Crackdown 3

Perché Just Cause non mi era bastato.

Pubblicato il 15/03/19 da Ipah
recensione
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Crackdown 3

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Introduzione e storia – Bonus momento introspettivo.

Crackdown 3 esce finalmente (?) su Xbox One e PC, dopo cinque anni di sviluppo travagliatissimo e addirittura un intero cambio di team di sviluppo.
Facile quindi pensare, già da questa premessa, che il titolo sia tipo rimasto al 2014… e invece no! Pensavate!
È rimasto al 2010.

Sostanzialmente la fittizia città di New Providence è stata soggiogata dall’organizzazione TerraNova, guidata dal suo boss Elisabeth Niemand, e tocca liberarla.
Come? Beh… come in ogni open world senza limiti fin dall’inizio: la tizia è lì, nella sua zona, volendo potete andarci anche subito, ma vi instashottano, quindi tocca esplorare, fare missioni secondarie, salire di livello, imparare nuove abilità e sconfiggere tutta una serie di miniboss prima di sentirci pronti a farlo.
Gente, davvero, momento di riflessione personale videoludica.
Io mi rendo conto di sembrare caustico ultimamente riguardo i titoli che tratto, ma davvero i giochi in sé non è che mi stiano aiutando. No, seriamente, l’ho scritto anche ai colleghi: “Ma non è che sono troppo caustico?”. Però ci sono delle cose indifendibili, cose che tra l’altro richiedo io in vari slanci di fiducia senza senso.
Cioè, in passato ho scritto anche di cose belle e lo faccio trasparire che sono belle, dai.
Non sono cattivo, giuro.

Toh, becca.

Gameplay e mondo di gioco – Sì, ma livella ti prego.

Crackdown 3 è un TPS open world nel quale, come accennato prima, dovremo portare a termine tutta una serie di quest secondarie in modo da raccogliere informazioni sui miniboss per farli apparire e, successivamente, farli fuori allo scopo di potenziarci per raggiungere Elisabeth Niemand e mettere fine a quest’agoni questa storia.
Tutto bene fin qui, abbastanza standard, il problema è che le sopracitate quest secondarie sono tutte maledettamente uguali e qua divento davvero cattivo, perché ci sta che, graficamente e a livello di dettagli nel gameplay, la tortuosa strada per arrivare alla release abbia lasciato buchi non indifferenti, però qua concettualmente è tutta un’accozzaglia di missioncine copia-incolla lanciate in una mappa mezza vuota, dove di esplorabile c’è ben poco.
Ma fatemi dimostrare di non essere così pessimo focalizzandomi brevemente sulle qualità di questo Crackdown 3, perché sì, incredibilmente qualcosa che si salva c’è.
L’azione è effettivamente frenetica come promesso, frenesia aiutata dal fatto che non esistono medikit e che per curarsi bisogna ammazzare nemici, cosa che obbliga candidamente a fare più macello possibile; Per farlo in Sumo Digital non ci sono certo andati giù leggeri con le armi, visto che ne sono presenti in grandi quantità e sono tutte ben diversificate tra loro.
A questo si affianca un sistema di progressione del personaggio, che accumulerà vari tipi di XP a seconda del vostro comportamento (corpo a corpo, armi da fuoco ed esplosivi) o raccogliendo i token agilità sparsi per la città o ancora vincendo svariate gare.
Un sistema di progressione del personaggio di una lentezza disarmante. Sappiatelo.
La mappa ha uno sviluppo verticale abbastanza convincente e invita, anche grazie al piazzamento strategico dei token agilità da raccogliere, a saltellare da un tetto all’altro piuttosto che guidare normalmente sulle strade, ma in fin dei conti il sentore di fondo è trovarsi davanti a un Saints Row 4, senza il carisma di Saints Row 4.

Sì, è proprio quello che sembra.

Conclusioni e altre amenità

È brutto da dire, ma Crackdown 3 è proprio il classico gioco da “eh raga, son cinque anni che è lì, ormai tocca buttarlo fuori”. Certo, se vi è piaciuto il primo capitolo perché no, ma voglio dire, se avete il pass una possibilità gliela potete anche dare, voglio dire, c’è gente che trovò Blue Dragon un capolavoro ai tempi eh, il mondo è bello perché è vario, ma spenderci dei soldi… non vorrei avere il vostro portafogli sulla coscienza, quindi meh.

L’unica speranza è che questo sia l’ultimo rantolo di dolore della “vecchia” Microsoft, una cosa che, appunto, ormai era lì e cosa vuoi fare, la butti? Ma no che quella è scaduta, però se l’hai surgelata la puoi ancora mangiare. Vorrei farvi vedere la mia faccia e le movenze della mia testa mentre cerco il coraggio di scrivere qualcosa tipo “a questo punto, se cercate un gioco del genere, lanciatevi su Just Cause 4“.
Se non crasha.

Perché sì:
Perché no:
  • Boh... è frenetico

 

  • Ripetitivo
  • Missioni tutte uguali
  • Progressione

Terry Crews

Ipah - Biografia

Ipah
Mi sa che mi tengo tutti i quarzi di Fate/Grand Order fino a luglio per Nero in costume da bagno.