Pubblicato il 27/04/20 da Samuel Castagnetti

Gears Tactics

La strategia dietro la violenza
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L’idea mi è piaciuta subito all’annuncio, adesso vediamo se era amore oppure un calesse. Parliamo ovviamente di Gears Tactics, lo strategico di Splash Damage e The Coalition, pubblicato da  Xbox Game Studios. Progetto ambizioso, ma che come ho detto mi ha intrigato da subito: in un titolo dominato dall’azione, ora si parla di strategia.

Come si fa giocare Gears Tactics?

Gears Tactics si presenta nel genere senza rivoluzionare niente, ma presentando un solidissimo sistema di gioco che prende nota di quanto fatto dagli altri e generalmente migliora o snellisce. Per quanto riguarda il combattimento, Gears Tactics inventa davvero l’acqua calda. Porta un sistema assolutamente uguale a quello degli altri titoli del genere, mi viene da dire in particolare XCOM. Purtroppo sarà un paragone che ci porteremo avanti in tutta la recensione. Dico purtroppo perché è inevitabile, non perchè Gears non meriti. Personalmente ho trovato il sistema di combattimento di GT più fluido e flessibile di quello di un XCOM, pur essendo molto simili. Ma come funziona? Ogni personaggio ha un numero di punti azione, i quali possono aumentare o diminuire da una media che ho identificato con tre. Questi punti azione crescono o vengono sottratti in base all’equipaggiamento o alle skill che attivate dal COG. I punti azione si usano per fare tre cose:

  • Muoversi, a seconda della distanza si consumano più o meno PA.
  • Sparare, che per quanto mi riguarda comprende anche il punto azione usato per ricaricare l’arma e utilizzare le granate nei loro vari modi.
  • Skill, ovvero utilizzare una skill attiva.
Gears Tactics Skill tree
Lo skill tree di Gabe, il protagonista.

Il kit dei personaggi cambia a seconda della classe e devo dire che le classi non sono poche. Le classi presenti nel gioco e non vogliatemene se me ne dimentico una, sono:

  • Supporto, classe che come dice il titolo offre a seconda del ramo dello skill tree scelto, skill di cura o buff ai membri del team. Ha un lancer di nuova generazione e quindi abbastanza preciso.
  • Vanguard, classe votata all’offesa o al tanking. Il medio corto raggio del lancer di vecchia generazione rende più difficile essere precisi a grandi distanze, skill utili a debuffare i nemici o buffarsi la difesa.
  • Scout, una sorta di rogue con lo shotgun. Unità dedicata al flanking a corto raggio. Un nuker con l’abilità di diventare invisibile.
  • Sniper, cecchino classico. Sostanzialmente danni medio alti, e precisione a lunga distanza.
  • Heavy, pesante per via delle armi, non necessariamente per la difesa alta. Molto utile nelle missione di difesa dei punti per via della sua croccantezza in overwatch.

Ovviamente, come fatto notare, queste classi hanno varie specializzazioni in base a quello che gli si vuole dare a livello di skill, ma generalmente ricoprono il ruolo che ho delineato poco sopra.

Volevo sottolineare che ho trovato particolarmente utile il fatto di poterlo giocare facilmente con il controller, usabilità della madonna. Altra nota di merito è la varietà di nemici, che continuano a spuntare anche in stadi abbastanza avanzati della storia.

Gears Tactics granata
Le granate hanno un lungo cooldown , ma a buon ragione.

I problemi che emergono insieme alle locuste

Dove eccelle e dove pecca il gameplay di Gears Tactics? Eccelle nell’essere un solidissimo esempio di un gioco di genere, quello che fa lo fa molto bene ed è divertente. Per quanto mi riguarda i problemi veri di GT stanno in quello che non ha fatto. Con questo intendo dire che il flow del gioco è il seguente: missione, spacchettamento dell’equip ottenuto, eventuale reclutamento delle truppe ottenute, equipaggiamento delle migliorie sull’equip se presenti, missione. Il flow in sé non ha nulla di sbagliato ma, ad esempio XCOM ha abituato a ben altra esperienza di gioco. insomma, tra una missione e l’altra in XCOM c’è una base da gestire, e l’assenza di un qualcosa di diverso da fare fuori dalle missioni in Gears Tactics i sente. La mancanza di uno stacco, di un cambio di ritmo per qualche minuto, di un qualcosa in più che va a completare un quadro generale molto ben gestito, per me è la pecca più grande del titolo. Finita una missione ci si ritrova a sistemare l’equip, e un minuto dopo accorgersi di aver già finito e che non rimane altro che andare a completare un’altra delle missioni riempitive tra una fetta di storia e l’altra. Se in XCOM le missioni riempitive sono fastidiose ( per quanto mi riguarda, sia chiaro) perché interrompono di continuo le fasi di gestione della base, in Gears Tactics risultano leggermente fastidiose perché non c’è un cuscinetto tra l’una e l’altra, un qualcosa a cui ritornare per vedere cosa è cambiato.

Gears Tactics carica
È abbastanza utile caricare le locuste sprovviste di attacchi a corto raggio.

Il secondo punto dolente del gioco per me sono le bossfight. Le bossfight hanno un bellissimo design su carta, e un diabolico design in pratica. Io non escludo che la possibilità che sia io ad essere scarso sia reale, ma per quanto mi riguarda, rispetto a come ti insegna a giocare il resto del gioco, le bossfight sono troppo punitive. Tutte. In sostanza, pur avendo vari checkpoint al loro interno, mi sono ritrovato a constatare che, se si vuole portarle a termine a difficoltà più alte di quella più bassa, le mosse che si possono sbagliare sono poche e molto rarefatte tra loro. Sia ben chiaro, sono stato tipo sei ore sulla prima bossfight a sbatterci la testa, vedendo ogni turno che passa gli errori di quelli prima diventare problemi sempre più grossi, per poi ripartire e trovarmi di nuovo in una situazione simile. Ad un certo punto ho deciso di abbassare la difficoltà e sbattermene altamente perché la sopportazione aveva raggiunto il limite. Il fatto è che non sono nemmeno brutte da giocare, ma il doversi giostrare tra AP limitati, attacchi ad area, nemici che spawnano a nastro e posizionamento da cambiare ogni maledetto turno, rende la cosa alla lunga molto frustrante.

Gears Tactics Brumak
Le bossfight vi arrivano nei denti come una spranga.

Sotto l’armatura di Gears Tactics

A livello tecnico Gears Tactics si presenta molto bene, probabilmente la grafica più spinta nel genere. È bello bello bello da vedersi, nelle cutscene e anche nel gameplay normale non molla niente. Ho avuto qualche texture pigra ma, tolto quello, mi sento di dire che a video si comporta bene, e probabilmente farà ancora meglio al lancio. Il sound è sempre al top, comprese le voice line dei personaggi, sempre abbastanza varie e ben realizzate.

Storia

La storia è bella, non voglio spingermi oltre perché non ho voglia di rileggermi l’NDA su quello che posso dire e non dire, e poi è giusto che ve la godiate per i fatti vostri. Senza spoilerare assolutamente nulla vi posso dire che a me i personaggi sono piaciuti, quasi tutti. La storia in sé ha alti e bassi, e alcuni sviluppi più scontati di altri, ma come esperienza complessiva è della giusta portata per un gioco come Gears Tactics.

Gears Tactics salvataggio
Andiamo a salvare qualche sopravvissuto.

Ma alla fine ‘sto Gears Tactics?

Per me Gear Tactics è un esperimento riuscito: ha i suoi problemi, ma non sono problemi invalicabili, anzi, ci si può passare sopra abbastanza facilmente. Se devo essere sincero, secondo me la veste di strategico a turni calza parecchio bene al tozzissimo universo di Gears of War. Gli calza così bene che non faccio fatica ad immaginarmi il suo futuro in questa veste, posto che Gears 5 è abbastanza bombetta.

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay solidissimo, bella storia
  • Credibile nuovo titolo nel genere

 

  • Poco da fare tra una missione e l'altra
  • Bossfight troppo punitive

 

Rednek - Biografia

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C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.

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