Lo scorso weekend, tra 19 e il 20, sono stato al Parco Esposizioni Novegro per prendere parte alla prima edizione di un evento interamente focalizzato su una componente che troppo spesso viene relegata ai margini ma che, come ho già espresso più volte, considero uno dei perni più importanti delle fiere: l’Artist Alley.
Milano Artist Alley – Riflettori puntati sugli artisti.
Ormai conosco i padiglioni di Novegro, ma una volta al suo interno sono stato accolto sorprendentemente da una distribuzione perfetta degli stand, in grado di mostrare nell’effettivo tutti e i 171 artisti al suo interno con tavoli decisamente più ampi, ariosi e confortevoli rispetto a quelli striminziti a cui ci hanno abituato altre realtà.
Niente bancarelle piene di statuette d’importazione a prezzi gonfiati, niente rivenditori di bustine di carte collezionabili e soprattutto zero spazio a paccottiglia generata tramite intelligenza artificiale. L’obiettivo era uno solo: puntare la luce dei riflettori unicamente su illustratori, artigiani e piccoli creatori indipendenti dell’arte nella cultura pop.
L’atmosfera respirata era genuina e rilassata, almeno per noi visitatori: non c’erano palchi rumorosi a disturbare, gare cosplay da seguire a orari rigidi, interviste a content creator o concerti del Giorgio Vanni di turno, e i cosplayer presenti giravano semplicemente per la voglia di divertirsi e condividere la propria passione.
Milano Artist Alley a Novegro – Grosse sorprese da ogni fronte
Anticipata da molti, sia artisti che visitatori, come un azzardo ad alto rischio, trattandosi pur sempre di una prima edizione priva del richiamo di ospiti mainstream, la manifestazione si è invece rivelata un’eclatante vittoria.
Una risposta del pubblico travolgente, grazie ad elementi come un biglietto d’ingresso di appena 8 euro e il passaparola generato dagli artisti stessi e dalle loro community sui social, il padiglione era gremito da un enorme flusso di visitatori accorse esclusivamente con l’intento di scoprire e supportare queste attività indipendenti, arrivando persino a snobbare la classica area all’aperto del Parco Esposizioni Novegro.
Veramente un sacco di persone, infatti perfino salutare e scambiare due chiacchiere con i disegnatori che conosco da anni è stato quasi impossibile (positivamente), costantemente impegnati com’erano tra commissioni sul momento, vendite e file interminabili davanti a ciascun banco.
L’affluenza è stata tale da cogliere impreparati gli stessi espositori: parlando con alcuni di loro a fine giornata, mi hanno confessato di aver vissuto la notte tra sabato e domenica con una sana “ansia da prestazione”, avendo quasi esaurito l’intero inventario di merchandise in un solo giorno e dovendo fare i salti mortali per recuperare scorte da proporre la domenica mattina. Un piccolo inconveniente logistico che dimostra però la fame e la voglia del pubblico di premiare il lavoro artigianale e l’illustrazione d’autore.
Ci vediamo l’anno prossimo!
Ho speso con assoluto piacere quegli 8 euro di biglietto, spendendone ben volentieri molti di più tra stampe, spille, portachiavi e adesivi originali. Questo evento a Novegro ha dimostrato chiaramente che gli artisti indipendenti non sono un semplice riempitivo per riempire i corridoi secondari dei capannoni, ma possono e devono essere il vero fulcro nevralgico della cultura pop e delle fiere del fumetto moderne.
È stata una vittoria fondamentale per la categoria e un segnale forte per l’intero settore. E in questo punto dell’articolo avevo preparato un forte augurio, ma devo rimangiarmi subito le parole prima di pubblicarlo per comunicare che è già stata annunciata una seconda edizione per il 18 settembre 2027! Ci vediamo dunque lì anche per la prossima occasione.