Pubblicato il 22/09/26 da Emil

HOT WHEELS Infinite Rush Recensione: velocità, caos e open world

HOT WHEELS Infinite Rush porta le celebri macchinine in un enorme mondo aperto: divertente e spettacolare, ma con qualche idea fin troppo familiare.
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Quando le macchinine escono dal tappeto e conquistano un intero mondo aperto, il risultato è ancora una volta divertente. Ma non necessariamente migliore.

C’è qualcosa di profondamente rassicurante nel prendere una Hot Wheels, schiacciare l’acceleratore e lanciarsi a tutta velocità verso una rampa sapendo che, qualche secondo dopo, probabilmente finiremo contro un muro. HOT WHEELS Infinite Rush parte proprio da questa filosofia e prova a portarla fuori dai circuiti dei precedenti Unleashed, trasformando il franchise di Milestone in un vero e proprio arcade racing open world.

Il problema è che, quando si passa da un giocattolo a un mondo aperto, il rischio è quello di perdere per strada un po’ della magia.

Un mondo enorme… forse troppo

La novità principale è evidente: niente più semplice successione di circuiti, ma quattro isole esplorabili, ciascuna con la propria ambientazione, attività, gare, collezionabili e sfide. Wheelswood, Tentacle Bay, Gearville e Drifty Temples cercano di dare personalità a un universo che visivamente funziona bene, grazie a colori saturi, materiali plastici e giganteschi elementi scenografici.

Eppure, curiosamente, è proprio l’open world a rappresentare il punto più debole dell’esperienza.

Milestone sembra aver preso il manuale del moderno racing open world e averne seguito parecchi capitoli: mappa, attività disseminate, sfide, collezionabili, avversari da battere e una progressione che ci porta gradualmente da una zona all’altra. Tutto funziona, ma raramente sorprende.

E qui arriva inevitabile il paragone con Mario Kart World.

Non perché Infinite Rush sia una copia del gioco Nintendo — non lo è — ma perché l’impostazione generale sembra quasi voler inseguire quella stessa idea: prendere un kart racer tradizionale, spalancare le porte del circuito e dire al giocatore «adesso puoi andare dove vuoi». Il problema è che Mario Kart World costruisce gran parte del proprio fascino proprio intorno alla libertà di esplorazione e alla scoperta del mondo; in Infinite Rush, invece, capita più spesso di attraversare la mappa semplicemente per raggiungere la prossima attività.

Insomma: Mario Kart World sembra nascere per essere un mondo aperto; Infinite Rush sembra talvolta un gioco di corse al quale è stato aggiunto un mondo aperto.

A tutta velocità

Fortunatamente, quando arriva il momento di correre, le cose migliorano parecchio.

Il modello di guida resta immediato, spettacolare e accessibile. Derapate, boost, collisioni e salti restituiscono quella sensazione di velocità esagerata che ci si aspetta da Hot Wheels. Le diverse categorie di vetture introducono anche leggere differenze nel comportamento, rendendo la scelta dell’auto qualcosa di più della semplice questione estetica.

E poi ci sono loro: le macchinine.

Il garage è uno dei principali motivi per continuare a giocare, con oltre 150 veicoli da raccogliere e personalizzare. Veder crescere la propria collezione conserva quel piacevole effetto «questa la voglio anch’io» che il marchio Hot Wheels porta con sé da decenni.

Anche il Track Builder torna a essere una componente interessante, soprattutto perché rappresenta uno dei pochi elementi capaci di riportare davvero in primo piano l’idea originale del giocattolo: costruire una pista folle e poi correrci sopra.

Divertente, ma per quanto?

Il problema emerge con il passare delle ore.

Le attività sono numerose, ma alcune tendono a ripetersi e la struttura delle quattro isole può dare una sensazione di déjà-vu. Dopo l’entusiasmo iniziale, il rischio è iniziare a vedere la mappa più come una lunga lista di obiettivi da spuntare che come un gigantesco parco giochi.

Anche la difficoltà tende a essere abbastanza permissiva nelle fasi iniziali, cosa che rende Infinite Rush particolarmente accessibile ai giocatori più giovani e alle sessioni in compagnia, ma potrebbe lasciare con qualche dubbio chi cerca un arcade racer più impegnativo.

Sul fronte tecnico, invece, la versione PS5 si comporta generalmente bene: la fluidità è solida e le macchinine sono ottimamente realizzate. Restano alcuni caricamenti più lunghi del previsto e qualche imperfezione visiva, ma nulla che rovini davvero la corsa.

Una Hot Wheels con qualche dubbio di troppo

HOT WHEELS Infinite Rush è, in definitiva, un gioco difficile da bocciare perché la cosa più importante la sa ancora fare: divertire.

Milestone ha mantenuto un modello di guida efficace, un enorme parco macchine, una buona quantità di attività e quella componente nostalgica che rende difficile non sorridere quando una piccola automobile di plastica sfreccia a velocità assurde attraverso un mondo coloratissimo.

Ma il passaggio all’open world non rappresenta necessariamente il salto in avanti che avrebbe potuto essere. In alcuni momenti sembra quasi che Milestone abbia guardato a Forza Horizon e, soprattutto, alla nuova filosofia di Mario Kart World, pensando: «E se lo facessimo anche noi?».

La risposta è un gioco piacevole, accessibile e ricco di contenuti, ma anche meno caratteristico di quanto avrebbe potuto essere.

Forse il vero paradosso di Infinite Rush è proprio questo: quando corre sulle piste e fa quello che Hot Wheels sa fare meglio, è un piccolo missile. Quando deve convincerci che abbiamo bisogno di un intero mondo in cui guidarlo, ogni tanto mette il piede sul freno.

  • Guida arcade divertente
  • Oltre 150 auto
  • Track Builder ricco

 

  • Open world poco incisivo
  • Attività ripetitive
  • Qualche idea già vista

Emil - Biografia

Con oltre 30 anni di strada percorsa sia in produzione che da studioso del settore videoludico, non mi considero un tuttologo ne un guru. Ma solo un grandissimo appassionato con una grande esperienza. Ma soprattutto: vengo dal futuro.

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