Pubblicato il 29/04/20 da Sakurin

Billion Road

Un gioco per essere spettatori.
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Trama e Gameplay – Quando fondendo due giochi rimani solo a guardarne un terzo

In questo momento di forzata reclusione in casa molti di voi avranno rispolverato la bellezza dei vecchi giochi in scatola, altri ne avranno cercati di nuovi su cui cimentarsi. Per questi nuovi giocatori, su Nintendo Switch, si palesa una nuova proposta da parte di Acttil: arriva in Occidente Billion Road, un board game, sviluppato da Bandai Namco, che trasuda “nipponicità”.

La bellezza del tabellone e la presenza di tutte le principali città nipponiche è una delle più belle caratteristiche di Billion Road.

Il titolo si presenta con una grafica particolare, forse un po’ datata e più adatta ad un 3DS che ad uno Switch, ma molto colorata e accattivante.

Il tabellone di gioco, rappresentato dall’intero arcipelago nipponico, è davvero molto ben realizzato con miniature caratteristiche che ricordano le varie città di tutto l’arcipelago giapponese. Anche i nostri avatar hanno un’ampia possibilità di personalizzazione, a partire dal colore, espressione del volto, taglio di capelli, vestiti, ecc.. I mostri che ci accompagnano durante la partita sono diversi e ben caratterizzati anche se non sempre ispirati nel loro design essenziale.

La trama è molto banale ma comunque funziona relativamente bene come ossatura del gioco, dando anche la possibilità di varie tipologie di partite: Free Play in cui scegliere la qualità di tempo da un minimo di tre anni, Tournament, una specie di “modalità Resistenza” e Skirmish, una partita veloce. In tutte si può giocare con 1 fino ad un massimo di 4 player. I giocatori non sono altro che dei partecipanti ad un fittizio gioco televisivo che li porta in giro per il Giappone cercando di guadagnare più soldi di tutti gli altri partecipanti. Il conduttore, all’inizio del programma, stabilirà un luogo di traguardo a cui i player dovranno mirare nel tabellone. Durante la partita saremo accompagnati da un massimo di tre mostri che potranno aiutarci nel nostro intento, grazie a delle abilità peculiari. Il gioco si divide in anni (un game infatti può durare un minimo di tre anni), dove ogni roll dei dadi equivale ad un mese, quindi un anno passa dopo che tutti i giocatori avranno lanciato i dadi 12 volte.

Alla fine di ogni anno ci sarà un bilancio parziale dei ricavi, mentre al raggiungimento del traguardo di uno dei giocatori verrà assegnato un malus per il partecipante più lontano dal goal e un bonus a chi invece è arrivato primo. E qui cominciano i primi problemi, perché i malus applicati sono piuttosto debilitanti e difficilmente eliminabili, soprattutto se si gioca contro la CPU o in due soli giocatori.

La possibilità di personalizzazione degli avatar è davvero ampia, ma non basta a nascondere la noia del gameplay.

Ma i problemi al gameplay non si fermano quim purtroppo. Dopo vari tentativi di partita rimane al giocatore solo la sensazione di essere quasi un osservatore esterno al gioco, in quanto tutto è affidato al fattore randomico del lancio dei dadi.

Anche la possibilità di strategia data da vari oggetti ottenibili in game è perlopiù lasciata al caso e a volte in determinate occasioni sono persino inutili, anche se carine nell’idea, le diverse situazioni che possono sbloccarsi durante l’anno per dare ulteriori bonus o malus alla partita. San Valentino, Natale, Halloween e altre ricorrenze non fanno altro che scegliere a caso quale dei personaggi debba avere un aumento in soldi al proprio portafoglio virtuale e quali dei personaggi ne debba invece perdere. Anche altre strategie di diversificazione come l’attacco al tavolo di gioco da parte di un nemico gigante, si risolve nel mandare un mostro a turno, a combattere nel tentativo di sconfiggerlo, ma anche qui il combattimento altro non è che un lancio di dadi. Il giocatore, quindi, per tutta la durata della partita non fa altro che cliccare un solo tasto per far avanzare il gioco e lanciare i dadi, e nemmeno la poca strategia degli acquisti delle proprietà che danno ricavi a fine anno o la possibilità di usare qualche oggetto riesce a movimentare abbastanza la partita.

Ancor peggio se si sta giocando contro la CPU, in quanto tutti i messaggi di testo relativi all’altro avatar saranno velocizzati e il giocatore non riuscirà nemmeno a leggerli (non che serva, ma la cosa lascia al giocatore singolo ancor più quella sensazione, di cui parlavo priva, di essere solo un mero spettatore).

Conclusioni – Buone premesse da rendere più interattive

Il gioco si presenta come una sorta di fusione tra un Monopoly e un Mario Party, purtroppo però fallendo nel comprendere ed implementare molti dei punti positivi dei suddetti giochi.
Dal punto di vista tecnico non è nulla di eccezionale, ma va detto che non è certo il tipo di gioco che necessita un comparto tecnico esaltante. Come già detto la grafica può ricordare più un gioco da 3DS che un titolo che possa sfruttare le possibilità di Switch, ma nonostante questo, dal punto di vista prettamente visivo, il gioco resta molto apprezzabile e con diverse possibilità di personalizzazione che piaceranno sicuramente ai giocatori.

Anche la localizzazione nella solo lingua inglese non è un grosso problema, anche se magari potrebbe far storcere il naso ad alcuni e per questo ci tengo a sottolinearla. In ogni caso, il vero unico enorme problema di Billion Road sta nella monotonia a cui si rischia di arrivare ben presto, non tanto per la tipologia di partite, ma per il fatto che il titolo altro non è che un RNG continuo.
Non c’è un minimo di interattività tipica dei migliori shuffle games come in Mario Party e ben poca strategia caratteristica del Monopoly, a cui questo titolo si ispira. Sicuramente un buon punto di partenza da migliorare per far più partecipe il giocatore agli avvenimenti in game, poiché al momento l’unica scelta non randomica del giocatore potrebbe finire per essere quella di spegnere la console… e sinceramente sarebbe un peccato perché il gioco ha davvero molte buone potenzialità.

Perché sì:
Perché no:
  • Grafica molto carina e frizzante
  • Un gioco che ti fa girovagare per le città del Giappone
  • Buona personalizzazione degli avatar

 

  • Giocando contro la CPU non si riescono a leggere i ballon di testo
  • Da soli può risultare monotono e noioso perché si basa su un RNG continuo
  • Giocato in gruppo non migliora di molto

 

Grafica

Personalizzazione

Sakurin - Biografia

Sakurin
Laureata in Lingue Orientali e da sempre appassionata di tutto ciò che è Giappone. Nerd da una vita e gamer da ancora prima! Preferisce i jrpg, ma non disdegna giochi d'azione e picchiaduro.

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