Pubblicato il 11/08/21 da Sara Porello

Labyrinth City: Pierre the Maze Detective

Che bello perdersi nel labirinto!
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Oggi torno un po’ bambina nel raccontarvi di Labyrinth City: Pierre the Maze Detective… Sì, perché si tratta di un titolo perlopiù destinato ai bambini, ma che non mancherà di regalare qualche risata e qualche ora di leggero divertimento anche agli adulti. Il titolo è tratto dal libro-puzzle per l’infanzia Pierre the Maze Detective: The Search for the Stolen Maze Stone, di Hiro Kamigaki; è stato sviluppato dallo studio di produzione francese Darjeeling, e commercializzato dal piccolo publisher indie Pixmain.

L’adattamento più naturale di un libro puzzle è un videogioco di genere puzzle 2D, e questa scelta di gameplay essenziale risulta vincente, supportata da scelte grafiche e musicali eccellenti, un level design curato nei minimi dettagli, e una vera e propria esplosione di creatività artistica.

Ma andiamo a vedere un po’ più nel dettaglia di cosa si tratta.

Storia e gameplay di Labyrinth City: Pierre the Maze Detective

La trama di Labyrinth City: Pierre the Maze Detective è piuttosto semplice, e può essere riassunta in poche frasi. Il giocatore veste i panni di Pierre, detective del labirinto, incaricato di acciuffare il perfido Mr. X, che ha rubato la Maze Stone, un pericolosissimo artefatto dai poteri straordinari. Aiutato da CarmenPierre dovrà inseguire Mr. X per i labirinti di tutta Opera City, aiutato da bizzarri ed eccentrici personaggi umani e altre creature di ogni tipo. 

Trova Pierre
Per citare “Where’s Waldo?”: Où est Pierre?

In ogni livello, Pierre dovrà trovare la strada per raggiungere Mr. X tra una moltitudine di oggetti, figure, personaggi affastellati gli uni sugli altri e coinvolti nelle situazioni più assurde e improbabili, passaggi segreti, vicoli ciechi, scale, ponti, travi, pirati di viola vestiti che impediranno il passaggio, o ne apriranno di nuovi… e chi più ne ha più ne metta. I livelli sono tematici: si inizia col museo, per poi passare ai livelli “cittadini” che ricordano una Parigi primo-novecentesca, per proseguire verso in una città-castello medievale-rinascimentale e adiacente foresta incantata, arrivando poi al maniero stregato, ecc.  

In ogni livello, oltre a trovare la strada per raggiungere l’elusivo Mr. X (che, manco a dirlo, riesce sempre a sfuggirgli per un soffio, con un beffardo mua-ah-ah!), Pierre potrà dedicarsi a trovare vari collezionabili: tre stelle dorate, quattro forzieri contenenti mirabilia, quattro pagine strappate del diario di Mr. X. Un simpatico orso polare gli proporrà inoltre un mini-game per ogni livello, superato il quale Pierre conquisterà un trofeo. Per quel che ho potuto vedere, trovare i collezionabili e sbloccare gli achievement di Steam è la parte più divertente e stimolante del gioco.

Collezionabili
Sì, ho collezionato tutti i collezionabili… E sì, sono una collezionista.

 

Tutti questi elementi rappresentano una vera sfida per il giocatore adulto? Certamente no. Ma sarà comunque divertente esplorare ogni livello alla ricerca dei collezionabili, sbloccare tutte le scenette divertenti, notare i personaggi ricorrenti, le citazioni, i piccoli assurdi dettagli di questo mondo sovraffollato, caotico e variopinto. 

I salvataggi sono automatici dopo ogni livello, e il gioco consente di rigiocare i livelli già superati per trovare tutti i collezionabili eventualmente dimenticati. I livelli sono completabili in circa cinque minuti l’uno seguendo le frecce viola disseminate nello scenario, ma dedicarsi alla ricerca dei collezionabili richiederà una mezz’ora circa per ogni livello. 

Comparto tecnico 

La semplicità di narrazione e meccaniche sopra descritta si accompagna, all’opposto, a una ricchezza artistica sconfinata. Ogni livello è un’esplosione di colori, fantasia, personaggi, forme, animazioni, scenette… 

In Labyrinth City: Pierre the Maze Detective si incontreremo personaggi dall’aspetto dei Playmobil e le movenze di Tintin, che si muovono in un mondo ispirato a Where’s Waldo?. Quest’ultimo, in particolare, sembra essere l’ispirazione e il punto di riferimento principale del gioco. Nel corso dei vari livelli sono poi inseriti una quantità di personaggi e situazioni che citano altre opere della pop culture moderna, aspetto che io trovo semplicemente delizioso in questo tipo di giochi! Potrei nominarne a decine, ma si va dagli immancabili Star Wars e The Lord of the Rings fino a  X-Files a Dragon Ball, The Elder Scrolls V: Skyrim, Frankenstein, lo stesso Where’s Waldo?, e molti, moltissimi altri. 

Dragon Ball
Le citazioni sono sempre una delizia in questi giochi…

La creatività degli autori pare senza confini nell’inventare buffe scenette e simpatiche animazioni, personaggi e situazioni ricorrenti (il ladro maldestro, la coppia di sposi, il direttore del museo, ecc.), e ogni tipo di creatura: umani provenienti da ogni epoca storia e area geografica, che interagiscono nelle situazioni più improbabili e disparate, cani che abbaiano ma parlano anche la lingua umana (alcuni persino il latino…!), cultisti, statue, mostri… 

La scelta di non inserire dialoghi doppiati si rivela efficace: in fondo sono la mimica e la gestualità a rendere espressivi Pierre e i suoi compagni d’avventura. I personaggi si esprimono attraverso baloon scritti, e la voce narrante femminile è riservata solo alle brevi cutscene (presentate in forma di fumetto) tra un livello e l’altro. 

L’italiano è tra le lingue disponibili. 

In conclusione…

Labyrinth City: Pierre the Maze Detective va preso per quello che è, un gioco “per bambini”. Nonostante questo, saprà regalare anche agli adulti qualche ora di divertimento e qualche risata, tramite personaggi e scenette divertenti e tante citazioni da altre opere. La bassa difficoltà del gioco non rappresenta affatto una sfida, ma la ricerca dei collezionabili sarà l’attività principale a cui dedicarvi, se vi piace questo aspetto dei videogames, motivo per cui consiglio questo gioco specialmente ai collezionisti. 

Labirinto
Da che parte ora?

 

  • Un’esplosione di colori e buffi personaggi
  • Citazionismo
  • Collezionabili

 

  • I puzzle non rappresentano una vera sfida per il giocatore adulto

Sara Porello - Biografia

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.