale per procedere nella storia. Le scene di gioco ci presentano un “tratto a matita” che delinea ambientazioni bizzarre, ricolme di oggetti strampalati, opulente ma decadenti, in un’estetica affascinante e inquietate. 

Il teatro del gioco è completato da una colonna sonora minimale, in cui non è la musica a essere protagonista, ma piuttosto gli effetti sonori: sospiri nell’oscurità, echi di passi e di altri suoni inquietanti, lancette di orologi che scandiscono il non-tempo del sogno, ingranaggi che girano e meccanismi che scattano nel silenzio più assoluto… 

Iris si accinge ad attraversare il ponte, scrutata da mille occhi
Decadente. Inquietante. Strano. Magnetico. Gotico. Dark.

Conclusioni: Applausi scoscianti 

Se amate i giochi di logica, non vorrete davvero lasciarvi sfuggire questa avventura grafica sui generis. Dopo aver giocato il gioco fino alla fine, vi renderete conto che la trama (il sogno) altro non è che una cornice che tiene insieme tutti gli enigmi; una cornice splendidamente decorata da un comparto tecnico eccellente. Ma va bene così. Il gioco vi terrà piacevole compagnia per qualche ora (e se proprio devo trovare un difetto a questo gioco, è la brevità) stimolando le vostre capacità logiche e deliziando la vostra fantasia. Vedetela come uno spettacolo teatrale interattivo: non rimarrete delusi.

 

Perché sì:
Perché no:
  • Varietà degli enigmi
  • Grafica e gameplay saldati

 

    marionette

    logica

    Sara Porello - Biografia

    Sara Porello
    Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.