Pubblicato il 09/08/21 da Ciro Muso Acanfora

Death’s Door

Molto più di quanto ci si aspetterebbe.
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Un’avventura fiabesca, accattivante, divertente e stimolante. Così si può definire Death’s Door, il nuovo titolo sviluppato da Acid Nerve (creatori di Titan Soul) e pubblicato da Devolver Digital, uscito il 20 luglio in esclusiva Microsoft per Steam, Epic Games Store, Xbox One e Xbox Series X.

Un lavoro duro, ma qualcuno dovrà pur farlo

La trama di Death’s Door ha un incipit alquanto curioso: il nostro protagonista è un piccolo corvo che lavora come impiegato. Un impiegato che, da contratto, non deve fare altro che recarsi in luoghi più o meno remoti e mietere le anime delle sue vittime. Le anime dei nemici più forti, ovviamente, hanno un valore maggiore, e il nostro fortunato pennuto si ritroverà a dover cacciare una “Giant Soul” come primo incarico!

Ma qualcosa va storto, e ci ritroveremo presto a dover risolvere situazioni ben più spinose di quanto previsto da contratto. Situazioni che, innumerevoli volte, potrebbero causare la nostra dipartita o, ancora peggio, il licenziamento.

Un girotondo per festeggiare il primo boss sconfitto!

Per quanto l’incipit sia interessante e curioso, non ho potuto fare a meno di notare quanto l’intera sequenza di avvenimenti mi sia sembrata affrettata e leggermente mal pensata. Fortunatamente, il prosieguo del gioco lascia spazio a una lore più curata, eventi sui quali il giocatore potrà speculare e personaggi singolari, oltre che a plot twist un po’ prevedibili. Se c’è una cosa in cui il gioco brilla particolarmente, però, è sicuramente il lato ironico e scherzoso, in grado di strappare ben più di una risata.

La durata del gioco si attesta attorno alle 9 ore, che vanno a crescere non poco nel caso in cui volessimo giocarlo per completarlo al 100%, o anche solo per raggiungere il true ending, sbloccabile solamente dopo la conclusione del gioco attraverso un processo alquanto lungo che ci vedrà affrontare vecchi amici, scoprire segreti non troppo segreti, e infine conoscere una verità che sarà completamente comprensibile solo a chi avrà finito Titan Soul.

La morte fa parte del mestiere!

Death’s Door potrebbe essere definito come un “action ragionato”. Qualsiasi combattimento che ci troveremo ad affrontare non sarà mai una vittoria del tutto sicura, in quanto la vita a disposizione del nostro amico corvo sarà piuttosto bassa, e sarà facile essere colti di sorpresa da un attacco nemico quando saremo circondati.

Sono inoltre presenti numerosi power-up che daranno una tinta di metroidvania al gioco. Dopo averli ottenuti, infatti, sarà possibile tornare nei livelli antecedenti e scoprire nuove zone altrimenti irraggiungibili.

Un’altra nota di merito va data al level design, estremamente curato e con livelli che si contorcono su se stessi creando shortcut e puzzle molto interessanti.

Le boss fight sono (quasi) tutte ben caratterizzate, e in molte di queste sarà necessario usare il cervello tanto quanto avere riflessi pronti per riuscire ad avere la meglio.

Il gameplay è ben lungi dall’essere perfetto, ma è variegato e ben bilanciato, sicuramente un grande miglioramento rispetto al titolo precedente di Acid Nerve, fatte però le dovute eccezioni per alcuni attacchi difficilmente leggibili e altri che potrebbero risultare addirittura un po’ scorretti e, a tratti, frustranti.

Anche il level design, per quanto dimostri un virtuosismo non da tutti, rischia di diventare leggermente complesso da navigare, in quanto sarà piuttosto difficile ricordare a memoria (anche solo approssimativamente) i percorsi per raggiungere determinati punti di interesse.

Death’s Door è tetro, ma nel modo giusto

Passando al lato artistico, Death’s Door propone un comparto grafico e sonoro buono sotto tutti i punti di vista. I modelli in gioco sono carini e curati, le animazioni sono funzionali al gameplay. Decisamente azzeccata anche la UI minimale, che copre solamente l’angolo superiore sinistro dello schermo lasciando libero tutto il resto. I paesaggi ritratti nei livelli sono variegati e unici, con palette cromatiche spente e a tratti un po’ tenebrose (ma adeguate all’atmosfera del gioco).

Mi azzarderei a dire che alcuni personaggi, come la Vecchia Strega e le piccole anime delle piantine, sono leggermente ispirati alle opere dello Studio Ghibli.

Le musiche, affascinanti e in alcuni casi addirittura piuttosto ispirate, sono prodotte da David Fenn, lo stesso musicista che ha lavorato a Moonlighter.

Sul piano tecnico invece, il gioco propone un framerate di roccia, che non è intaccato nemmeno quando i nemici a schermo iniziano ad essere più numerosi. I caricamenti, allo stesso modo, sono rapidi e fluidi quando si passa da un mondo all’altro.

Apprezzabile, ma non eccezionale

Death’s Door è tutto sommato un bel gioco, ma purtroppo non è niente di più di questo. Un gameplay apprezzabile, ma sicuramente non innovativo, un level design ottimo, ma a tratti un po’ troppo complesso, un lato artistico carino, ma che non fa urlare al miracolo… La forza del gioco sta probabilmente nel sorprendente quantitativo di lavoro nascosto dopo il termine della trama principale e nelle ilari gag comiche che spuntano qua e là durante il walkthrough.

Sia chiaro, se tutti i giochi fossero capolavori perfetti probabilmente il nostro lavoro di recensori non servirebbe, e Death’s Door rimane un gioco divertente da giocare e che vale il suo prezzo (specialmente se rapportato al minuscolo team che l’ha creato). Avremmo però osato sperare in qualcosa di più, che siamo convinti arriverà con il prossimo capitolo sviluppato dalla software house inglese.

  • Gameplay fluido.
  • Level Design molto curato.
  • Post-game decisamente pieno di contenuti.

 

  • Alcune boss fight potrebbero risultare frustranti.
  • Per arrivare al true ending sono richiesti lunghi passaggi specifici.
  • Collezionabili e aumenti vita/energia difficili da trovare.

Muso - Biografia

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